Alessandro Siani: Miss Italia è rimasto l’unico marchio italiano


Intervista al comico e regista napoletano prima di esibirsi a Jesolo


Esordisce così:  Sono orgoglioso di esserci. Miss Italia è un marchio italiano in un periodo in cui stiamo vendendo tutto il nostro made in Italy all’estero. Fateci caso: gli spumanti Gancia li hanno comprati i russi, i gioielli Bulgari sono andati ai francesi, il marchio Fiorucci ai giapponesi, Ferrè, Valentino e Gucci tutti venduti all’estero, addirittura l’Inter l’hanno comprata gli indonesiani. Cioè…prima era l’Inter che comprava gli stranieri, ora sono gli stranieri che comprano l’Inter. Almeno Miss Italia, non si può muovere dall’Italia.

Qualche anno fa ha ricoperto il ruolo di Presidente della giuria di Miss Italia in Puglia.  Che esperienza è stata?

Capitò in quell’occasione una cosa molto divertente: a una ragazza molto bella, mentre sfilava, cadde il numero. La ragazza si bloccò e ad alta voce disse: “Non ho il numero”. Tra l’immensa folla si sentì la voce di un ragazzo: “Non ti preoccupre se non hai il numero, vengo al citofono”.

Come intratterrà il pubblico questa sera?

Improvviserò tanto, Miss Italia è l’unica elezione italiana dove puoi esprimere il voto di preferenza. Ti piace una, la voti: vince e veramente governa per un anno. Non si è mai visto che una Miss viene eletta a settembre e poi a dicembre la cambiano…e che è successo, è caduta la Miss? Per esempio se vince una mora, non è che poi ci mettono una bionda vicino per fare le larghe intese. Insomma uno tiene pure una certa soddisfazione! Diciamo che in un mondo dove niente è sicuro, una certezza ce l’hai: la più bella d’Italia”.

Cos’è la bellezza per Alessandro Siani?

La bellezza è la gente che scende nelle piazze nel paese in festa, il rintocco gioioso di un bicchiere con un altro, le luminarie di Natale e il pane quotidiano. La bellezza, è la vita, semplicemente la vita.

Massimo Ghini che ricopre il ruolo di conduttore, ha lodato molto la sua capacità di intercettare la simpatia del pubblico.

Ghini è una persona che stimo molto ed è un grande professionista. Sono contento che sia il conduttore di Miss Italia. In questo periodo c’è stata una sorta di toto conduttori. Ho seguito l’avvicendarsi delle voci. Pensavo che potessero tornare al passato chiamando Frizzi, o magari che ne so…Carlo Conti. Poi mi hanno spiegato che in Italia in questo periodo i conti non tornano….

Il “Principe abusivo” segna il suo esordio in regia. Che esperienza è stata?

Ringrazio ancora il pubblico che mi ha dato la possibilità di vivere questo grande momento, perché il successo è stato decretato dalla gente. E’ la storia di un ragazzo semplice che riesce a diventare un principe, quello che nella vita reale succederà a Miss Italia.

Qual è il segreto per confezionare una commedia di successo e conquistare il pubblico?

Andando nei teatri con gli spettacoli dal vivo, mi sono impegnato al massimo per conquistare il pubblico. A Milano come a Lucca mi hanno chiesto il bis,  la forza è incontrare dal vivo il pubblico secondo me. Fare 5 milioni con il Principe Abusivo non me l’aspettavo, ma comunque secondo me in un film deve vincere la storia. La vecchia commedia all’italiana non c’è più perchè non ci sono più quei registi, quegli attori e quel pubblico. La commedia deve essere genuina, non volgare…sei volgare quando non hai la battuta che invece deve derivare da un pensiero. Tornare con Bisio per Benvenuti al Nord era bello perchè c’era una storia, non perchè siamo una coppia comica, ma due comici che fanno coppia per raccontare una storia.

Qual è il tipo di comicità che a lei personalmente piace?

Tutto quel che accade sotto i nostri occhi, ma soprattutto le risposte dei napoletani.

Crede che la sua comicità sia esportabile anche all’estero?

Benvenuti al Sud è stato campione d’incassi anche in Spagna. Io credo che se si vogliono raccontare gli umori degli italiani attraverso un film, bisogna selezionare gli ingredienti giusti, quelli universalmente comprensibili. Significa miscelare elementi semplici, trovare l’armonia giusta. Io un’idea in proposito la sto coltivando.



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