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La Corrida, 13 aprile 2018, prima puntata in diretta: vince il 92enne Liberatore Russolillo

Da questa sera su Rai 1 lo show che vede protagonisti i dilettanti allo sbaraglio. A condurlo Carlo Conti insieme a Ludovica Caramis. Ecco tutte le esibizioni di questa prima puntata.
Francesco La Rosa

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Da questa sera su Rai 1 lo show che vede protagonisti i dilettanti allo sbaraglio. A condurlo Carlo Conti insieme a Ludovica Caramis. Ecco tutte le esibizioni di questa prima puntata.
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Ludovica Caramis parte con il “giuramento”: i concorrenti, tutti sul palco, si impegnano ad essere valutati dal pubblico con applausi, fischi, pentole e campanacci. Conti va tra il pubblico a scegliere un’altra valletta: è la signora Maria.

Ecco il primo concorrente: Giuseppina Frongia, casalinga cagliaritana 67enne, amante delle canzoni di Rita Pavone. Alla signora piace chiacchierare e racconta a Conti i suoi hobby ed alcune esperienze di vita, “stordendolo” un po’: personaggio pittoresco, in pieno stile Corrida. Per fortuna il conduttore stoppa la sua logorrea con un sorriso, altrimenti avrebbe continuato fino a Unomattina. Prima dell’esibizione, breve videomessaggio delle due figlie che abitano in Germania.

La simpatica signora canta “Il ballo del mattone”, che ripete due volte: nella prima occasione va fuori tempo e così si ricomincia. Nella seconda attacca bene, ma è davvero stonata. Non appena scatta il semaforo verde (il via libera per il pubblico in studio per far sentire il proprio voto), tanti applausi per lei.

Secondo concorrente: si tratta di Bruno Vincenzo Pinto, di Fondi (Latina). Attualmente è pensionato ed è un appassionato di rime e subito dà una breve dimostrazione a Conti, anche se parla velocemente e non si capisce quasi niente quando parla: il conduttore fatica a trattenere le risate ma è bravo a non deridere il signore.

Pinto recita “L’innocente”, una poesia da lui stesso scritta. Più che altro, sembra un flusso di coscienza: del tutto si capisce circa il 20% e così per lui abbondano pentole e campanacci. Conti gli fa recitare altri versi per dargli un’altra chance, ma i risultati non cambiano tanto.

Massimiliano Pau, 43 anni, operaio, arriva sul palco insieme a Mia, la sua cagnetta. È lei la protagonista del numero che fa insieme al suo padrone. Lui le dà dei piccoli comandi e lei lo segue camminandogli vicino o tra le gambe: la cagnetta e il suo padrone arrivano a darsi anche il cinque. L’intesa tra i due è perfetta e la loro prova è davvero molto divertente. Anche il pubblico se ne accorge e premia i due.

Viene da Itri (Latina) il signor Luigi De Crescenzo. Vestito con un look anni ’70, l’uomo si dice amante della musica soul, ma anche di rap dandone subito una dimostrazione al pubblico. L’uomo canta poi un pezzo di James Brown, “I feel good”. Risultato così così: il pubblico rumoreggia e al contempo applaude.

Il quinto concorrente viene da Putignano (Ba), Vincenzo Muggipinto. Si definisce molto somigliante a Checco Zalone: “Molte volte mi scambiano per lui“, dice. Non a caso, decide di cantare “Angela”, un brano cantato proprio dall’attore pugliese. Va fuori tempo, è stonato pure anche se va meglio nella parte recitata. Anche in questo caso il pubblico appare diviso.

Si spezza il ritmo con un balletto coreografato da Stefano Mainini. Carlo Conti di lì a poco pesca alcune persone dal pubblico per affidarle allo stesso Mainini: con lui, durante la puntata, proveranno la medesima coreografia e dovranno riproporla sul finire della puntata.

Il concorrente successivo è il signor Liberatore Russolillo, dall’avellinese. È il più anziano finora: ha ben 92 anni e nella sua vita ha fatto il contadino. “Finché starò bene continuerò a farlo“, dice. Anche il signore ha voglia di parlare e raccontare pezzi di esistenza, per Conti non è semplice stopparlo e farlo cantare. Alla fine, il simpatico vecchietto con il suo organetto (un pezzo di antiquariato, essendo stato prodotto ben 140 anni or sono) propone una tipica tarantella meridionale, andando anche bene a tempo. Tanti applausi per lui e standing ovation.

