I 90 anni della Radio: Alto gradimento


la trasmissione cult condotta da Arbore e Boncompagni


 

L’accoppiata Renzo Arbore – Gianni Boncompagni aveva fatto di nuovo centro: dopo Bandiera Gialla, noto programma degli anni ’60, arrivò per la coppia d’oro, Alto Gradimento, trasmissione iniziata martedì 7 luglio 1970, trasmessa fra il lunedì ed il venerdì dalle 12.40 alle 13.30 e proseguita a più riprese fino al 2 ottobre 1976. La sigla è rimasta identica per tutta la trasmissione ed era la celebre Rock Around The Clock, nella versione orchestrale di James Last, accompagnata da enfatiche e scherzose affermazioni ed annunci da parte dei conduttori.

                                                                                                

A distanza di tempo, tornò nel 1977 con il nome di Radiotrionfo e in seguito di No, non è la BBC, prima di tornare ad essere Alto Gradimento, fino alla sua definitiva conclusione nell’autunno 1980. Questa trasmissione rispondeva a due esigenze delle giovani generazioni: la voglia di protesta e il desiderio di un’identità generazionale che rompesse in maniera totale con il passato, anche e soprattutto nel linguaggio e nel costume.

La protesta si manifestava tramite la carica dissacrante del programma, ricco di battute argute ed ironiche, con una componente di satira sociale che iniziò a farsi spazio nella Radio di Stato proprio con questa trasmissione. La comicità era demenziale, il non sense prevaleva sulle macchiette di costume degli anni precedenti. E’ con Alto Gradimento che cominciarono i vari tormentoni, tipo: “Patroclo, Patroclo, Patrocloooo”, oppure la cantilena di un tizio che ripeteva incessantemente: “Perché non sei venuta? Perché non sei venuta? Ting! Te lo dico io perché non sei venuta, perché hai perso il filobus…”.

{module Google richiamo interno} Fu proprio l’introduzione di questi tormentoni ed il fatto che la trasmissione andava in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì (dopo anche sabato e domenica, in orari differenti), dalle 12.40 alle 13.30, che si creò questa serializzazione che tratteneva il pubblico dei giovani – più che altro studenti di scuola media e di liceo – incollati con l’orecchio all’apparecchio radiofonico, dando loro strumenti linguistici stile demenziali che li potessero differenziare dagli adulti. Tanti di loro, così, cominciarono a ripetere, per gioco, durante l’arco della giornata, questi tormentoni, creando un linguaggio esclusivo, che li faceva distinguere da chi non ascoltava questa trasmissione. Il pubblico adulto non era preparato a questo tipo di comicità, così i giovani si accorsero realmente di avere davanti a loro genitori, fratelli maggiori, zii che non capivano il motivo del loro divertimento. Ciò gratificò e rese piena di orgoglio quella generazione che si identificava in tutto e per tutto con il programma.

Alto Gradimento era una specie di banda sconclusionata, capibanda erano Arbore e Boncompagni, Franco e Giorgio Bracardi nonché Mario Marenco gli attori principali.

Per gli appassionati di musica e di registrazioni, Alto Gradimento è ricordato anche per aver introdotto gli annunci ed il parlato sulla musica. Fino ad allora le canzoni in radio erano diligentemente annunciate in anticipo ed erano trasmesse per intero, consentendo ai numerosi possessori di musicassette di realizzare le proprie compilation per mezzo di un semplice microfono davanti all’altoparlante della radio o collegandosi all’uscita pre dell’apparecchio. Le case discografiche già attente ad ogni possibile forma di evasione dei diritti di copia, chiedevano di applicare anche in Italia le interruzioni sulle canzoni che “sporcavano” irrimediabilmente la registrazione. Ecco, Alto Gradimento fu proprio la trasmissione dove venne sperimentato ed applicato per la prima volta questo sistema, anche perché funzionale ad un programma che non voleva essere solo musicale.

Tanti, tantissimi i personaggi inventati dai fratelli Bracardi, da Mario Marenco e da Marcello Casco, divertenti, geniali, assurdi.

Alto gradimento

Come non ricordare il Comandante Raymundo Navarro, interpretato da Mario Marenco, un presunto astronauta spagnolo perso in orbita nello spazio, che cercava via radio qualcuno che lo facesse tornare a terra; il Colonnello Buttiglione (Mario Marenco), un alto ufficiale dell’esercito che chiamava ossessivamente la fureria, ignorando qualsiasi risposta gli venisse data, che ovviamente sbagliava sempre il numero e contattava per errore la trasmissione; il Federale Romolo Catenacci (Giorgio Bracardi), nostalgico ex gerarca del regime che irrompeva in trasmissione con le sue fantasiose memorie di imprese eroiche, ma molto quotidiane, al seguito del Duce.come non ricordare Scarpantibus (Giorgio Bracardi), più che un personaggio era una sorta di tic, un presunto uccello raro, mezzo preistorico e mezzo struzzo, un uccellaccio con gli scarponi senza lacci e le gambe pelose, che disturbava la trasmissione con i suoi versi isterici, gridolini; il Prof. Aristogitone (Mario Marenco), uno dei personaggi più riusciti.

Tipico esponente della classe docente frustrata e delusa dalla perdita di prestigio e di potere dei professori delle superiori nella scuola post ’68; Verzo (Mario Marenco), ragazzo “nuovo stile”, protestatario senza capire contro cosa protestare, si esprimeva in romanesco, interessato a sfuggire qualsiasi obbligo scolastico e accenno allo studio; Vinicio (Mario Marenco), presunto compare di rimorchio di Arbore e Boncompagni, telefonava in trasmissione per concordare con loro, con incongrua voce in falsetto, improbabili puttan-tour e uscite con ragazze svedesi e bagnine di Riccione; la Sgarrambona (Mario Marenco), che teoricamente doveva essere la ragazza di Boncompagni, che lo chiamava in trasmissione per lamentarsi delle sue scarse attenzioni.

Marenco sfoderava una voce baritonale da fumatrice incallita o da eccesso di esposizione al freddo notturno per motivi professionali; il Dottor Marsala (Giorgio Bracardi),un funzionario Rai che si affacciava di tanto in tanto nello studio e che ammorbava i due conduttori con i suoi problemi di salute , “Ho dei dolori, dei dolori…”; Max Vinella (Giorgio Bracardi), tipico giornalista di nera e di cronaca locale, che telefonava in trasmissione per riportare notizie secondarie e grottesche, imitazione distorta di quelle che si potevano leggere sui giornali locali…. E tanti altri personaggi surreali.         



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