The Voice of Italy 6 | diretta 23 aprile 2019 | Le prime Blind Auditions


The Voice of Italy 6 | Puntata 23 aprile 2019 | Le prime Blind Auditions. L'esordio del talent di Rai2, quest'anno condotto da Simona Ventura. Spazio alle Blind Auditions di Elettra Lamborghini, Morgan, Gué Pequeno e Gigi D'Alessio, i quattro coach e giudici di questa sesta edizione


The Voice of Italy 6 ha preso il via martedì sera, con la prima puntata in onda su Rai2 dalle 21:20. Quest’edizione del talent segna il ritorno a Viale Mazzini di Simona Ventura, dopo un’esperienza tra luci e ombre in casa Mediaset.

La conduttrice ha cercato da subito di puntare su un rinnovamento consistente dello show. No a quelli che ha definito “i casi umani”, per concentrarsi sul talento e su un gruppo di giudici piuttosto intrigante.

I Coach di The Voice of Italy 6 sono la popstar Elettra Lamborghini, il rapper Gué Pequeno – tra i più importanti e in voga dell’hip hop italiano – Morgan e Gigi D’Alessio. Nomi che per storia artistica richiamano uno spettro ampio di generi musicali particolarmente attuali e potrebbero essere l’arma vincente per scovare talenti freschi e di grosso appeal per il pubblico.

Questa edizione ha avuto una genesi travagliata, subendo incertezze e rinvii della messa in onda. Tuttavia, è stata fortemente voluta dal nuovo Direttore di Rai2, Carlo Freccero, e dalla stessa Simona Ventura che si è resa protagonista di una promozione senza precedenti per The Voice.
La prima puntata è stata dedicata alle Blind Auditions – le audizioni “alla cieca” da parte dei Giudici, impegnati ad ascoltare le esibizioni dalle loro poltrone poste di spalle ai candidati, senza vederli – che andranno avanti per cinque puntate. Poi, sarà il momento della “Battle” (sesta puntata), del “Knockout” (settima) e della “Finalissima” prevista per il 4 giugno.

Di seguito potrete ripercorrere il racconto in diretta della prima puntata di The Voice of Italy 6.

L’inizio è arrembante, con presentazioni particolarmente energiche, festose e serrate.

Poi, si passa subito all’esibizione del primo aspirante concorrente: Josué Previti, 17 anni. Incanta tutti i Giudici con “When we were young” di Adele. Ciascuno dei quattro preme il pulsante “I want you”, gira la poltrona e si propone come suo Coach.

Josué – in questi casi è il concorrente a dover scegliere – decide di andare nella squadra di Gué Pequeno.


La seconda cantante a presentarsi alle audizioni è Giorgia La Commare, 16 anni da Trapani. Canta “No roots” di Alice Merton e suona il basso elettrico.
Morgan si gira praticamente all’istante. Più avanti lo segue Elettra Lamborghini.
Morgan è talemente contento di Giorgia che per convincerla ad entrare nella sua squadra decide di duettare subito con il basso.
Ma lei sceglie di entrare nel team di Elettra Lamborghini.

Avanti con Giorgia Di Monda, 18 anni da Sorrento.
Si presenta con “A me me piace ‘o blues” di Pino Daniele.
È brava ma non colpisce nessuno dei Coach. Gigi D’Alessio spiega che forse sono stati spiazzati dalla voce femminile con una canzone di Pino Daniele.
Per lei niente The Voice of Italy 6.
Si dice orgogliosa di aver provato con qualcosa di difficile, ma che rappresenta fino in fondo lei e la sua terra. Un coraggio riconosciutole dai Giudici e da Simona Ventura, che la consola.

Ora è il momento di Noemi Mattei, 21 anni da Roma. Canta “Strong” dei London Grammar. Voce intensa e molto particolare, non immediata ma certamente profonda.
Morgan si gira dopo poche decine di secondi. Poco dopo, Gigi D’Alessio, Elettra Lamborghini e Gué Pequeno.
Ma Elettra Lamborghini sfrutta la possibilità di utilizzare il “Blocca Coach” ai danni di D’Alesiso, che quindi non può averla in squadra.
Lei sceglie il Team Morgan. La Lamborghini e Gué Pequeno sono rammaricati perché dicono di aver ascoltato un talento notevole.
Intanto, Simona Ventura annuncia che l’ultimo dei Coach a comporre il proprio team di 14 elementi, dovrà pagare un pegno.
Nel caso fosse Gigi D’Alessio a chiudere per ultimo, dovrebbe cimentarsi con le canzoni di Gué Pequeno. Morgan sarebbe costretto a “twerkare” su “Pem pem” di Elettra Lamborghini, quest’ultima dovrebbe cimentarsi con “Altrove” di Morgan, mentra Gué Pequeno dovrebbe cantare una versione rap di “Non dirgli mai” di Gigi D’Alessio.