Maria Rosaria Berardi ha 28 anni e viene da un piccolo comune in provincia di Viterbo. Ha una laurea triennale in Filosofia Finora è la più giovane tra i concorrenti di questa stasera. La ragazza ha ballato fin da bambina e così stasera danza sulle note di un pezzo di Jason Derulo. Brutta davvero la sua prova, senza né capo né coda. E le sirene, insieme ai coperchi, lo confermano. Conti le dà la chance di riprovarci, ma i risultati sono gli stessi. 

Si presentano sul palco un papà con il figlio, rispettivamente Vittorio e Luca Lunini. Il padre fa l’allevatore, mentre il ragazzo studia. La loro abilità è quella di suonare cucchiai. Vengono accompagnati dall’orchestra e l’abilità con le posate permette loro di andare a tempo e di creare un numero divertente. Campane e applausi per loro.

67 anni, napoletano, Carlo Carotenuto è pensionato. Prima faceva il commerciante di olive. L’uomo, che attualmente fa il volontario, tenta l’impossibile con il “Nessun dorma” della Turandot di Giacomo Puccini. Strilla e prende qualche stonatura, ma il pubblico non lo stronca totalmente. Se lo meriterebbe per aver quasi ucciso un’aria così bella.

A presentarsi stavolta sono i Mystical Women, una gruppo di 7 amici cremonesi. Tutti indossano un accappatoio blu e una sorta di copricapo con i colori della bandiera italiana. Simulano una sorta di coreografia in un’ipotetica piscina, come fossero esperti di nuoto sincronizzato. Anche la loro esibizione è giudicata dal pubblico in maniera ambivalente.

Prima, però, Carlo Conti viene chiamato al telefono da Giorgio Panariello e così mette il cellulare in viva voce per fargli salutare il pubblico. Quando si dice “il bello della diretta”.

Vestita da Marilyn Monroe di cui è una grande appassionata, Gabriella Lambiase lavora in un laboratorio d’analisi e ha 54 anni. La signora canta proprio un pezzo eseguito dall’attrice americana, “I wanna be loved by you”. Disastro totale per lei, i campanacci e i versi d’asino surclassano la sua voce che finisce per non sentirsi più. La spaccata finale conclude una prova davvero da dimenticare.

Il romano Mario Labieni, 42 anni, si dice timidissimo e non ha mai cantato in pubblico. La scelta di partecipare alla Corrida la motiva spiegando che “cantare fa bene“. Il pezzo cantato dal concorrente è “Non me lo so spiegare” di Tiziano Ferro. Con il cantante di Latina c’è anche una leggera somiglianza fisica. Labini fa una bella interpretazione, sentita, con qualche sbavatura: il pubblico apprezza. 

Giuseppe Sposato, 44 anni, è in realtà tutt’altro che coniugato come indurrebbe a pensare il suo cognome: si è separato per ben 3 volte. Di professione benzinaio, ha l’hobby del ballo e decide di riproporre una scena del film “The Mask”, con tanto di costume realizzato da lui stesso. Il pubblico però non sembra aver apprezzato molto quanto da lui proposto.

Penultimo concorrente in gara: Livia Geti, laureata in matematica e consulente tecnologico. La ragazza è appassionata di pole dance ed infatti è vestita da ballerina e c’è già pronto un palo per lei al centro del palco. Grande coordinazione nei momenti, la ragazza riesce a mantenersi in equilibrio anche in posizioni complicate che assume durante la sua prova.

L’ultimo concorrente di questa sera si chiama Angelo e viene da un paese dell’avellinese. Fa il postino e lo mette in evidenza entrando in scena con il tipico giubbotto delle Poste e una bicicletta. Canta una canzone autoreferenziale, “Angelone il postino in pensione”. Applausi per lui da parte del pubblico, che gradisce in buona parte.

Riecco le persone del pubblico che erano state selezionate per la coreografia curata da Stefano Mainini, che dà loro istruzioni durante il ballo. Grazie alla sua opera gli improvvisati ballerini se la cavano e non fanno troppa confusione.

Carlo Conti riepiloga i finalisti: Massimiliano Pau (l’uomo con la cagnetta), Liberatore Russolillo (il suonatore di organetto 93enne), Vittorio e Luca Lunini (suonatori di cucchiai), Mario Labieni (cantava Ferro), Lidia Geti (ballerina di pole dance). Il pubblico voterà tramite gli applausi: potranno essere dedicati solo ad un concorrente. L’arzillo anziano avellinese ne raccoglie di più e vince questa prima puntata.

