Adriano Olivetti- la forza di un sogno, su Rai1 il 28 e 29 ottobre


Due puntate sulla vita privata e professionale dell'imprenditore


Il 28 e il 29 ottobre va, finalmente in onda su Rai1 la miniserie Adriano Olivetti, la forza di un sogno. Il protagonista è Luca Zingaretti nel ruolo del notissimo imprenditore. La regia è di Michele Soavi che è il nipote dello stesso Olivetti, in quanto figlio della figlia Lidia.

 La fiction è uno dei prodotti di punta della stagione televisiva. Nel cast, oltre Zingaretti che ha momentaneamente accantonato il Commissario Montalbano, ci sono Massimo Poggio, Stefania Rocca, Francesca Cavallin, Francesco Pannofino, Elena Radonicich. A produrre è la Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, per Raifiction. La sceneggiatura delle due puntate è stata realizzata da Silvia Napolitano che, documentandosi sulla vita dell’industriale torinese, ha confessato di essere rimasta affascinata da una figura imprenditoriale fuori dal tempo e dallo spazio, perchè in grado, attraverso intuizioni realistiche straordinarie, di anticipare e interpretare il futuro. Non a caso fu Adriano Olivetti a costruire il primo calcolatore elettronico del mondo. La miniserie racconta la vita dell’imprenditore iniziando dalla sua morte avvenuta su un treno diretto a Losanna nel 1960. Aveva appena 59 anni. Poi c’è il falsh back che ne rievoca la figura umana e professionale, mettendone in evidenza le capacità imprenditoriali.

La storia inizia da quando, il giovanissimo Adriano, a solo undici anni, entra per la prima volta nell’azienda di famiglia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il padre muore, diventa il leader della Olivetti. E’ subito evidente che ha una marcia in più: la sua guida innovativa impressiona operai e sindacalisti, soci e imprenditori avversari. Ma il risultato è sorprendente, perchè gli affari vanno a gonfie vele. La prova è che la famosa Lettera 22 diventa un simbolo dell’Italia nel mondo ed è esposta al MoMA di New York.

Ma Adriano è ostacolato dalla sua stessa famiglia, al punto da essere costretto a lasciare la guida dell’azienda al fratello minore. Lontano dalla fabbrica si dedica alla costituzione delle comunità, piccoli centri rurali di solidarietà. Il destino, però, è inesorabile: la scomparsa prematura del fratello lo costringe a riprendere il controllo dell’azienda. Nel frattempo, si è sposato con Grazia. Solo il profondo amore che nutre per la giovanissima moglie lo aiuta a superare il tradimento di Mauro, l’amico di sempre. A questo punto Adriano apre una fabbrica a Pozzuoli, nel sud depresso e bisognoso di lavoro, mettendosi contro tutti. Questa mossa imprenditoriale giusta, fa aumentare l’odio dei nemici nei suoi confronti  e l’Olivetti deve affrontare momenti di difficoltà. Mentre l’innovativo progetto del primo calcolatore è già molto avanti, Adriano tratta l’acquisto dell’Underwood, società americana leader nel mercato delle macchine da scrivere. L’affare è già siglato quando si scopre che si tratta di una trappola. Ma improvvisamente Adriano muore, non riuscendo ad assistere alle fasi di ripresa della sua azienda e alla crescita della piccola amatissima Laura, la figlia nata dopo il matrimonio con Grazia.

Immagine della fiction

Tra le scene della miniserie, cè quella in cui si racconta la nascita della Lettera 22 oramai considerata un “cult”: la genialità di Olivetti consiste nell’aver intuito, in contrasto con i suoi stessi collaboratori, la progettazione di una macchina leggerissima, colorata, aereodinamica, soprattutto portatile. Fu questa infatti la prima macchina da scrivere portatile che contribuì ad aumentare in maniera esponenziale le esportazioni. Nella miniserie viene anche sottolineato l’impegno dell’industriale torinese per assicurare ai suoi dipendenti un luogo di lavoro confortevole, partendo dalla progettazione dei locali, luminosi, e facendo si che operai e dipendenti potessero usufruire, nello stesso ambito della struttura industriale, di asili nido, ambulatori medici, palestra, biblioteca. Insomma non aveva trascurato quegli aspetti fondamentali di cui ancora oggi si discute, riuscendo ad aggregare, intorno alle sue idee molti intellettuali dell’epoca.

Da sottolineare che, nella miniserie, l’inventore della macchina da scrivere portatile non sapeva battere a macchina e scriveva con la stilografica. C’è una scena a questo proposito, nella quale Olivetti tenta maldestramente con due dita di scrivere a macchina, poi ci rinuncia e torna alla carta e alla penna. Inoltre vengono evidenziati anche i contrasti di Adriano Olivettìi con la classe industriale dell’epoca e con gli stessi azionisti della sua azienda. Un po’ tutti lo “accusavano” di essere un comunista perchè non mirava esclusivamente ai profitti. Ma lui precisava di essere un “comunitarista”, in quanto riteneva che, migliorando le condizioni sociali, culturali e economiche dei suoi dipendenti, si facesse un investimento sulla futura prosperità dell’azienda. Gli stessi politici dell’epoca erano restii ad apprezzare le sue indubbie capacità industriali perchè Adriano Olivetti rifuggiva da ogni compromesso e da ogni clientelismo.

La fiction acquista anche una connotazione da thriller, in quanto, nel periodo in cui fu costruito l’Elea, il primo calcolatore elettronico, la Cia cominciò a interessarsi alle attività dell’imprenditore. Intuiva l’importanza strategica che apparecchi simili avrebbero acqusitato nel tempo. Fu per  questo motivo che Olivetti venne controllato da una spia. Inquadrato nel perido storico della guerra fredda con l’Italia che aveva il partito comunista più forte dell’occidente, il fatto acquistò un enorme rilievo. L’aspetto giallistico è consolidato anche dalla morte dello scienziato di origini cinesi Mario Tchou che avvenne pochi mesi dopa la scomparsa dello tesso Olivetti, in un misterioso incidente stradale. Lo scienziato era proprio il progettista del primo calcolatore elettronico.



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