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Le tre rose di Eva 2, al via questa sera su Canale 5

Il sequel della serie che cambia registro sterzando verso il dark
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Il sequel della serie che cambia registro sterzando verso il dark
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Una fiction che, puntata dopo puntata, ha conquistato il pubblico di Canale5 che oggi scommette sulla serie all’inizio della stagione autunnale. La linea guida resta la storia d’amore tra Aurora Taviani (Anna Safroncik) ed Alessandro Monforte (Roberto Farnesi), ma tanti gli intrecci narrativi che si sviluppano con colpi di scena forti e spiazzanti, tra nuovi arrivi e ritorni. “Realizzare una seconda serie è sempre un grande impegno per un regista, specie se la prima ha avuto molto successo. Da un lato la necessità di non tradire lo spirito della serie, di mantenerne cioè tutte le sue caratteristiche peculiari,  dall’altro quella di innovarlo e migliorarlo,  cioè di farlo crescere”, spiegano i due uomini dietro la macchina da presa della serie, Raffaele Mertes e Vincenzo Verdecchi.

Le novità dal punto di vista stilistico “si concentrano soprattutto nell’uso di nuove tecnologie di ripresa. Ci troviamo ad usare una macchina da ripresa montata su un ‘drone’, cioè su di un mezzo telecomandato in grado di muoversi liberamente nell’aria. La grande versatilità e la rapidità di esecuzione del drone, ci ha consentito di poter effettuare numerose riprese aeree circostanziate alle singole scene, in modo da arricchire la regia e dare ‘respiro’ alle immagini”, raccontano, aggiungendo le novità della storia: “Il ‘mistero’ che circonda Villalba continua ad infittirsi. Comprenderemo sin dalle prime puntate che quanto scoperto alla fine della prima serie non era che la punta dell’iceberg. La storia quindi, pur raccontando le tormentate vicende dei nostri amati protagonisti, si tinge di un profondo….. mistero!”. Un mistero che comincia a dipanarsi sin dalla prima puntata (in totale sono 14 da 80′) in onda da oggi, mercoledì 4 settembre in prima serata su Canale5.

 

SINOSSI – Tra le vigne della Toscana, le due famiglie di Aurora Taviani e Alessandro Monforte, entrambe imprenditrici di vino, hanno maturato il loro odio, facendosi la guerra per anni. Adesso, dopo essersi riscattata dall’accusa infamante di aver ucciso il padre di Alessandro, Luca Monforte, Aurora può finalmente iniziare una nuova vita, riprendendosi gli anni che il carcere le ha strappato ingiustamente e vivere il suo amore con Alessandro. Ora vivono felici a Primaluce, il casolare delle Taviani, insieme alla nonna di Aurora, Ottavia (Paola Pitagora) e a Marzia (Karin Proia), la sorella maggiore. Tessa (Giorgia Wurth),  invece, la terza sorella Taviani, è tornata a vivere a Roma.

La felicità di Alessandro e Aurora raggiunge l’apice con la nascita di una figlia, la piccola Eva, nome datole in memoria della madre di Aurora (Barbara De Rossi). Tutto sembra perfetto, fino a quando un evento improvviso e inspiegabile trasforma in breve tempo l’idillio della neo famiglia in un dramma. L’amore dei due giovani viene nuovamente messo a dura prova, e in un attimo si riaccendono gli antichi asti tra i Taviani e i Monforte. Livia Monforte (Fiorenza Marchegiani), la fredda e calcolatrice madre di Alessandro, continua a manifestare apertamente la sua ostilità nei confronti di Aurora, mentre Edoardo Monforte (Luca Capuano), da sempre in competizione con il fratello maggiore, è vittima della sua ossessione per Aurora. La sua vita ormai ha un solo scopo: conquistarla con ogni mezzo, lecito o meno.

