Il borgo dei borghi – La grande sfida | 29 ottobre 2018 | Conferenza stampa


Il borgo dei borghi – La grande sfida | 29 ottobre 2018 | Conferenza stampa. Sabato 3 novembre esordirà il programma sulle bellezze d’Italia condotto da Camila Raznovich e Philippe Daverio, su Rai3. Sessanta borgi in gara, 4 puntate e la finalissima fissata per il 24 novembre


Il borgo dei borghi – la grande sfida esordirà sabato 3 novembre, alle 21:40 su Rai 3, condotto da Camila Raznovich insieme al critico d’arte Philippe Daverio.
Sono previste 3 puntate eliminatorie – in ciascuna delle quali ogni regione vedrà partecipare un comune – e una finalissima tra i 20 più votati, che andrà in onda in diretta il 24 novembre 2018.
Abbiamo seguito e vi raccontiamo la conferenza stampa di presentazione, a cui hanno partecipato la conduttrice, Camila Raznovich, e il Direttore di Rai3, Stefano Coletta.

Più che ad esaltare la tensione della sfida, Il borgo dei borghi – La grande sfida punta a portare sugli schermi le bellezze delle centinaia di borghi italiani. Spesso piccoli e nascosti, faticano a farsi conoscere e le proprie bellezze non sempre sono conosciute al grande pubblico.
La regia del programma è affidata a Matilde D’Errico, per le 3 puntate eliminatorie. Sarà Andrea Dorigo, invece, a  dirigere la diretta della finale.
Il pubblico potrà votare il proprio borgo preferito sul sito www.rai.it/ilborgodeiborghi fino al 22 novembre.

Nato da una costola del Kilimangiaro – di cui era stato uno speciale, con 5 puntate negli anni – Il borgo dei borghi – La grande sfida è diventato un programma autonomo da prima serata di Rai3, grazie ad un’intuizione di Camila Raznovich e del Direttore Stefano Coletta.

Parla il Direttore di Rai3, Stefano Coletta: “La scelta di serializzare il programma, dopo averlo testato come pezzo unico, nasce dalla nostra grande convinzione di essere in una fase in cui Rai3 può permettersi di sperimentare.
Il nuovo codice di Rai3 votato all’innovazione è stato favorito dalla privazione, nelle ultime stagioni, di alcuni talenti che avevano connotato la sua storia per più di 10 anni (tra cui Fabio Fazio e Alberto Angela, ndr).
Nella nuova situazione – continua il Direttore –  viene abbastanza facile farsi trasportare appassionatamente dall’idea di poter giocare su nuovi titoli. Il borgo dei borghi, aggiunge, segna la virata verso la serialità.
Di nuovo Coletta: “Quando è arrivata la notizia del passaggio di Alberto Angela su Rai1, abbiamo iniziato a pensare ad un programma che sostituisse il suo Ulisse. Ne volevamo uno con una formula e un registro diverso, che però andasse a soddisfare un target simile, voglioso di conoscere, soprattutto di conoscere l’Italia.

Le cinque occasioni in cui avevamo testato Il Borgo dei borghi erano andate davvero bene, con valori degli ascolti ben sopra la media per la rete. Allora, quando abbiamo dovuto pensare a cosa fare per sostituire Ulisse abbiamo pensato a questo”.

Un momento amarcord per il Direttore: “Personalmente, mi è tornato in mente il vecchio Giochi senza Frontiere. Pur prescindendo dalla componente agonistica della sfida, ho pensato ad una sorta di competizione in questo kaleidoscopio delle radici italiane. Giochi senza frontiere mi è venuto in mente anche studiando i numeri e i target del pubblico delle cinque vecchie puntate: in ciascuna si registrava un movimento capillare, uno spostamento lungo il territorio”.

Poi, Coletta ribadisce come funzionerà la sfida. In ciascuna delle prime 3, saranno presentati 20 borghi (uno per ogni regione). La finalissima sarà un affare tra i 20 comuni più votati di ogni regione.
“Il meccanismo del voto ha sempre avuto una reattività molto forte. E quello che ci piace è che tutto sarà veicolato tramite gli abitanti autoctoni, che vivono nel borgo di cui sono orgogliosi. In qualche modo, diamo voce alla battaglia contro la dispersione nei piccoli centri. Esiste una volontà non trascurabile di tornare da parte dei giovani”.

Prosegue, parlando della conduttrice, Camila Raznovich: “A guidarci sarà Camila, la numero uno davanti alla telecamera. Un animale televisivo, un corpo televisivo, capisce sempre i tempi e il gioco della televisione. In questa nuova avventura, l’ho vista maturata e appassionata dalla narrazione dell’Italia piccina ma importante che racconta non solo i bei monumenti ma anche un’umanità varia”.

