Martedì 5 maggio è in onda, su Rai 2, la trasmissione Belve Crime. Il format, spin off di Belve, parte alle 21:25 circa ed è guidato da Francesca Fagnani.
Belve Crime 5 maggio, al fianco della conduttrice Elisa True Crime
Quella odierna è la seconda puntata di sempre per Belve Crime. Il programma, infatti, ha debuttato il 10 giugno dello scorso anno e il format, in quella occasione, aveva ottenuto ottimi ascolti, tenendo compagnia a un milione e mezzo di spettatori con il 12,4% di share.
La Rai ha deciso, così, di promuovere la trasmissione, che torna quest’anno con due nuove puntate, in onda su Rai 2 il 5 e il 12 maggio. La conduttrice Francesca Fagnani, nello show, intervista i colpevoli e i testimoni di alcuni dei casi di cronaca nera più discussi del nostro paese.
Al suo fianco, per presentare gli ospiti e le vicende nelle quali sono coinvolti, c’è Elisa True Crime, nome d’arte di Elisa De Marco, che da anni racconta sui social le storie di cronaca nera e che è seguita, su YouTube, da un milione e mezzo di iscritti.
Belve Crime 5 maggio, le parole di Katharina Miroslawa
Al centro di Belve Crime del 5 maggio c’è, in primis, Katharina Miroslawa, condannata a 21 anni di carcere per aver ucciso Carlo Mazza, imprenditore e suo ex amante. In passato ballerina per un nightclub, come anticipato da AdnKronos l’ospite ha ammesso: “Ero la colpevole perfetta, quella donna senza scrupoli che uccide per denaro. Se fossi stata una bella casalinga nessuno si sarebbe interessato a me. Invece ho lavorato in un night e allora sono una poco di buono no“.
Il secondo ospite di Belve Crime di oggi è Rina Bussone. Quest’ultima è la testimone chiave nonché ex compagna di Raul Esteban Calderon, condannato per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik.
Le confessioni di Roberto Savi
La prima puntata di Belve Crime, in onda su Rai 2 il 5 maggio, è arricchita da Roberto Savi. Membro della Banda della Uno Bianca, che ha causato fra l’87 e il ’94 centinaia fra vittime e feriti, l’uomo, intervistato dal Carcere di Bollate, ha confessato: “Come mai non riuscivano a catturarci? Non lo so. Loro ce la mettevano tutta, ma non ci trovavano, non ci prendevano“.
Quando Fagnani ricorda la rapina compiuta in un’armeria e che ha causato la morte di due persone, ovvero la proprietaria Licia Ansaloni e l’ex carabiniere Pietro Capolungo, Savi afferma: “C‘era bisogno di uccidere Capolungo perché era un carabiniere. Era tutta una serie di cose intrallazzate, perché era un ex dei Servizi Particolari, dei Servizi Segreti dell’Arma“.
La conduttrice, allora, chiede se è mai capitato che la banda agisse per conto di altri e Roberto Savi conferma: “Ci sono degli uffici particolari che hanno un apparato suo e noi eravamo quelli che delle volte, appunto, abbiamo fatto quel lavoro lì“.

