La tv delle ragazze – gli Stati Generali 1988-2018 | la diretta


La tv delle ragazze – gli Stati Generali 1988-2018 | Torna il fortunato programma dedicato al mondo femminile. Presenta Serena Dandini accompagnata da ragazze di ieri e di oggi


Questa sera, 8 novembre, alle ore 21.15 su Rai 3 andrà in onda La tv delle ragazze – gli Stati Generali 1988-2018. Il programma, andato in onda per due stagioni nel 1988 e 1989, torna con quattro puntate speciali dedicate al mondo femminile. Al timone Serena Dandini, che ci guiderà nel mondo delle ragazze tra il comico e satirico e ci racconterà come sono cambiate le donne in questi trent’anni.

A tra poco con la diretta!

Inizia la tv delle ragazze con un salto nel passato. Viene mandato infatti in onda un simpatico filmato del 1988. Serena Dandini ci saluta dagli studi di Ballando con le stelle.

Sabina Guzzanti interpreta Maria Elena Boschi che danza con Simone Di Pasquale. Tra una mossa e l’altra, la Boschi parla delle sue idee politiche: “Non sai quanto è bello quando stai sotto le copertine e senti lo spread che sale” – dichiara la “politica”.

Saputo che dovrà sottoporsi al televoto a Ballando con le stelle, Maria Elena minaccia di incatenarsi nella sala prove e chiede di abbattere “il populismo”:L’errore è farli votare, bisogna eliminare il voto”.

La Dandini torna nel suo studio e saluta il pubblico in sala. Interviene l’incaricata della “Piattaforma Monroe”, che avverte la conduttrice che il programma sarà gestito dalla “democrazia diretta”. “Ci vuole una conduttrice del cambiamento” – afferma.

Entra in studio Martina Dell’ombra accompagnata dal “vento del cambiamento”. Parla di selfie e follower con Serena Dandini.

Va in onda una gag di Massimo Ghini e Angela Finocchiaro. Si torna poi in studio, dove Martina comunica alla Dandini che la assisterà nella conduzione e le legge le clausole di contratto. Parlano poi di lifting e la Dell’ombra consiglia a Serena “la luce d’Urso”.

Parte ora una clip che mostra spezzoni del programma del 1988. Molte le attrici protagoniste che poi hanno avuto successo. La Dandini intervista Bruno Voglino – autore della prima edizione. Voglino racconta che il programma è stato una scommessa, ma lo rifarebbe, perchè non può accettare che le donne in tv siano ancora solo delle “belle statuine”.

Serena si collega con il giardino dell’Eden. Spunta Paola Cortellesi, che veste i panni di una Eva stanca dell’Eden. Non è felice, ma ricorda con simpatia i primi giorni nel giardino. Quelli seguenti però le sembrano tutti uguali e l’eternità si prospetta una noia.

Eva si lamenta della virilità di Adamo, che è pari a quella del Ken di Barbie. Vuole addentare la mela del peccato, ma la conduttrice cerca di convincerla a non farlo.

Torna Martina accompagnata dal suo vento personale, che la spinge verso il palco, perchè lei deve essere sempre al top. La ragazza si candida come nuova partner di Salvini, visto che lavora in tv ed è campionessa mondiale di selfie sul letto.

Va in onda un’altra clip con protagonisti Angela Finocchiaro e Stefano Masciarelli, estratta dal programma del 1988.

La piattaforma Monroe è lo spazio social del programma (sempre in forma satirica) ed influenza le scelte della conduttrice. Serena si collega di nuovo con la sala delle stelle, dove la finta Boschi cerca di prepararsi per esibirsi a Ballando con le stelle.

Si cambia registro e la Dandini racconta come le donne si siano emancipate dal 1988 ad oggi. Questo però ha avuto conseguenze anche sul mondo maschile: gli uomini di oggi sono confusi e, in seguito alle accuse di molestie ed alla nascita del movimento #metoo, si chiedono come fare ad approcciarsi alle donne.

Entra una professoressa – interpretata da Isabella Aragonese – che dichiara che gli uomini sono disorientati perchè non possono ammazzare le donne ed infatti continuano a farlo. L’uomo è refrattario ad evolversi e lei per questo propone un tutorial per aiutarli. Una clip interattiva mostra come due persone si possono abbracciare, sfiorare o fare altre cose, senza cadere nella molestia.

Viene mandata in onda un’altra clip del 1988 con Olga Durano, che mostra come già all’epoca era stata ideata una gag contro le violenze e molestie. Una sfilata di abiti da donna “rinforzati”, “bruto-repellenti”.

