Fratelli di Crozza | Puntata 23 novembre 2018 | Diretta


Fratelli di Crozza | Puntata 23 novembre 2018 | Diretta. La puntata numero nove per l'attualità politica in salsa satirica firmata Maurizio Crozza, su Nove. Ecco il racconto di ciò che è andato in onda


Venerdì sera, alle 21:25, Fratelli di Crozza ha riportato la satira sull’attualità e sulla politica su Nove, il canale Discovery al numero nove del digitale terrestre.
Per Maurizio Crozza e la sua spalla Andrea Zalone è stata la nona puntata stagionale, arrivata al termine di una settimana ricca di eventi importanti, durante la quale buona parte dei politici e dei personaggi parodiati da Crozza ha avuto modo di finire sotto i riflettori.

 

In primis, il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria – alle prese con l’ennesima bocciatura della manovra economico-finanziaria da parte della UE – e l’Onorevole Marco Minniti, al centro delle cronache per la sua recente candidatura a Segretario del Partito Democratico.

Senza dimenticare che il Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli – la cui imitazione attualmente è tra le più amate dal pubblico di Fratelli di Crozza – ha risposto alle punzecchiature di Crozza, pubblicando una foto con Davide Casaleggio in cui mordeva una mela. Il riferimento era ad uno sketch del comico in cui Toninelli veniva visto come possibile vittima delle mele (politicamente) avvelenate.

Di seguito potrete ripercorrere la diretta della none puntata di Fratelli di Crozza, reduce da settimane di ottimi risultati negli ascolti.

L’inizio è per la bocciatura della manovra economica italiana da parte dell’Unione Europea. Ma l’imitazione sugli schermi non è quella del Ministro Tria, bensì quella del Commissario Europeo per gli Affari Economici, Pierre Moscovici.

Indossa il cappello di Babbo Natale perché il Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, nei giorni scorsi, aveva fatto un riferimento sarcastico alle lettere da inviare all’Europa, dicendo di volerle inviare solamente a Babbo Natale.

La bocciatura in sede europea è il tema anche del monologo successivo di Maurizio Crozza. Sottolinea ironicamente come l’Italia sia riuscita nel miracolo di unire l’Europa. Ma l’ha unita contro sé stessa: quasi all’unanimità, quindi anche quelli di Paesi teoricamente alleati, i politici di rango europeo hanno richiamato duramente l’Italia per le sue scelte economiche.

Tuttavia, il comico contesta che tra i più accesi contestatori dell’Italia ci sia stata la Lettonia, che però dall’Europa prende molti più finanziamenti del nostro Paese rispetto a quanto versa nelle casse di Bruxelles.
Parlando della manovra economica, non poteva che arrivare anche il momento del Ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Per lui, molti interventi nell’ultima settimana, alcuni apparentemente confusi o quantomeno poco convincenti nell’esposizione delle proprie ragioni.
Il Ministro Tria aveva parlato anche del “Chicken game”, il “Gioco del pollo”: in due, ci si sfida correndo veloci verso un burrone, per vedere chi si ferma prima; ma alla fine, ciascuno pensando che si fermi l’altro, si finisce per precipitare entrambi.
La metafora si riferisce al duro scontro continuo tra Italia e Europa, in cui nessuno dei due contendenti sembra voler cedere.
L’imitazione gioca su questa citazione e su altre incertezze linguistiche mostrate dal Ministro durante i suoi interventi pubblici. Si chiude con le scaramucce con il Ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona (in realtà esperto di economia), e soprattutto con l’evocazione, tramite catene e manette, della subordinazione del Ministro Tria alle volontà della coppia di Vicepresidenti Di Maio e Salvini.
Proprio di Di Maio si parla nel segmento successivo. Crozza prende di mira i continui annunci del pentastellato, in particolare quello del tempo pieno in tutte le scuole elementari, da istituire subito assumendo decine di migliaia di insegnanti.

Solamente, non si capisce né quale sia il piano per rendere operativo un provvedimento così pesante, né quando sia stato approvato. Le uniche indicazioni date in merito fanno pensare ad una reale e completa attuazione del piano possibile solo tra decenni.
Tra annunci sulla fine della povertà, sulle chiusure dei negozi o sui contraccettivi gratis, sul calo dello spread ed altre uscite mediatiche, sono decine gli annunci roboanti che vengono elencati da Crozza per sottolineare come non ne siano seguiti fatti concreti.
La caricatura successiva presenta il Vicepresidente del Consiglio Di Maio nelle vesti di un venditore televisivo che propone affari sontuosi e improbabili.

Altro fatto centrale della settimana è stato lo sgombero a Roma – con promessa di demolizione – di otto villette appartenenti al clan dei Casamonica. È stato un provvedimento con pochi precendenti nella politica romana, ma organizzato con una mobilitazione di forze talmente imponente da far pensare ad una messinscena mediatica.

Il monolgo di Crozza prosegue con la messa in onda del post con cui Matteo Salvini chiedeva ai propri followers di postare gattini sulla propria bacheca. Il tutto – prosegue il comico genovese – mentre una cooperante italiana veniva rapita in Kenya, l’asta dei titoli di Stato andava deserta e l’Europa bocciava la nostra manovra.
Nel frattempo, il Ministro Toninelli gattonava in tv nel programma di Rai3 “Alla lavagna”.
In questo passaggio, dunque, Crozza denuncia comportamenti molto poco adatti alla situazione delicata che il nostro Paese sta vivendo.
Qualche giorno fa, gli stilisti Dolce&Gabbana sono stati protagonisti di un caso di razzismo contro i cinesi.
Il governo di Pechino aveva deciso di sospendere una loro campagna pubblicitaria perché fondata su allusioni sessuali.Come reazione impulsiva, Stefano Gabbana aveva pubblicato un messaggio durissimo e razzita sul proprio profilo Instagram a seguito del quale il governo cinese aveva sospeso le attività, comprese le sfilate e le vendite degli sitlisti nel poprio paese.

Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno dapprima sostenuto che il profilo social fosse stato hackerato e in seguito si sono scusati con un videomessaggio un po’ goffo e asettico. Proprio quel messaggio ora viene parodiato da Maurizio Crozza.

Nei giorni scorsi, il Governo ha annunciato anche un piano per risolvere l’annoso e letale problema dei rifiuti nella zona della Campania denominata “Terra dei fuochi” per la frequenza di roghi dei rifiuti stessi.

L’immancabile imitazione del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, mette in risalto la sua ira per non essere stato coinvolto nell’annuncio del provvedimento (con relativa visita dei Ministri in Campania) e perché, secondo lui, la regione è stata descritta, con non pochi eccessi, come segnata da una situazione apocalittica e sgradevole.

Arriva anche l’altra imperdibile imitazione: quella del giornalista Vittorio Feltri.

Libero, il giornale che dirige, tre giorni fa è stato condannato in tribunale per aver pubblicato il titolo sessista “Patata bollente”, riferito al Sindaco di Roma Virginia Raggi. La parodia, come prevedibile, è un campionario di espressioni scurrili e politicamente scorrette, piene di riferimenti sessuali.

La chiusura è un commento ironico all’ultim’ora dai palinsesti televisivi: Il documentario “Firenze secondo me” dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, andrà in onda proprio su Nove dal 15 dicembre.
“Non è che vuole rovinarci il Natale, è che vuole rovinare me. TeleCapri, arrivo!”, commenta Crozza.

La puntata di Fratelli di Crozza si chiude così.



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