Termina qui la prima puntata. Lo show, che Corrado portò alla ribalta radiofonica e poi televisiva su Canale 5, è simile all’originale nella struttura, ma nella gestione e nella conduzione si notano delle differenze. Innanzitutto nel casting. Nel caso del programma di Mantoni, i personaggi improbabili e goffi erano molti di più, qui invece la percentuale si è abbassata notevolmente: certo, c’è stata qualche eccezione, ma in linea di massima non si sono notati particolari “fenomeni”. Ballo e canto le abilità più inflazionate: per ora non si sono visti né suonatori di pernacchie né imitatori di rumori vari, come spesso invece accadeva nelle edizioni passate.

Questo, di conseguenza, ha portato il programma a essere meno caotico: abbiamo visto una trasmissione senza dubbio piacevole, ma nel confronto con il modello di riferimento ci si è divertiti e si è riso un po’ di meno.

D’altro canto, Carlo Conti ha il merito di essersi cucito addosso lo show distaccandosi dal suo storico conduttore: di lui non ha la pungente ironia con la quale canzonava i concorrenti di turno (pur non ridicolizzandoli mai), ma il presentatore toscano è riuscito a interfacciarsi in modo divertente con la folta schiera di “dilettanti allo sbaraglio” che gli si sono capitati davanti. Ha scherzato con loro e si è permesso qualche battuta in più rispetto ai programmi dove lo si vede abitualmente, nei quali è più vincolato al suo ruolo di conduttore. Qui ha la possibilità di mostrare altre doti di uomo di spettacolo: attendiamo le prossime puntate per vedere se riuscirà ad “osare” di più.

Prossimo appuntamento venerdì 20 aprile, alle ore 21:25, su Rai 1.

 


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Nasco a Napoli nel 1989, ma la mia città è San Giorgio a Cremano, la stessa di uno dei miei miti: Massimo Troisi. Gli studi mi hanno portato a Roma, dove mi sono laureato in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione alla Sapienza. Sono giornalista pubblicista. Il varietà è il mio genere preferito, sia in tv che in radio. A ruota seguono serie tv e quiz. La mia passione è il Festival di Sanremo: da piccolo fantasticavo di cantare sul palco dell'Ariston, ora mi limito a sognare di condurlo!

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Una Pezza di Lundini 2021: l’elogio del nonsense nella seconda serata di Rai 2

Considerazioni sullo show con Valerio Lundini e Emanula Fanelli in onda ogni martedì in seconda serata su Rai 2.
Irene Verrocchio

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Una Pezza di Lundini 2021 Rai 2
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Dal 20 aprile è tornata su Rai 2 Una Pezza di Lundini 2021. Al timone della seconda edizione ritroviamo Valerio Lundini ed Emanuela Fanelli. Sono previste 15 puntate in onda ogni martedì in seconda serata.

Una Pezza di Lundini 2021 Fanelli

Una Pezza di Lundini, l’elogio del nonsense

Nel programma il comico romano Valerio Lundini interpreta il ruolo di conduttore di riserva. Deve sostituire la trasmissione (immaginaria) di turno che è saltata all’ultimo minuto.

Lundini ha infatti il compito di riempire il vuoto televisivo cercando di intrattenere il pubblico attraverso una apparente improvvisazione. Ma nulla in realtà è lasciato al caso perché la trasmissione segue una scaletta ben precisa. Nell’edizione 2021 inoltre si nota una comicità più matura, più ragionata.

Lo show inizialmente non aveva pienamente convinto perché mostrava dei punti di debolezza. Nel corso del tempo però è riuscito a costruirsi una propria identità. E’ diventato l’elogio del nonsense dal linguaggio moderno che ha l’intento di “svecchiare” la tv generalista.

L‘elemento infatti preponderante di Una Pezza di Lundini è la parodia della Tv stessa, con i suoi tempi e i suoi schemi predefiniti. Ma allo stesso tempo la tv è  anche celebrata attraverso riferimenti a programmi storici.

Il ruolo di Emanuela Fanelli

Valerio Lundini però non è l’unico protagonista della trasmissione. Alla sua figura di conduttore impegnato si contrappone la partner Emanuela Fanelli. Porta in scena una comicità più genuina, spesso condita da espressioni in romanesco.