Prende parte al programma un nuovo gruppo: i The Maschilisti. La cover band di Elio e le Storie Tese interpreta un brano folle, quasi progressive delirante, ma si vede chiaramente che a cantare sono davvero gli Elii. Quando appare questa band storica, strappa sempre un gran sorriso.

Il progetto The Maschilisti tenta di riabilitare simpaticamente la reputazione dell’uomo togliendo di nuovo i diritti alle donne.

Entra poi Martina, che è convinta che gli uomini siano da adulare e vuole stirare camicie –  visto che si è candidata come partner di Salvini. Presenta poi il nuovo sponsor, il settimanale Starmale, che racconta come ricavare una tragedia da un’inezia.

La prima ospite d’onore è una grande donna, che combatte contro la sua malattia, ma continua a portare avanti le sue battaglie; si sente ancora una ragazza. Emma Bonino si racconta alla Dandini. Parla di come da giovane è andata via da Brà per andare a studiare a Milano. Serena ricorda che questa trasmissione ha debuttato trent’anni fa e chiede ad Emma come sono cambiate le donne negli ultimi trenta anni. La Bonino pensa che sia cambiato tutto e che non si contino più le evoluzioni di questo paese – nel bene e nel male. Ciò significa che si può cambiare in meglio, se si vuole. I diritti civili sono un universo strano, vanno curati e nutriti ogni giorno, perchè come li abbiamo conquistati si possono perdere.

Emma rivela che è fatta all’antica: pensa che i giovani si salvino solo con la conoscenza. Aggiunge che ci vorrebbe un po’ più di riserbo, in barba ai social, e che se uno si lascia o si accoppia se lo dovrebbe tenere per sé. Rivela di aver scelto di non essere madre perchè per lei non esiste “per sempre” ed un figlio è “per sempre”. Serena poi sposta il discorso sulla situazione politica attuale e le due donne parlano del dossier della Bonino, dal nome “Scusate se non siamo aiutati”. Emma parla poi delle aggressioni di stampo razzista che hanno avuto luogo nell’ultimo periodo nel nostro paese.

Suggerisce di aiutare ed osservare le mamme migranti. Le donne si integrano di più, hanno rapporti con l’amministrazione pubblica e vogliono apprendere l’Italiano.

La Bonino fa poi un appello in merito al referendum sull’Atac che si terrà questo fine settimana ed invita tutti ad andare a votare. Serena ed il pubblico salutano questa straordinaria donna con un grande applauso.

Parte una clip di Carla Signoris, uno spot comico del 1988. Carla è in collegamento per uno sketch, incentrato sempre sulla figura della donna. Si chiude nel suo studio a fare progetti, visto che i figli ormai sono grandi e devono imparare a camminare con le loro gambe.

Sparisce improvvisamente. Viene portata via in volo da un drone visto che un allarme la avvisa che il figlio sta comprando dell’erba. Arrivata sul luogo, si lamenta con lo spacciatore che stava vendendo al figlio dell’erba cattiva e lo invita a dargli “quella buona”.

Serena apre la seduta permanente del programma. La prima a parlare è Anna Gaia – che si lamenta di essere discriminata non perchè sia omosessuale, ma Veneta. Aggiunge poi che l’amore è qualcosa che ti accade, ma è come quando si scelgono le bomboniere: appena le compri diventano noiose.

Martina – su richiesta di Serena – ha fatto una ricerca sulle donne. La prima donna celebre di cui ci parla è Anna Bolena, che ci ha insegnato a non concederci al primo che capita.

Serena si collega con la signorina Vaccaroni – interpretata da Cinzia Leone. La Vaccaroni è ancora alle poste come trent’anni fa e non è andata in pensione perchè ha sforato la quota cento, ha sballato. La signorina è scontenta del governo e si lamenta del reddito di cittadinanza, perchè chi va da lei non vuole i soldi ma chiede un’altra cittadinanza. Serena cerca di convincerla che qualcosa di buono c’è nel governo, ma la Vaccaroni non è convinta e pensa che i politici non faranno una flat tax, ma una “reincarnazione fiscale”. Secondo lei non si salverà nessuno; si può salvare solo chi ha investito nella pizza di fango del Camerun.

Viene mandata in onda una clip, in stile Istituto Luce, sulla riforma Pillon, che vuole obbligare le donne a fare figli e che offre un appezzamento di terra per la nascita del terzo figlio.

