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Adriano Olivetti – la forza di un sogno, su Rai 1 in replica il 19 Novembre

Rai 1 trasmette due puntate sulla vita privata e professionale dell'imprenditore che riuscì ad intuire le potenzialità della famosa Lettera 22.

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Adriano Olivetti - la forza di un sogno
Rai 1 trasmette due puntate sulla vita privata e professionale dell'imprenditore che riuscì ad intuire le potenzialità della famosa Lettera 22.
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Rai 1 ha in programma la miniserie in due puntate dal titolo Adriano Olivetti – la forza di un sogno. Le due puntate previste, vanno in onda rispettivamente il 28 e il 29 ottobre 2013. Gli appuntamenti sono in prima serata alle 21:20.

Adriano Olivetti la forza di un sogno – 19 Novembre 2019 Rai 1 Cast 

Il cast della mini serie prevede, nel ruolo del protagonista Adriano Olivetti, l’attore Luca Zingaretti che ha momentaneamente accantonato il Commissario Montalbano. Gli altri interpreti  sono Massimo Poggio, Stefania Rocca, Francesca Cavallin, Francesco Pannofino, Elena Radonicich. La regia è di Michele Soavi. La prima puntata verrà riproposta il 19 Novembre 2019 su Rai 1

A produrre è la Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, per Rai Fiction. La sceneggiatura delle due puntate è stata realizzata da Silvia Napolitano. La scrittrice si è documentata sulla vita dell’industriale torinese ed ha confessato di essere rimasta affascinata da una figura imprenditoriale fuori dal tempo e dallo spazio.

Un uomo in grado, attraverso intuizioni realistiche straordinarie, di anticipare e interpretare il futuro. Non a caso fu Adriano Olivetti a costruire il primo calcolatore elettronico del mondo. La miniserie racconta la vita dell’imprenditore iniziando dalla sua morte avvenuta su un treno diretto a Losanna nel 1960. Aveva appena 59 anni. Poi c’è il flash back che ne rievoca la figura umana e professionale, mettendone in evidenza le capacità imprenditoriali.

Adriano Olivetti - la forza di un sogno

Adriano Olivetti  la forza di un sogno – la storia dell’imprenditore prima puntata

La storia di Adriano Olivetti,  inizia da quando, il giovanissimo imprenditore con la forza di un sogno, a solo undici anni, entra per la prima volta nell’azienda di famiglia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il padre muore, diventa il leader della Olivetti. É subito evidente che ha una marcia in più: la sua guida innovativa impressiona operai e sindacalisti, soci e imprenditori avversari.

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Ma il risultato è sorprendente, perché gli affari vanno a gonfie vele. La prova è che la famosa Lettera 22 diventa un simbolo dell’Italia nel mondo ed è esposta al MoMA di New York.

Adriano è ostacolato dalla sua stessa famiglia, al punto da essere costretto a lasciare la guida dell’azienda al fratello minore. Lontano dalla fabbrica si dedica alla costituzione delle comunità, piccoli centri rurali di solidarietà.

Il destino, però, è inesorabile: la scomparsa prematura del fratello lo costringe a riprendere il controllo dell’azienda. Nel frattempo, si è sposato con Grazia. Solo il profondo amore che nutre per la giovanissima moglie lo aiuta a superare il tradimento di Mauro, l’amico di sempre.

A questo punto Adriano apre una fabbrica a Pozzuoli, nel sud depresso e bisognoso di lavoro, mettendosi contro tutti. Questa mossa imprenditoriale giusta, fa aumentare l’odio dei nemici nei suoi confronti  e l’Olivetti deve affrontare momenti di difficoltà.

Mentre l’innovativo progetto del primo calcolatore è già molto avanti, Adriano tratta l’acquisto dell’Underwood, società americana leader nel mercato delle macchine da scrivere. L’affare è già siglato quando si scopre che si tratta di una trappola. Ma improvvisamente Adriano muore, non riuscendo ad assistere alle fasi di ripresa della sua azienda e alla crescita della piccola amatissima Laura, la figlia nata dopo il matrimonio con Grazia.

Adriano Olivetti  la forza di un sogno – 19 Novembre: Lettera 22

Tra le scene della miniserie, c’è quella in cui si racconta la nascita della Lettera 22 oramai considerata un “cult”. La genialità di Olivetti consiste nell’aver intuito la progettazione di una macchina leggerissima, colorata, aerodinamica, soprattutto portatile. Fu questa infatti la prima macchina da scrivere portatile che contribuì ad aumentare in maniera esponenziale le esportazioni.

Nella miniserie che verrà riproposta dal 19 Novembre su Rai 1  viene anche sottolineato l’impegno dell’industriale torinese per assicurare ai suoi dipendenti un luogo di lavoro confortevole. Per raggiungere l’obiettivo progetta dei locali, luminosi, e fa in modo che i dipendenti potevano usufruire, nello stesso ambito della struttura industriale, di asili nido, ambulatori medici, palestra, biblioteca. Insomma non aveva trascurato quegli aspetti fondamentali di cui ancora oggi si discute, riuscendo ad aggregare, intorno alle sue idee molti intellettuali dell’epoca.

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Non tutti sanno che: Adriano Olivetti non sapeva battere a macchina

Da sottolineare che, nella miniserie, l’inventore della macchina da scrivere portatile non sapeva battere a macchina e scriveva con la stilografica. C’è una scena a questo proposito, nella quale Olivetti tenta maldestramente con due dita di scrivere a macchina, poi ci rinuncia e torna alla carta e alla penna.

Inoltre vengono evidenziati anche i contrasti di Adriano Olivetti con la classe industriale dell’epoca e con gli stessi azionisti della sua azienda. Un po’ tutti lo “accusavano” di essere un comunista perché non mirava esclusivamente ai profitti. Ma lui precisava di essere un “comunitarista“. Infatti riteneva che migliorando le condizioni sociali, culturali e economiche dei suoi dipendenti, si facesse un investimento sulla prosperità dell’azienda.

Gli stessi politici dell’epoca erano restii ad apprezzare le sue indubbie capacità industriali perché Adriano Olivetti rifuggiva da ogni compromesso e da ogni clientelismo.

La fiction acquista anche una connotazione da thriller, in quanto, nel periodo in cui fu costruito l’Elea, il primo calcolatore elettronico, la CIA cominciò a interessarsi alle attività dell’imprenditore. Intuiva l’importanza strategica che apparecchi simili avrebbero acquistato nel tempo.

Fu per questo motivo che Olivetti venne controllato da una spia. Inquadrato nel periodo storico della guerra fredda con l’Italia che aveva il partito comunista più forte dell’occidente, il fatto acquistò un enorme rilievo.

L’aspetto giallistico è consolidato anche dalla morte dello scienziato di origini cinesi Mario Tchou. La scomparsa avvenne pochi mesi dopa la quella dello stesso Olivetti, in un misterioso incidente stradale. Lo scienziato era proprio il progettista del primo calcolatore elettronico.


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