Non avere paura, un’amicizia con papa Wojtyla, parla Lino Zani.


il maestro di sci ricorda i suoi incontri con Giovanni Paolo II


Un film tv che vuole raccontare Giovanni Paolo II in una maniera inedita, al di fuori della sacralità del suo ruolo. Un racconto che non è una biografia perchè si sofferma sul grande amore di Wojtyla per la montagna. E’ questa l’essenza di ‘Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla’, il tv movie previsto su Rai1 domenica 27 aprile, in prima serata, quando saranno trascorse poche ore dalla canonizzazione di Papa Wojtyla e di Giovanni XXIII. Vi avevamo già anticipato tutto sulla produzione.

 Il film è la libera trasposizione televisiva del libro ‘Era santo, era uomo’ (edito da Mondadori) nel quale il maestro di sci Lino Zani, un uomo semplice dalla fede non molto presente, ha narrato come è cambiata la sua vita da quel giorno che tre altri prelati vennero ad annunciargli che il Papa desiderava trascorrere le vacanze sulle montagne dell’Adamello. Cominciava in questo modo un’amicizia che si è protratta ininterrottamente fino alla morte di Papa Giovanni Paolo II. Ventuno anni di confidenze, di silenzi, di grandi discorsi, di riflessioni: questo il contenuto del volume che si è materializzato in tv.

 Il tv movie inizia proprio dal primo incontro tra il Pontefice e Lino Zani, quando nel rifugio gestito dalla famiglia di Zani arriva monsignor Stanislaw Dziwisz, segretario particolare di Giovanni Paolo II. Stava cercando un posto adatto per una vacanza del pontefice. Era il 1981 ed erano trascorsi  pochi mesi dall’attentato di Alì Agca.

Papa Wojtyla con la madre di Zani

Quel che accadde lo ricorda Lino Zani: “Non ci potevamo credere, inizialmente pensammo che monsignor Stanislaw fosse un mitomane. Che ci veniva a fare lassù papa Wojtyla?. Invece il pontefice, invece, arrivò. E nemmeno da solo: con lui venne sull’Adamello, anche l’amico Sandro Pertini, allora presidente della Repubblica Italiana. La presenza dei due doveva restare segreta ma così non fu. Pertini svelò ai media di essere lì in vacanza con il Papa. A quel periodo di ferie ne seguirono tante altri. io secondo il mio mestiere, lo secondo il mio mestiere lo conducevo coin sicurezza sulle montagne, lui cercava di aprirmi l’anima alla fede. E lo faceva con incredibile discrezione”.

  Continua Zani: “ero un giovane irrequieto, avevo il grande desiderio di scalare l’Everest, di arrivare in alto, sulla vetta della montagna. Il pontefice mi insegnò che dalla vetta si può solo scendere. E che, dunque, a volte è meglio tornare indietro anche se è più difficile”. 

Sono trascorsi molti anni ma il sentimento di amicizia e di commozione che Zani conserva per il pontefice è ancora intatto. Il suo racconto va avanti:  “mi aveva chiamato il suo apostolo della Croce. Ogni volta che partivo per una scalata, lui mi dava una croce da lasciare in cima. Purtroppo, dopo qualche anno, Wojtyla viene colpito dal mortbo di Parkinson e  lui me lo ha raccontato, nel corso di una nostra escursione. Da quel momento niente più sci, ma solo passeggiate. Però la nostra amicizia continua e lascia un segno indelebile nella mia vita. Papa Wojtyla ha compito per me tre miracoli: il priomo quando mi ha salvato da un pauroso incidente, il secondo quando sono riuscito a convincere produttori e responsabili Rai a girare questo film a 3500 metri di altitudine e il terzo, quando. finalmente, quattro anni fa mi sono sposato”.

  Poi Zani svela:di questo film ho parlato anche con papa Francesco. Mi ha chiesto della mia amicizia con Wojtyla e mi ha detto che voleva vedere il film. Spero che lo veda domenica sera, magari in un momento di relax alla fine della giornata faticosa ma gratificante che avrà vissuto dopo la canonizzazione. Altrimenti gli porteremo un dvd a Santa Marta e, magari, ce lo vedremo insieme”.

Giorgio Pasotti interpreta Lino Zani, Claudia Pandolfi è Angela la sua compagna, Katia Ricciarelli è la madre di Zani. Nel ruolo di papa Giovanni Paolo II l’attore russo Aleksej Guskov. Ugo Dighero è Don Stanislao e Giuseppe Cederna dà il volto al Presidente Sandro Pertini. La regia è di Andrea Porporati che ha scritto anche la sceneggiatura.



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