Alcuni sketch della Fanelli sono diventati ormai dei tormentoni. Basti pensare al film immaginario A Piedi Scarzi con Alessandro Borghi dello scorso anno. Ora invece interpreta la make up artist Anna Magliani nella (finta) serie Simonetta, la truccatrice della Rai con Marco Bocci. Qui la Fanelli pone sotto i riflettori il modo di raccontare le fiction del Servizio Pubblico.

La scelta di fossilizzarsi sugli stereotipi romani può essere però rischiosa in quanto a lungo andare, potrebbe generare assuefazione nello spettatore. Analogo limite anche per i suoi monologhi incentrati sui luoghi comuni legati all’universo femminile.

Una Pezza di Lundini presenta alcuni aspetti che andrebbero migliorati. Risulta infatti più incisiva nelle clip surreali che nelle gag in studio. L’ironia eccessivamente sottile non permette a volte di coglierne pienamente le sfumature. Gli ospiti invece non sempre si prestano al politicamente scorretto mostrando imbarazzo dinanzi alla domande spiazzanti del conduttore.

Una Pezza di Lundini 2021 ascolti

Una Pezza di Lundini, gli ascolti

La prima edizione di Una Pezza di Lundini è composta da 41 puntate ed ha registrato una media del 2,46%  con quasi 350.000 telespettatori. La particolarità consiste nel fatto che è contraddistinta da una percentuale di pubblico molto variabile.

Alcune puntate ad esempio hanno avuto un indice basso di ascolti, fermandosi appena ai 189.000 telespettatori. Altre ancora invece hanno sfiorato i 600.000- 700.000 spettatori.

Le motivazioni sono da ricondurre non solo alla capacità attrattiva degli ospiti. Ma anche dal fatto che la stagione d’esordio è stata penalizzata dall’imprevedibilità dalla messa in onda. Una Pezza di Lundini 2021 invece ha una collocazione fissa in palinsesto.

In tal modo il pubblico di Lundini si sta gradualmente fidelizzando. Secondo i dati Auditel infatti le tre puntate, finora andate in onda, si aggirano intorno al 3% di share; con poco più di 300.000 telespettatori.

 


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Venus Club 6 maggio: prima puntata, Lorella Boccia ospita Elettra Lamborghini

Debutta in seconda serata su Italia 1 lo show tutto al femminile condotto da Lorella Boccia. Opinioniste Iva Zanicchi e Mara Maionchi. Tra le ospiti della prima puntata Elettra Lamborghini.
Irene Verrocchio

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Venus Club 6 maggio 2021 Italia 1
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Giovedì 6 maggio, in seconda serata su Italia 1, è andata in onda la prima puntata di Venus Club con Lorella Boccia. Accanto a lei due opinioniste d’eccezione, Mara Maionchi ed Iva Zanicchi.

La conduttrice, nello studio che rievoca le atmosfere di un locale notturno, accoglie solo ospiti femminili. Intervengono infatti donne appartenenti al mondo dello spettacolo. Ma anche artiste emergenti nel campo dell’arte, della cultura e dell‘intrattenimento. Le protagoniste si confrontano con la padrona casa su temi sociali ma anche su argomenti più frivoli.

L’ospite della prima puntata è Elettra Lamborghini che affronta il tema del suo rapporto con gli uomini. A lei si unisce anche la giovane fumettista Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti. Racconta agli spettatori come ha affrontato il periodo di transizione negli anni dell’adolescenza e delle difficoltà legate all’identificazione di genere.

Il cast si arricchisce anche di altre figure che animano il Venus Club. Sono presenti la campionessa di flair bartender Daniela Istrate ed una barwoman acrobatica che prepara dei cocktail per gli ospiti. Spazio anche alla musica con la band guidata da Micol Arpa Rock.

In ogni appuntamento, infine, vengono mandati in onda dei fotomontaggi, dedicati agli ospiti, che sono realizzati dall’artista olbiese Eman Rus.

Venus Club 6 maggio Lorella Boccia

Venus Club, la diretta 6 maggio, Elettra Lamborghini

Nella prima puntata Lorella Boccia spiega che Venus Club è uno show tutto al femminile. Gli unici uomini in studio sono i musicisti della live band di Micol Arpa Rock ed alcuni figuranti. Dopo aver presentato le opinioniste Iva Zanicchi e Mara Maionchi la conduttrice accoglie in studio Elettra Lamborghini.

