Verso Sanremo 2018: tra i litigi e i diverbi i testi delle canzoni


Verso Sanremo 2018: tra i litigi e i diverbi i testi delle canzoni. Siamo quasi alla vigilia di Sanremo e, tra polemiche, liti sui social e qualche volgarità gratuita, ci si prepara ad ascoltare i testi dei 20 brani che i Big interpreteranno dal 6 al 10 febbraio.


Manca oramai poco al 6 febbraio quando la 68esima edizione del Festival di Sanremo apre il sipario sui big in gara. Il direttore artistico Claudio Baglioni ha voluto nella prima edizione del suo Festival contenuti che potessero rappresentare il mutamento della canzone italiana nel 2018. Baglioni infatti ha sempre sottolineato che le canzoni sono punti di riferimento e di osservazione di un’epoca e di un particolare momento sociale.

I brani che parteciperanno a Sanremo 2018 sembrano avere molti riferimenti all’amore, ai sentimenti. Ci sono anche i brani più impegnati che si riferiscono a tematiche attuali anche abbastanza drammatiche, e ci sono contenuti melodici che sottolineano stati d’animo personali. Qualche riferimento anche alle moderne tecnologie, alla solitudine virtuale in cui si trovano gli adolescenti di oggi perennemente connessi 24 ore su 24.

Prima che si alzi il sipario, come tradizione sanremese, le polemiche non si fanno attendere. Poco fa i social network hanno registrato uno scambio velenoso di battute tra Morgan e Ermal Meta. La polemica è stata molto dura e volgare e si è svolta interamente su Twitter. Alla base del contendere c’è stata l’esclusione della canzone di Marco Castoldi (in arte Morgan) dalla attuale edizione del Festival di Sanremo. Ma c’è anche un pregresso scontro che risale ai tempi di Amici 2017, quando Morgan fu costretto ad andare via dal talent show.

Certo fra due professionisti che dovrebbero essere espressione di universo musicale molto amato dai giovani, la polemica è stata triste ed ha oltrepassato i limiti del trash. Non riportiamo i tweet che si sono scambiati per rispetto verso i nostri lettori.

Intanto mentre infuriano le polemiche e le parolacce, il Festival di Sanremo parla ancora d’amore. E addirittura strizza l’occhiolino anche ad una certa “filosofia del perdono”. É quanto contengono i versi de “Il segreto del tempo” interpretata da Roby Facchinetti e Riccardo Fogli.

Ermal Meta dopo essersi arrabbiato con Morgan mostra insieme a Fabrizio Moro un testo in cui si parla di attualità, di terrorismo, di scontri religiosi. Il titolo “Non mi avete fatto niente“.

Impegno anche nel brano de Lo Stato Sociale dal titolo “Una vita in vacanza“. Si pone l’attenzione sul lavoro precario e i termini con cui viene raccontato il problema spesso sono anche volgari.

Le vibrazioni parlano dell’importanza di essere accettati per quello che noi siamo. Il testo ha per titolo “Così sbagliato“.

Max Gazzè con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” ha un testo a metà strada tra fantasia e sogno.

Nina Zilli con “Senza appartenere” vuole puntare l’attenzione sulle discriminazioni di genere.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico nel brano “Imparare ad amarsi” parlano d’amore.

Lo stesso fanno i The Kolors con “Frida“.

Sergio Rubino con “Custodire” propone un brano abbastanza singolare ed interessante.

La sorpresa di questa edizione è sicuramente Ron che porta sul palcoscenico dell’Ariston un brano inedito di Lucio Dalla dal titolo “Almeno pensami“.

Noemi non sembra smentire il proprio trend canoro con “Non smettere mai di cercarmi“.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo con il brano “Il coraggio di ogni giorno” cantano anche in napoletano e con chiari riferimenti a Scampia.

Red Canzian con “Ognuno ha il suo racconto” insegue lo stile che gli è proprio e che ha cavalcato per anni anche all’interno del gruppo “I Pooh“.

I Decibel con Enrico Ruggeri propongono un pezzo con molte atmosfere del passato dello stesso Ruggeri.

Arrivedorci” di Elio e le Storie Tese ricorda un po’ lo stile di Stanlio e Ollio anche nei versi.

Annalisa con “Il mondo prima di te” cerca di allontanarsi un po’ dagli stilemi che le sono propri.

Mario Biondi propone “Rivederti“, un po’ crooner un po’ Bruno Martino.

Diodato e Roy Paci con “Adesso” cercano di proporre un modello di canzone al di là degli schemi sanremesi.

Giovanni Caccamo con “Eterno” non si discosta dal suo passato canoro.

Luca Barbarossa torna sul palcoscenico dell’Ariston con un brano in dialetto romano, almeno nel titolo, “Passame er sale“.



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