Ad accompagnarla sarà il critico d’arte Philippe Daverio. “È nata una coppia stramba, ma molto chiara nella sua identità: Camila è un po’ l’allieva e Daverio il professore, con contaminazioni dal passato al presente con un linguaggio leggero ma denso. Nascono grandi giochi tra loro, una bellissima complicità che aiuta ad entrare in questo racconto immersivo pieno di cose interessanti ma leggero”.

Da ogni regione viene fuori un claim – conclude il Direttore Coletta – da parte delle “tifoserie”, che è l’orgoglio delle proprie radici. La necessità di riaffermazione di valori meno de-personalizzanti.
E le ultime parole sono per un detto di un’anziana signora abruzzese (l’Abruzzo è anche la regione natale di Coletta): “Come ti sei fatto il letto poi ti ci addormenti”. Parafrasando: “Il destino te lo crei te”. La saggezza tutta abruzzese per mettere in risalto la caparbietà di chi costruisce la propria vita da un paesino.

Interviene Camila Raznovich: “Ringrazio il Direttore da parte di tutta la squadra del Kilimangiaro. Il primo ad avere l’intuizione alla base de Il Borgo dei borghi fu Andrea Vianello, il Direttore di Rai3 che mi ha rivoluto in Rai. L’altra intuizione, quella di Stefano Coletta, è stata di dedicare uno spazio seriale tutto suo a questo programma e di proporlo per la prima serata.

Lavorando alla trasmissione, dice di aver scoperto letteralmente un mondo che non conosceva, per mancanze tutte sue. “Sono milanesissima ma sono poco italiana, se per Italia intendiamo la miriade di piccolissimi paesi sparsi sul suo territorio. Fino a poco tempo fa non riuscivo a percepire del tutto il valore delle diverse sfumature delle varie regioni, di quel tipo di cultura legata moltissimo al territorio”.

Sulla scelta di accettare la conduzione: “Questo fatto di chiamare una persona così distante per quello che ha sempre dimostrato finora – almeno come ho fatto io fino al Kilimangiaro – è stato un grande stimolo. Per me è un viaggio anche nel passato per scoprire un presente che vuole resistere all’accantonamento delle radici”.
Dice che accomunava i paeselli ai nonni, ma che ora, per fortuna, c’è un ritorno ai paesi anche da parte dei giovani. Un ripopolamento che trova molto bello: “Mi ha dato speranza per il futuro di questo paese. Per chi sceglie di tornare in una dimensione più piccola per poi lanciarsi nel futuro”.

Parole dolci per Philippe Daverio: “Di questo viaggio ciò che più mi diverte è farlo con Philippe Daverio. Mi diverto molto. La sua grande qualità è l’intelligenza. Di persone colte ce ne sono in giro, ma è una rarità trovare qualcuno con cui puoi riuscire a parlare di cose altissime e subito dopo di una frivola, leggera. Con lui parliamo di qualsiasi cosa. Ma veramente di qualsiasi cosa. Poi, quando si accende la telecamera riusciamo a portare la stessa intesa che abbiamo anche fuori camera. Lui ha una grande capacità comunicativa e si è dimostrato perfetto per Il borgo dei borghi”.

In un video mandato in onda, Philippe Daverio spiega la sua scelta di partecipare. “La trasmissione è apparentemente diversa dal mio habitat naturale. Vengo spesso associato al museo. Senonché, l’Italia è il più grande museo diffuso del mondo. Per questo ho accettato. I borghi sono la radice del museo diffuso, e in questo il contesto italiano è unico al mondo”.

Segue una domanda sulle votazioni dei borghi.
La Raznovich risponde dicendo che per ora la votazione è possibile solo tramite il sito web della trasmissione. Ma poi ci sarà anche uno showdown, con la possibilità di votare durante la messa in onda della diretta. Inoltre, in ogni puntata ci saranno tre giurati in studio, con Philippe Daverio a presiedere la giuria. I voti verranno sommati.

Altra domanda, stavolta su come sono stati scelti i borghi in sfida.
Stefano Coletta: “I borghi sono stati scelti tramite una collaborazione con il club “Borghi più belli d’Italia”, afferente all’ANCI. Lavorano ogni anno alla selezione dei borghi più belli, in base a decine di criteri. Il nostro compito è quello di canalizzare questo lavoro e renderlo televisivo”.

Già previste altre edizioni del programma?
Coletta: “In questa fase bisogna aspettare la fine della prima serie e poi valutare i risultati. Penso che I borghi dei borghi possa avere gran futuro, visti i precedenti. In ogni caso, non credo a più di un’edizione l’anno, per via dei tempi e delle fatiche di realizzazione. Di certo, non vedremo una seconda serie immediatamente, non nella prossima primavera”.

La trasmissione si distacca definitivamente dal Kilimangiaro?
Camila Raznovich: “Al Kilimangiaro continueremo sempre ad andare in giro per l’Italia e per i suoi paesini. Magari con modalità diverse a quelle di questo programma”.

La conferenza stampa si chiude così. Appuntamento a sabato 3 novembre su Rai3 per la prima puntata de Il borgo dei borghi.



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