Dopo aver discusso dei suoi problemi di colesterolo e del suo lato b, La Lamborghini confessa di essere una delle poche a detestare le vacanze. L’ospite inoltre racconta di essere l’idolo, soprattutto, dei bambini. I più piccoli infatti la immaginano come un cartone animato. 

Venus Club 6 maggio Elettra Lamborghini

La conduttrice cambia tema occupandosi di musica. La Lamborghini ha realizzato brani principalmente reggaeton come Pem Pem, Mala, e Musica (e il resto scompare) presentato al Festival di Sanremo 2020. La Lamborghini ricorda che durante le esibizioni sul palco dell’Ariston è stata spesso imprecisa a causa dell’emozione.

Il 2020 è stato anche l’anno in cui è convolata a nozze con il disc jockey e produttore discografico Afrojack. La Lamborghini spiega di aver avuto poche relazioni amorose perché sognava già di trovare la persona giusta. Elettra Lamborghini inoltre è anche conosciuta per essere la regina del twerking e così insegna alla conduttrice le mosse caratteristiche.

Prima di andare via scrive su un’etichetta ciò che detesta degli uomini ed attaccarla sul corpo di un modello. La Lamborghini ammette di non sopportare le mani e i piedi maschili.

Venus Club 6 maggio Yole Signorelli

Venus Club, Yole Signorelli in arte Fumettibrutti

La seconda ospite della puntata è la fumettista Yole Signorelli. Rappresenta principalmente disegni erotici ed ha realizzato tre graphic novel di successo. Si intitolano Romanzo Esplicito, P. La mia adolescenza trans e Anestesia.

Yole Signorelli è la terza di quattro figli. E’ nata a Catania 30 anni fa nel corpo di un ragazzo e durante l’adolescenza ha vissuto il periodo di transizione per il cambio di genere. Si è trattato di un percorso complesso ma i suoi genitori l’hanno sempre sostenuta. Non nasconde però di aver subito in passato dagli altri anche delle violenze. L’ospite è molto legata alla sua famiglia, in particolare al fratello minore affetto da autismo.

Dopo il diploma all‘Accademia delle Belle Arti di Catania si è trasferita a Bologna, dove vive tuttora, per proseguire gli studi. Racconta che agli inizi per sopperire ai problemi economici ha lavorato anche in un night club.

Lorella Boccia si sofferma poi sugli aspetti più intimi della sua vita privata. L’ospite spiega di essere pansessuale. E’ attratta dalle persone indipendentemente dalla loro identità di genere. Ma al momento non riesce ad instaurare relazioni durature perché non ha ancora trovato la persona giusta.

Venus Iva Zanicchi Mara Maionchi

Iva Zanicchi e Mara Maionchi hanno il ruolo di commentare gli argomenti trattati nel corso delle interviste. Ascoltano con particolare attenzione la storia di Yole Signorelli perché può essere d’esempio per i giovani che non trovano il coraggio di fare coming out.


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Dritto e Rovescio 6 maggio 2021, dibattito sul Ddl Zan, Maria Teresa Ruta sul caso Grillo

Dritto e Rovescio, il talk condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4 è in onda questa sera, 6 maggio 2021. Ospiti Mauro Corona e Matteo Renzi.
Lorenzo Mango

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Dritto e Rovescio 6 maggio
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Rete 4 propone questa sera, 6 maggio 2021, il consueto appuntamento del giovedì con Dritto e Rovescio. Dalle 21.25 il conduttore Paolo Del Debbio accoglie in studio i suoi ospiti, per dialogare con loro su argomenti di stringente attualità.

Il dibattito ancora accesissimo sul noto Ddl Zan contro l’omotransfobia è l’argomento cardine della puntata. Del Debbio ne parla con i suoi ospiti in studio, in seguito al discorso del cantante Fedez tenutosi sul palco del Concerto del primo maggio 2021. 

E poi, si torna a parlare di economia e ripresa, Covid e vaccini. La variante indiana del virus preoccupa gli esperti, ed è ormai stata diagnosticata a diversi pazienti sul suolo nazionale. L’avanzamento della campagna vaccinale procede a rilento, e il futuro delle imprese, costrette a riaperture parziali e al famigerato coprifuoco delle 22.00, è in bilico.

Infine, Del Debbio propone un’intervista esclusiva a Matteo Renzi, leader del giovane partito Italia Viva, e un focus sul caso Grillo con l’intervento di Mauro Corona.