Adesso canta Alberto Nemo, 31 anni, con una versione particolarissima, dark e vagamente inquietante di “Amore che vieni, amore che vai” di Fabrizio De André. I suoi riferimenti sono chiaramente gotici e influenzati dalla musica religiosa.
I Giudici rimangono spiazzati e intimoriti da una proposta obiettivamente fuori dalla portata del programma (e non solo). Nessuno di loro si gira.

Poi si esibisce Morgana, 22 anni dalla provincia di Napoli, con una versione molto bella di “Halo” di Beyonce. Davvero brava, tanto che il pubblico le concede una standing ovation.
Girano le poltrone Morgan e Gigi D’alessio. Gué Pequeno, a fine esibizione, si dice molto pentito di non averlo fatto, visti anche i riferimenti r’n’b e soul della cantante.

Morgana sceglie il Team Morgan.

L’audizione successiva è quella di Ares, vocalist 31enne di Torino. Si presenta con “Livin’ la vida loca” di Ricky Martin. Mostra una certa versatilità nell’interpretazione, ma in uno stile completamente diverso dal classico “bel canto”.

Si girano tutti i Giudici, tranne Morgan. Gigi D’Alessio, però, blocca Elettra Lamborghini – che era la più entusiasta, la prima a premere il pulsante “I want you” – e alla fine Ares sceglie il Team di Gué Pequeno.

Segue Matteo Camellini, 24 anni da Sassuolo, “There’s nothing holdin’ me back” di Shawn Mendes.
Bravo e preciso nell’interpretazione, anche se senza un elemento davvero dirompente nel suo stile.
L’unico Giudice a girare la poltrona è Morgan. Per Elettra Lamborghini è “insipido”, Gigi D’alessio dice che non si è emozionato. Poca convinzione anche da Gué Pequeno, che ne riconosce ugualmente una certa bravura.
Poi arriva il “Coffe break” con i Coach e Simona Ventura. Altro non è che una pausa che introduce anche la pubblicità, ma si rivela ugualmente importante perché in quel frangente la conduttrice annuncia che i concorrenti potranno giocarsi le proprie carte anche presentando un inedito.

È la prima volta per The Voice e in questo non si può non notare una certa somiglianza con le scelte fatte per X Factor.
Le audizioni riprendono con le Sindolls, gemelle ventenni che si definiscono “Cantanti che fanno trap”. Ina e Serena cantano in albanese (la loro madre lingua) e si cimentano con “Shume Pis” di Era Istrefi, rivista con un freestyle ciascuna.
Si girano tutti e quattro i Coach, ma le ragazze scelgono – anche per le contiguità di genere musicale – il Team di Gué Pequeno.
Ci prova anche Stefano Ciarcia, 30 anni da Torino. Canta “La prima volta” dei Negramaro. Purtroppo per lui, non riesce ad andare oltre un’esibizione diligente e nessuno dei Giudici si volta.

Simona Ventura lo incoraggia dietro le quinte, spronandolo a non mollare.

Il primo inedito di questa “Blind Audition” si intitola “Baby” e lo canta il rapper diciottenne Diablo. Madre africana, padre metà uruguiano metà napoletano, viene da Udine.
Discreto brano (molto apprezzato dei Coach), scritto e interpretato bene.
Morgan è il primo a girarsi, seguito da tutti gli altri. La sorpresa viene dallo stesso Morgan, che blocca Gué Pequeno, cioè il Coach a cui sarebbe stato naturalmente destinato Diablo.

Dopo qualche istante di indecisione, Diablo sceglie il Team Morgan, pur confessando che la sua prima scelta sarebbe stato Gué Pequeno.
Avanti con Stefano Colli, 29 anni da Bologna, cantautore alle prese con “Moondance” di Michael Bublé.
I Giudici tardano a reagire. Alla fine, si voltano Gué Pequeno e Gigi D’Alessio. Duro Morgan: “Strimpelli con la voce come hai detto di strimpellare con gli strumenti”.
Gigi D’Alessio prova a convincerlo ad andare nella sua squadra duettando al piano con lui sulle note di “Caruso” di Lucio Dalla.