 

Ma a sconvolgere definitivamente gli equilibri degli abitanti di Villalba è la riapertura dei cancelli della tenuta di Pietrarossa, un’antica villa rimasta disabitata per anni e legata a leggende e misteri irrisolti. Qualcosa di antico, un segreto scioccante che può sconvolgere la vita di Aurora, è legato al passato di questa tenuta che ora ha dei nuovi inquilini: Amedeo Torre (Mario Cordova) e la sua giovane e affascinante moglie Veronica (Euridice Axen), una vera dark lady. Con loro c’è Elvira (Gaia Messerklinger), figlia di Amedeo in perenne lotta con la matrigna. La coppia riesce ad inserirsi facilmente fin da subito nelle dinamiche di Villalba. Amedeo sembra avere un legame profondo con le Taviani, tanto da far pensare che possa essere lui il vero padre delle ragazze. Veronica, invece, riesce a entrare nelle grazie di Alessandro offrendogli la gestione delle vigne di Pietrarossa. In realtà ogni mossa della donna è frutto di un freddo calcolo. È mossa da un odio profondo, legato ad alcune vicende del suo passato, e farà di tutto per separare Aurora e Alessandro, trovando un valido aiuto in Edoardo. Ma qual è il motivo che ha spinto Amedeo e Veronica a tornare a Villalba dopo tanto tempo? Quali misteriose presenze vivono tra le mura della loro tenuta? E cosa lega il nuovo parroco di Villalba, Don Lorenzo (Simon Grechi), alla nuova signora di Pietrarossa?

Nell’ombra, inoltre, qualcun altro inizia a tirare le fila della sua vendetta. Dopo un anno di latitanza, infatti, Ruggero Camerana (Luca Ward), sempre più pericoloso e custode di segreti inconfessabili, torna per vendicare sua figlia Viola (Victoria Larchenko) la vera responsabile dell’omicidio di Luca Monforte. Un misterioso personaggio, inoltre, Filippo Sommariva (Fabrizio Bucci), legato al passato di Aurora, fa il suo arrivo a Villalba. È uno dei due figli, oltre ad Andrea (Domenico Balsamo), che Cesare Sommariva (Stefano Abbati) ha avuto dalla prima moglie Sonia (Simona Borioni), l’ostetrica del paese. Cesare, dopo aver perso tutto e vivendo ormai al limite dell’indigenza in una roulotte, tenterà di riscattarsi cercando di recuperare il rapporto con i due ragazzi. Anche Laura Sommariva (Elisabetta Pellini), dopo il divorzio da Cesare versa in condizioni economiche disastrose. Nessuno sembra volerla aiutare. Troverà inaspettatamente protezione nell’avvocato Scilla (Alfredo Pea), che ha scoperto da poco di essere il vero padre di Matteo Monforte (Rocco Giusti). Ma la convivenza dell’avvocato con la sua nuova giovane compagna e il figlio appena ritrovato, avrà conseguenze imprevedibili. In un crescendo di rivelazioni e colpi di scena, Villalba torna a essere teatro di amori, misteri e delitti. Le porte di Pietrarossa si apriranno, lasciando uscire tutti i segreti che per anni hanno custodito. Il destino di molti, cambierà per sempre…Riusciranno Aurora ed Alessandro a tener saldo il loro amore nonostante tutti gli ostacoli che dovranno superare? Ma poi ci sono altre piccole grandi storie, come quella di  Bruno Attali (Francesco Arca), che dopo essere stato abbandonato da Tessa, decide di dare una nuova famiglia alla figlia Clelia (Carolina Cetroli). Ma quando viene a sapere del sacrificio d’amore di Tessa, si dibatte tra l’amore della donna e la volontà di non distruggere quanto creato finora per il bene della figlia: una nuova famiglia con Sofia (Edelfa Chiara Masciotta), vedova di Roberto Rocchi, copilota di Matteo in Afghanistan. Tutto questo e molto altro ne “Le tre rose di Eva 2”… sulla carta avvincente come la prima serie.


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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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