Vi ricordiamo che potete seguire Dritto e Rovescio anche in streaming su internet, tramite il sito dedicato MediasetPlay.

Dritto e Rovescio 6 maggio

Dritto e Rovescio 6 maggio, la diretta

In apertura, è proposto un servizio girato a Monza. Il conduttore Del Debbio, come di consueto, intervista piccoli imprenditori locali e chiede la loro opinione sulla campagna di vaccinazione, sulle riaperture e sul coprifuoco. “Con le riaperture attuali non ripaghiamo nemmeno la corrente elettrica che utilizziamo” affermano. Terminato il servizio, il conduttore presenta il primo ospite: Matteo Renzi.

“Il coprifuoco va tolto. Non serve più, ci sono molti più vaccinati che contagiati. Inoltre, il vero decreto sostegni è far ripartire le aziende. Se proprio lo si deve tenere, lo terrei fino a mezzanotte, garantendo una capienza del 50% all’interno dei locali” afferma Matteo Renzi, in collegamento con lo studio.

“A me la divisa non spaventa. Ero più preoccupato quando c’era Arcuri, che adesso con Figliuolo” afferma poi Renzi. Si riferisce alle dichiarazioni di Michela Murgia, che si è detta intimorita dall’atteggiamento di alcuni militari che le avrebbero richiesto le generalità.

Dritto e Rovescio 6 maggio, le dichiarazioni di Fedez al primo maggio: il commento di Matteo Renzi

Quindi, a Renzi è richiesta la sua opinione sui recenti assembramenti milanesi, in seguito alla vittoria dello scudetto dell’Inter. “Va malissimo, la violenza è intollerabile. Capisco la gioia della vittoria di uno scudetto, ma c’è un tema difficile da gestire. O ti organizzi per tempo per una manifestazione del genere, oppure bisognerebbe avere buonsenso e ragionevolezza.” dichiara.

In seguito, Renzi commenta le dichiarazioni di Fedez dal palco del 1 maggio 2021. “Io ho una mia visione: un artista può dire quello che vuole, senza censure. Se qualcuno si sente leso dalle parole di Fedez può andare in giudizio e chiedere i danni” afferma. “La frase -se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno-, però, è inaccettabile”.

Infine, il politico commenta l’incontro in autogrill con l’agente dei servizi segreti Mancini: “Dovevamo incontrarci, abbiamo scelto l’autogrill. Non ci sono sotterfugi, quando volevo far cadere il governo l’ho fatto alla luce del sole, in parlamento. Perchè Draghi è meglio di Conte, Figliuolo di Arcuri”. 

Dritto e Rovescio 6 maggio, il dibattito sul DDL Zan, la lite Belpietro-Romano

Inizia poi un dibattito sul DDL Zan contro l’omofobia. Silvia Sardone commenta al riguardo: “Siamo per la libertà, ma dovrebbe essere lasciata fuori la scuola. Sennò troviamo le Trans a fare lezione in aula ai bambini, e le favole gay lette in classe. Dopo il DDL Zan potrò ancora dire di essere contraria all’utero in affitto?”.

Interviene Stefania Orlando: “Mi chiedo cosa c’entri l’utero in affitto con il DDL Zan. E’ una pratica operata principalmente da coppie eterosessuali. Chi si oppone al DDL Zan è vigliacco, ha paura di deludere un certo tipo di elettorato. Le motivazione dei detrattori non mi hanno mai convinto, dove sono le ragioni serie?”.

Risponde anche Maurizio Belpietro: “Non serve un DDL Zan, basta inserire anche la parola -s3sso- nella legge Mancino. Che è già una legge che prevede aggravanti sulla base della discriminazione.”. “Ma infatti questo è quello che succede con il DDL Zan” aggiunge Andrea Romano, politico del PD in collegamento. Belpietro, però si oppone con veemenza, dichiarando che il DDL Zan prevede l’istituzione di una giornata per la promozione della cultura omosessuale.

Ne scaturisce una lite: “Voi di sinistra siete liberticidi” afferma Belpietro.

Dritto e Rovescio 6 maggio, le domande ai Leghisti citati da Fedez

Dopo una breve interruzione pubblicitaria, sono proposte le repliche di due dei tanti consiglieri leghisti citati da Fedez. Entrambi affermano che le loro frasi sono state decontestualizzate. Antonio Caprarica, ospite in studio questa sera, risponde che “Il problema è che spesso ancora oggi la destra promuove valori macisti, maschilisti e gretti. La destra oggi avrebbe l’occasione di rinunciare a questo culto della forza. Il suo partito (parla con la Sardone n.d.r.) frequenta in Europa i partiti nazionalisti?”.

