Connect with us

News

Un caso di coscienza 5, intervista a Marina Pennafina

Parla una delle protagoniste della serie con Sebastiano Somma
Giancarlo Leone

Pubblicato

il

Parla una delle protagoniste della serie con Sebastiano Somma
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Marina, lei recentemente è stata premiata al Troisi Festival. Come mai questo Premio?

Antonio Parciasepe, organizzatore di questo Premio, mi conosce da anni. Aveva visto il mio film Maternity Blues di Fabrizio Cattani, un film molto duro, forte. Ne era rimasto colpito e così mi fece sapere che avrebbe avuto piacere che io figurassi tra i premiati, categoria Popular Actor. Questo film ha avuto una buona critica, ho vinto diversi premi, tra cui come miglior interprete al Festival del Cinema Indipendente in provincia di Foggia e poi è andato al Festival di Venezia dell’anno scorso. Ma, contrariamente, è stato distribuito molto malamente dalla Fandango. E tu così un film lo distruggi. Fortunatamente viene presentato ancora a Rassegne e Festival, ancora lo richiedono, ma non mi capacito del perché sia stato così mal distribuito”.

Torniamo al Premio Troisi Festival. Contenta di questa “nomination”?

Sono stata molto contenta ed onorata di ricevere questo Premio al Troisi Festival. Massimo Troisi è stato un grande attore, un grande interprete, un grande cineasta. Ho visto tutti i suoi film e ne sono innamorata, è un autore, un artista a 360 gradi che ha saputo raccontare con poesia ed ironia le storie dei personaggi che interpretava, donando loro una profondità rara da trovare in altri interpreti e registi. Un vero poeta dell’anima”.

Stasera c’è la seconda puntata di Un caso di coscienza 5 e lei sarà una delle protagoniste della quarta puntata

Sì, interpreto Marina Silvestri, un’assistente sociale che si trova alle prese con un’adozione poco chiara. Lei è la classica assistente sociale pulita, integerrima. Con l’aiuto dall’avv. Tasca, interpretato da Sebastiano Somma, verrà a scoprire che l’adozione è stata effettuata con una procedura non regolare e quindi dolore da parte sua e dei genitori che loro malgrado si trovano invischiati in questa situazione. Il mio ruolo è totalmente diverso da quello che interpretavo nel film Maternity Blues”.

Secondo lei sono ben sfruttate le donne nel cinema e in televisione?

Assolutamente no. Le donne nel cinema, ma anche per certi aspetti in tv, vengono poco usate e se ci sono vengono sempre attribuiti a loro degli stessi ruoli. Sono sempre in minoranza e si fa fatica a creare per le attrici delle storie dove possano essere protagoniste. O c’è sempre la bonazza in primo piano o la cretina. Nel cinema, secondo me, c’è ancora una mentalità molto maschilista, dove sono i maschi a comandare”.

Eppure ci sono e ci sono state donne del passato che hanno avuto ruoli predominanti

Sì, ma sono casi rari. Claudia Gerini, Monica Vitti la più grande attrice comica degli anni ’60 e ’70. Oggi si è ritagliata un ruolo nel cinema Paola Cortellesi”.

Che ne pensa del cinema di genere?

Molti cineasti indipendenti che non sono appoggiati né da politici, né da produttori hanno molta voglia di narrare, raccontare nuove storie. Noto un certo fermento, come quello di creare nuovi spazi, proiettare film in digitale che non trovano spazio nelle distribuzioni tradizionali, nei circuiti delle sale classiche. Oggi ci sono tanti registi talentuosi che si danno da fare, che creano. Si tentano nuovi generi, ma, purtroppo, siamo fermi alla commedia alla Pieraccioni, senza voler nulla togliere a lui. Il fatto è che si ha paura di sperimentare, di rischiare e questo è sbagliato: il produttore vuole investire poco ma guadagnare tanto. Perlomeno adesso abbiamo che in un film non è il cast quello che conta, che lo rende vincente, ma la storia. Basta guardare l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, Magnifica presenza: ha fatto un cast dove c’erano tutti e tutto, ma il film non è andato bene. Purtroppo il produttore si fissa sui nomi. Bisogna che le cose cambino, se vogliamo vedere rinascere il cinema”.

Abbiamo parlato di cinema, di televisione, ma il teatro?

Io nasco con il teatro. Il teatro è stato molto generoso con me ed il mio debutto è stato con il grande Maestro Mauro Bolognini ne Il berretto a sonagli con Paola Borboni. Ho lavorato con Pina Bausch, Sepe, ho interpretato Amalia nel Così è se vi pare, accanto alla grande Alida Valli, donna ed attrice di grande generosità e carisma. Nel 2003 ho interpretato il personaggio di Vincenza in From Medea (da cui poi è stato tratto il film Maternity Blues), una sfida, una prova per ogni attrice interpretare una madre infanticida e cercare di portare allo scoperto l’amore malato che si cela nell’animo di queste donne”.

Pensa di tornare a fare teatro?

Se trovo un bel testo ed un bel personaggio sì, sennò rimango a fare cinema. In teatro c’è il rapporto immediato e diretto con il pubblico che fa da stimolo ogni sera e se sbagli non ti puoi correggere. Il teatro per necessità visive e strutturali ti da la possibilità di ampliare le emozioni, i movimenti, le azioni del personaggio stesso, perché tutto deve arrivare fino all’ultima poltrona. Nel cinema è tutto molto più minimalista ed intimo, basta un movimento minimo e la macchina da presa lo riporta amplificato sullo schermo”.

Chi reputa oggi dei bravi attori teatrali?

Innanzitutto Maria Paiato: è bravissima, è una grandissima attrice e merita tutto il successo che ha e poi Alessandro Gassman. Ultimamente ha fatto una bellissima crescita professionale ed artistica e sta venendo fuori molto bene. Devo dire la verità: mi piacerebbe molto un domani essere diretta e lavorare con Alessandro che ho conosciuto quando studiavamo Al Cenacolo. Poi ambedue abbiamo fatto due percorsi differenti. Oggi Alessandro Gassman è più maturo, ben preparato”.

Progetti futuri?                      

Ho iniziato a girare una nuova fiction sempre per la Rai, Le due leggi per la regia di Luciano Manuzzi che vede protagonista Elena Sofia Ricci, dove interpreto il personaggio di Carmela, la carcerata amica della Ricci. In cantiere poi ad ottobre inizierò a girare un film comico per la regia di Fabio Ciani prodotto da Angelo Bassi per la Mediterranea Film, che vede come protagonisti tre donne di media età che si trovano a dividere l’appartamento con un uomo affascinante. La sceneggiatura è già pronta ma ancora si stanno facendo provini per completare il cast. Sempre ad ottobre andrò ad Alessandria d’Egitto una settimana come giurata per un Festival del cinema”.  


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere
Advertisement
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News

Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

Pubblicato

il

Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere

News

Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

Pubblicato

il

Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere

News

Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

Pubblicato

il

Milva morta
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere
Advertisement

Seguici su:

Di tendenza

Maridacaterini.it è una testata giornalistica iscritta al registro della stampa del tribunale di Roma, al numero 187/2015 - P.Iva 05263700659 – Tutti i diritti riservati

Copyright © 2021 www.maridacaterini.it