E la scelta di Stefano Colli ricarde proprio sul cantautore napoletano.
Subito dopo tocca a Marta Verrecchia, 17 anni, che canta “Rockabye” di Clean Bandit feat. Sean Paul & Annie-Marie.

La voce è bella, ma acerba – come sottolinea Morgan – e l’unico a girarsi è Gigi D’Alessio, comunque del tutto soddisfatto della scelta.
Dopo di lei tocca a Kumi Watanabe, italo-giapponese di 50 anni, che canta “L’una per te” di Vasco Rossi.
Altra scelta praticamente immediata di Gigi D’Alessio, colpito già alle prime battute dalla voce di Kumi. L’unico a girarsi, di nuovo.

Ora Serena Maria Police, 19 anni, con “Pumped up kicks” dei Foster the People.
Voce bella e fresca, quella della giovane cantautrice.
Si voltano Elettra Lamborghini e Morgan. Ma la Lamborghini utilizza il suo secondo (e ultimo) “Blocca Coach” a scapito del cantautore milanese e porta Serena nel suo team.

Sophia Murgia
ha 19 anni e viene da Sassari. Canta molto bene e rappa allo stesso tempo (non sempre le due cose sono facili da trovare insieme) su un brano di Salmo . “Canto quello che mi viene naturale cantare, indipendentemente dal genere”, dice. L’unico a non voltarsi è Morgan.

Scegli il Team di Gué Pequeno che aveva detto di essere in cerca proprio di una cantante che sappia anche rappare.
Segue Eliza G, 35enne che canta “Hurt” di Christina Aguilera.

La miglior voce ascoltata finora. Non a caso è cantante di professione di musica pop-dance, soprattutto all’estero. Vorrebbe farsi conoscere anche in Italia, confessa.
Si girano tutti i Giudici, praticamente all’istante. Poi, Morgan e Gigi D’Alessio se la contendono suonando insieme, simpaticamente, il pianoforte ne “Nel blu dipinto di blu”.

Lei, dopo aver dato un’altra prova di grande talento, sceglie un po’ a sorpresa Gigi D’Alessio. La sua provenienza artistica avrebbe lasciato pensare ad un posto nel Team Morgan.

Le prime “Blind Auditions” si chiudono così, con Elettra Lamborghini ferma a due cantanti scelti, mentre tutti gli altri se ne sono già accaparrati quattro.
La prima puntata di The Voice of Italy 6 finisce qui.

Buon esordio (anche se con riserva) per il talent di Rai2. Da sempre sofferente dello stigma di “versione meno incisiva di X Factor“, questa sera ha dimostrato di poter essere incalzante, vivace e tutto sommato interessante. Merito di Simona Ventura – apparsa energica in apertura, con le idee chiare, decisa però misurata nel suo ruolo – ma anche dei quattro Giudici.

Un quartetto vario e potenzialmente esplosivo, ma affiatato: è evidente la loro tendenza a dare ampio spazio ciascuno al proprio personaggio, tuttavia l’impressione è che ne potranno venire cose interessanti, sia artisticamente sia dal confronto (ed eventuale scontro) tra di loro. Se è presto per giudicarli – sembrano ancora dover emergere con le loro vere peculiarità – la prima impressione è stata buona. Il rischio era quello di vederli in onda come macchiette di loro stessi, non è accaduto.

Peccato che il format di The Voice preveda cinque puntate dedicate alle “Blind Auditions”, forse troppe. Probabilmente, sarebbe stato più interessante vedere questi Coach dedicare maggior tempo a sperimentare con i cantanti dei rispettivi Team. Il rischio sarebbe stato quello di somigliare troppo al già citato X Factor ma il programma ne avrebbe guadagnato in interesse.

Infine, una cauta nota positiva anche per quanto riguarda i partecipanti alle audizioni ascoltati finora. Di certo, a parte poche eccezioni, nella prima puntata non abbiamo ascoltato talenti per cui strapparsi i capelli. Alcune standing ovation e certi commenti entusiasti dei Giudici sono sembrati esagerati. In ogni caso, più di qualche voce interessante, anche in prospettiva. Ascolteremo cosa ci proporranno le puntate successive.

L’appuntamento con The Voice of Italy 6 è per martedì prossimo.



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