Interviene anche il giornalista Giuseppe Cruciani al riguardo. “I gay non sono discriminati in Italia. L’Italia non è un paese omofobo. Non c’è l’urgenza di una legge simile.”. Replica l’onorevole Romano: “Cruciani vuole difendere la sua libertà che i gay devono morire. Ma ci sono cose che non si possono dire. Deve esserci una aggravante, non basta tutelare la persona come si fa ora.”. Al che, Cruciani risponde vibratamente: “Non sostengo e non ho mai sostenuto che ci debba essere la libertà di attaccare i gay”.

“Le nuove generazioni, non queste, potranno essere educate dalla legge.” si oppone la Orlando. “Il cambiamento di cultura della società è evidente quando si esamina la reazione al discorso di Fedez. I politici devono ammettere che c’è una sensibilità enormemente diversa rispetto al passato. La legge serve al di là della sanzione. Per far crescere una nuova sensibilità nelle nuove generazioni” prosegue Caprarica.

Dritto e Rovescio 6 maggio

Dritto e Rovescio 6 maggio, riaperture estive, regole e coprifuoco

Giovanni Donzelli, Beatrice Lorenzin (in collegamento da Roma), Claudia Fusani e Massimiliano Salini sono i nuovi ospiti chiamati a dibattere sul tema “riaperture estive, regole e coprifuoco”.

La prima a parlare è Beatrice Lorenzin, del PD. “Dal 15 maggio avremo il green pass, venendo incontro alle richieste degli albergatori. Le altre misure, coprifuoco alle 23 e altre, dipenderanno dall’andamento delle vaccinazioni”. Risponde il giornalista Cruciani“La comunicazione è fondamentale. L’immagine che diamo ai turisti non è positiva”. 

“L’impressione che stiamo dando, è che in Italia non sappiamo gestire il virus.” afferma Donzelli, di Fratelli d’Italia. “L’ufficio del turismo americano ha una lista di paesi consigliati per il turismo in caso di pandemie. Preferiamo essere un paese sicuro anche per questo” replica la Lorenzin.

Dritto e Rovescio 6 maggio, l’intervento degli albergatori di Abano Terme

In risposta all’intervento di Claudia Fusani, che ha affermato “il turismo si sta riprendendo”, è aperto il collegamento con un gruppo di albergatori di Abano Terme. Gli albergatori sostengono che non sussista alcuna ripresa. Mentre la Fusano risponde che la ripresa di cui parla, è una ripresa relativa al periodo attuale, in confronto con la stagione invernale.

Massimiliano Salini di Forza Italia sostiene che “Il coprifuoco è un’offesa agli italiani. Bisogna spiegare perché dopo le 22.00 il virus non è più pericoloso. Che non significa spiegare che c’è il Covid, ma fornire dati certi al riguardo”.

Aggirare il blocco dei voli dall’India, si può?

“Sono contrario al clima terroristico che si sta instaurando nei confronti della comunità Sikh” afferma Klaus Davi, giornalista, nuovo ospite in studio. “Non è perché due voli sfuggono al controllo, che serve fare un clima improprio. La situazione è sotto controllo, mi fido di Speranza e Draghi, stanno tracciando tutti”. 

Risponde Cruciani “Gli italiani sono più controllati, come mai?”. La Fusani si oppone: “I tracciamenti e i controlli sono sempre in atto”. Segue un servizio girato nella periferia del Lazio, dove la preoccupazione era particolarmente alta, dato l’elevato numero di lavoratori Sikh.

Dritto e Rovescio 6 maggio

Riaperture e ristoratori, risponde Beatrice Lorenzin

Riaprono i collegamenti con gli imprenditori locali. Le lamentele che arrivano in studio sono tutte più o meno simili: le riaperture non sono effettivamente convenienti economicamente. “L’anno scorso, sbagliando, si pensò che non ci sarebbe stata una seconda ondata. Oggi siamo alla fine della terza, ma a differenza di Novembre stiamo vaccinando. Il problema è il timing delle riaperture. Mi spiace essere fredda, ma è fornito dalle vaccinazioni. I numeri di questi giorni, però, mi fanno essere speranzosa.” risponde Beatrice Lorenzin.

