Overland, questa sera in Azerbaigian


Il lungo viaggio di questa sera attraverso un itinerario affascinante


La puntata di questa sera di Overland porta il telespettatore tra i profughi dell’Azerbaigian. Prosegue, così, il viaggio itinerante del programma itinerante di Filippo e Beppe Tenti che, in onda in seconda serata sulla prima rete di viale Mazzini, è giunto al quinto appuntamento.

  Delle otto puntate previste di Overland, quella in onda oggi, è certamente una delle più affascinanti e singolari per i paesaggi che si snodano lungo il percorso. Infatti, il telespettatore sarà coinvolto in un itinerario all’insegna del fascino e dell’interesse, elementi sui quali si basa il programma e che ne hanno determinato il gradimento sul pubblico della seconda serata di Rai1. 

Vediamo, allora in particolare come si svolgerà la puntata. All’inizio, la carovana di Overland lascerà i monti Talysh per raggiungere la bucolica città di Lankaran adagiata sulle rive del Caspio, nel sud dell’Azerbaigian. Non tutti sanno che, in questa città, famosa perla sua produzione di tè, all’interno di una massiccia torre, fu imprigionato un giovane Stalin mentre partecipava alle prime sommosse ”operaie”. E questa è la prima sorpresa della puntata.

  Ma subito si riparte. Il viaggio continuerà attraversando la vasta pianura centrale dell’Azerbaigian verso nord dove, lontano dai grandi giacimenti di idrocarburi, la pastorizia e l’agricoltura rappresentano le principali fonti di reddito della popolazione. Sulla strada che porta alla città di Quba – famosa per la produzione di tappeti – si incontrerà la “Montagna delle cinque dita”: un luogo mistico e sacro, dove ogni giorno centinaia di pellegrini salgono le ripide scalinate che portano alla sommità della montagna per pregare e sperare che i loro desideri si avverino.

Si risaliranno poi le panoramiche strade che attraversano il Caucaso fino al remoto villaggio Xinaliq. Infine si tornerà verso Baku, la moderna capitale azerbaigiana, per poi raggiungere la città di Ganja che ha dato i natali al grande poeta Nizami. Qui si attraverseranno le montagne del Caucaso Minore, dove risiedono molti profughi fuggiti dopo il drammatico conflitto con l’Armenia, fino a toccare il confine invalicabile della delicata e militarizzata zona del Nagorno Karabakh, territorio ancora oggi conteso tra Azeri e Armeni.

Le mete insolite, lontane, molto spesso al di fuori degli itinerari turistici, rappresentano il valore aggiunto di Overland. Il programma si è caratterizzato, fin dall’esordio, come un appuntamento nel quale nulla è mai scontato. La realtà che propone e che indaga da vicino è quella vera, reale, di popoli che sono lontani dai grandi mezzi di comunicazione della civiltà. Overland, inoltre, è un rendez vous tradizionale della prima rete di viale Mazzini che si pone come un’inchiesta geografico-culturale sul territorio.



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