La piattaforma Monroe si è espressa sul vestito della Dandini: i soli tre votanti hanno pareri discordanti. Il primo pensa che la Dandini sembri la Carlucci; il secondo si è astenuto; la terza, Alessia, visto che porta la stessa taglia della conduttrice e paga il canone vuole il suo vestito.

Sabina Guzzanti imita Travaglio: visto che nessuno se la prende con lui, si scaglierà contro se stesso nell’editoriale di domani. Travaglio legge il suo discorso delirante, contro le proprie espressioni e le proprie smorfie. “Si dovrebbe chiamare Marco, non sbaglio”.

Ora un vecchio spot progresso del 1988, la Finocchiaro è indaffarata a fare delle faccende domestica, ma stanca mette la testa nel forno.

Serena ora intervista Elena Ioli che è andata in Antartide per studiare i problemi climatici. Questo viaggio fa parte di un progetto Australiano, una spedizione di donne che sono molto importanti nel campo scientifico. Elena racconta che l’anitride carbonica aumente e tutti sono preoccupati, circa dieci metri di ghiaccio all’anno si ritirano. I pinguini anche stanno male per le copiose precipitazioni, visto che i piccoli non hanno un piumaggio idrorepellente e quindi soffrono molto.

Martina lancia un nuovo spazio dal nome Sbratz. Una mamma partorisce e, dopo aver terminato, vuole fare del sesso per non sprecare la ceretta fatta prima del parto. Si mette al telefono – con in sottofondo la colonna sonora di Rocky – per cercare qualcuno che la “appiccichi al muro” come una volta. Tra 72 ore avrà la ricrescita e vive questa situazione come un incubo. Disperata va da un’amica per chiederle in prestito il ragazzo.

Torna l’assemblea. Stavolta ha la parola un volto storico della tv delle ragazze: Lella Costa. Lella ha chiesto di parlare del tempo che passa. Dobbiamo riconoscere insieme i segnali dell’invecchiamento. Il primo segnale è comprarsi un paio di scarpe comode; il secondo è quando ti chiedono in metro se ti vuoi mettere seduta, al che cerchi di svicolare e sei costretta a scendere alla fermata successiva.

Per una donna gli anni che mancano non si contano in “anni”, ma in “estati”, perchè quello che conta sono i vestiti leggeri, le spiagge ed in sottofondo Édith Piaf.

Serena racconta Lella, una signora del teatro di oggi ed una delle colonne portanti della Tv delle ragazze del 1988. Serena ricorda Monica Scattini  – una grande attrice che ci ha lasciato qualche anno fa. Questo programma è anche un modo per celebrarla.

Lella Costa presenta la sua nuova campagna. “Quante volte ti è capitato di incontrare un uomo decente? Con Sex advisor non cercherai un uomo, lo troverai”.

Tornano i The Maschilisti con un altro pezzo dal titolo “Il pericolo numero uno: la donna”, un brano che miscela la musicale popolare a ritmi latino americani. Il pezzo – raccontano – risale al 1957 ed è stat presentato a Sanremo. Parlano poi dei nuovi brani: “Zitta”, “Portami le pantofole” e “Durante il Gran Premio non darmi fastidio”.

Un altro programma che prossimamente  compirà 30 anni è Chi la visto?. Serena si collega con la Sciarelli, imitata da Francesca Reggiani. La comica romana parla di matrimoni e drammi. Il drone ha ripreso tutte le scene più strazianti e le ha fatto fare ascolti da record.

In assemblea ora parla Geppi Cucciari, che fa il suo monologo. Per prima cosa propone un sondaggio sul nostro governo. Racconta poi come la scrittrice di Harry Potter si sia ispirata al governo Conte per scrivere i suoi libri. Geppi è attualmente in tournée nei teatri italiani con uno spettacolo sul ciclo femminile.

La puntata termina qui. Serena saluta tutti e ringrazia. Appuntamento alla prossima puntata!



One Reply to “La tv delle ragazze – gli Stati Generali 1988-2018 | la diretta”

  • pier luigi

    Cosa c’entriamo noi uomini (uso il suo stesso plurale) con le frustrazioni sessual-sintimentali di Lella Costa?
    Immaginando poi quale tipologia di maschile l’attragga (mansuetista/progressista/femminista ecc…ecc…ecc) risulta assai paradossale la querula requisitoria.
    O forse la sua era la pretesa di parlare a nome di tutte le donne?

    Di male in peggio: non si fa Lella…non si fa…e tu dovresti saperlo.
    Nessuno è autorizzato a parlare a nome di qualsivoglia donna.
    Manco tu.

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