Rispetto i dati che abbiamo, credo che tra qualche giorno potremo ripensare alcune misure. Ma non posso dirvelo ora, sarebbe una presa in giro immorale” prosegue la Lorenzin.

“Smettetela di prendere in giro gli italiani.” esordisce Giovanni Donzelli. “I ristoratori hanno speso per adeguarsi alle regole per le riaperture.”. “E’ indegno che tu affermi ciò per raccogliere consensi. All’inizio della pandemia non sapevamo come funzionasse il virus al chiuso, ora lo sappiamo.” replica seria la Lorenzin. “Voi dell’opposizione state giocando, parlate in libertà perché non avete responsabilità“. “Ci volete mettere nei Gulag?” termina Donzelli.

L’intervento di Mauro Corona

Viene mostrato un servizio girato a Roma, dove numerosi adolescenti rilasciano dichiarazioni preoccupanti. “I miei nonni sono anziani, io sono giovane e sana e non mi posso ammalare. Se devono morire morissero” afferma una giovane.

Mauro Corona, in collegamento, esprime la sua opinione al riguardo. “Potete stare all’aperto” dice ai giovani “Ma usate delle cautele. Riguardo ai professori, non invitateli più, cambiateli. Sono i nuovi Brad Pitt della medicina. Non si tratta più di dare un buon consiglio, ma è per la vanità di apparire. Basta con gli spaventi, si può convivere con il virus. Non guardo più la tv.” continua. “Sull’obbligo della mascherina, aspetterei a toglierla” termina.

Come a Matteo Renzi, anche a Corona Del Debbio mostra le immagini dei festeggiamenti per lo scudetto dell’Inter. “Criticare il sindaco non è possibile. La tifoseria non è difficile da gestire, se avessero bloccato tutto sarebbe stata una guerra civile. Se avesse vinto il Milan forse sarei andato anche io. I tifosi non li tieni.” risponde Corona.

Corona contro il coprifuoco

Corona si esprime poi riguardo il coprifuoco e il pass vaccinale: “Come si fa ad andare a letto alle 10. Con le dovute regole di notte vado dove mi pare.”.

“Penso che nell’accezione originale le parole abbiano un effetto. Ma è la fonetica a infastidire: un libro si legge con le orecchie. E’ come dire prete o sacerdote: prete ha una accezione negativa solitamente. Le parole devono avere un andamento gradevole. Per smontare chi offende si può usare l’ironia, ma la parola è importante.” afferma poi Corona in merito al monologo di Pio e Amedeo. I comici hanno dichiarato che “Se vi chiamano fr***o ridetegli in faccia”.

Infine, Corona parla anche del caso del gioielliere che recentemente ha ucciso due ladri per “legittima difesa”. “Se succedesse a me probabilmente sparerei alle gambe. Ma è facile parlarne da casa, è ipocrisia.” dichiara.

Dritto e Rovescio 6 maggio

Il caso Grillo, parla anche Maria Teresa Ruta

Dopo una breve interruzione pubblicitaria, sono chiamati nuovi ospiti per discutere del caso Grillo. Il figlio di Beppe Grillo, infatti, è tutt’ora accusato di stupro insieme ad altri tre suoi amici. “Diffido molto delle parole delle presunte vittime” afferma l’avvocato catanese Serena Gasperini. Francesco Borgonovo, Vicedirettore di La Verità, afferma poi che “E’ stato Beppe Grillo a trasformarlo in un caso mediatico. Quando una ragazza denuncia uno stupro, parlare di divertimento è oltre il medievale.”.

“Quando ho visto il video sono rimasta nauseata. Io nel 1980 sono stata vittima di un’aggressione. Solo dopo 14 anni ho trovato il coraggio di raccontarlo. Voi sapete cosa pensa una donna dopo una violenza? Avevo paura di deludere i miei genitori, pensavo di essere stata io la causa, non mi ero accorta del pericolo.” esclama Maria Teresa Ruta. “Se suo figlio ha sbagliato deve pagare. E Grillo deve sostenerlo, non fare come ha fatto. Bisogna educare, se serve anche con il silenzio, e con dei -no-. Così stiamo dicendo alle donne di non denunciare” prosegue.

“Adesso passa il messaggio che se vai a una festa e qualcuno abusa di te hanno fatto bene. Se diventa un caso politico non si scappa” continua la Ruta.


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