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Sanremo 2013: cronaca della quarta serata

Cronaca live della quarta serata del Festival di Sanremo 2013
Marida Caterini

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Cronaca live della quarta serata del Festival di Sanremo 2013
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 Secondo collegamento dal TG1 con Mollica, Fazio e la Littizzetto che riassumono il programma della quarta serata. Fazio omaggia Bongiorno facendone l’imitazione.La Littizzetto chiederà alla top Bianca Balti di insegnarle a sfilare (ma questo accadrà solo domani). Viene ricordata la presenza del 13 volte conduttore della manifestazione Pippo Baudo.

Anteprima Festival: Antonello Dose e Marco Presta ci confermano che il “Golpe” è fallito. Pippo Baudo non è riuscito a soppiantare il duo Fazio-Littizzetto. I conduttori de “Il Ruggito del Coniglio” omaggiano a loro modo il tema “amarcord” facendo parallelismi tra le vecchie canzoni e la situazione sociale di oggi… Ne esce fuori un quadro di certo non consolante, soprattutto quando ironizzano su una profonda verità: “è rimasto solo Sanremo a occuparsi dei giovani”.

Sigla dell’Eurovision: ha inizio la quarta serata della 63esima edizione del Festival della canzone italiana: vengono trasmesse immagini datate di Joe Sentieri, Claudio Villa, Mina e Celentano che canta “24000 baci”. Poi Gino Latilla. La regia ora procede con una panoramica della platea odierna dell’Ariston, giocando con il bianco e nero per dare un effetto retrò. Fa la sua comparsa la Littizzetto assieme a Fazio. La conduttrice indossa un abito che è la riproduzione di quello che fu di Nilla Pizzi nel 1952, ai tempi di “Papaveri e Papere”.

Luciana Littizzetto ironizza sui testi della canzoni di qualche anno fa: a suo avviso eccessivamente votati al catastrofismo… Procede alla lettura, tra le alre, di alcune strofe de “Buongiorno tristezza” e “Vecchio Scarpone”… Poi è il turno di “La mamma che piange di più” e “Povero amico mio”… Per concludere con “E la barca tornò sola” e “Tutte le mamme”. Esordio spumeggiante per la comica, che mette un attimo da parte le trivialità e ci regala un momento di gradevole ironia. Finito lo sketch, viene presentata Malika Ayane, che canta “Cosa hai messo nel caffè”, canzone del 1969 di Del Turco. Dirige il maestro Daniele Parziani, “quello col farfallino” per la Littizzetto…

La Ayane si cala perfettamente nel clima retrò esibendosi assieme a due ballerini. Fazio ci rivela che, quando lui andrà in esterna per inaugurare il monumento a Mike, lascerà le chiavi dell’Ariston in mano a Luciana: terrore negli occhi della Littizzetto (e non solo nei suoi!). Entra Daniele Silvestri che interpreta “Piazza Grande” di Lucio Dalla, un pezzo che l’artista sente particolarmente suo per via dell’amicizia che lo legava al compianto cantante bolognese. Dirige il maestro Mauro Pagani, Direttore artistico di quest’edizione del festival. Silvestri omaggia “Zio” Lucio anche nell’abbigliamento, molto simile a quello di Dalla, in particolare il baschetto.

Terminata la performance di Silvestri, Fazio ricorda che stasera continuerà la competizione riservata ai giovani. Procede quindi a presentare la Giuria di qualità: il primo è il Presidente della stessa Nicola Piovani. Tocca a lui presentare gli altri membri che sono Eleonora Abbagnato, Stefano Bartezzaghi, Cecilia Chailli, Serena Dandini, Giovanni Coccoluto, Rita Marcotulli, Paolo Giordano, Neri Marcorè (in sostituzione di Carlo Verdone, vittima di un ascesso facciale) e Nicoletta Mantovani-Pavarotti. Il conduttore ringrazia tutti i componenti della giuria per aver risposto all’invito. La Dandini e Marcorè polemizzano ironicamente con Fazio. Si torna ad essere seri col ricordo dell’immortale Luciano Pavarotti. Primo stacco pubblicitario della serata.

Si torna in diretta dal palco dell’Ariston con Annalisa e l’ospite Emma che cantano Per Elisa, il successo del 1981 di Alice (scritta da Franco Battiato). Dirige il maestro Paganini.

Stasera la giovane concorrente sfoggia un look più casto rispetto alle precedenti esibizioni, molto più femminile la Marrone. Le due cantanti appaiono affiatate, interessante l’arrangiamento, che conferisce al pezzo un ritmo ancora più incalzante rispetto alla versione originale.Fazio sottolinea (così come aveva fatto la Littizzetto), che nessuna delle due artiste era ancora nata quando, la canzone che hanno interpretato, esordì al Festival. Una canzone che, a detta di Annalisa “ha fatto la storia”: come darle torto!

Tocca adesso ai Marta sui Tubi e ad Antonella Ruggiero: insieme eseguono “Nessuno“, portata al successo da Betty Curtis e Wilma de Angelis al Festival nel lontano 1959. Niente male l’interpretazione di Giovanni Gulino e la scelta di rielaborare il brano alternando un attacco in sordina ad una seconda parte spumeggiante, nella quale la Ruggiero si concede anche qualche gorgheggio, per poi concludere con un acuto finale.

La cantante racconta di aver scoperto i Marta sui Tubi grazie al figlio adolescente, che ascoltava le loro canzoni a tutto volume. E’ adesso il momento dei conduttori della 39° edizione: Rosita Celentano, Paola Domenghin, Gianmarco Tognazzi e Danny Queen, meglio noti come “I figli di”. La più grande sorpresa è stata quella di veder Tognazzi coi capelli… Ma l’attore rimedia subito privandosi del tupè. Inizia l’amarcord della loro conduzione “improvvisata”… Ma i quattro obiettano che era “tutto preparato”: non potendo competere con la perfezione di Baudo, dicono, si preferì di giocare al “ribasso” inanellando una “papera” dietro l’altra. Passa sullo schermo un campionario degli svarioni del 1989.

“Qualcuno disse che quella conduzione fu la prima spallata al muro di Berlino”, ricorda Fazio. La Celentano e gli altri ricordano di come le malelingue, all’epoca, avessero imputato la scelta di far condurre loro il festival solo per via dei “”nobili” natali. Poi, dopo 24 anni, i quattro tornano a tenere in mano le redini del gioco (benché Fazio li ammonisca di tener conto dei tempi tecnici); le “papere” paiono non mancare neppure stasera… Si tira per le lunghe, e alla fine è Fabio Fazio ad annunciare Raphael Gualazzi... Poi Tognazzi completa l’opera in maniera degna. Gualazzi interpreta “Luce (tramonti a nord est)” di Elisa. L’arrangiamento Jazz, sinceramente, non pare una scelta molto azzeccata. La canzone risulta completamente stravolta e irriconoscibile.

Il pubblico in sala, in ogni caso, sembra aver gradito la performance di Gualazzi.  Seconda interruzione per la pubblicità.

Si riprende con i Modà, che interpreteranno, diretti da Mauro Pagani, “Io che non vivo” di Pino Donaggio (1965). Frattanto Fazio ringrazia tutta l’orchestra sinfonica di Sanremo. Arrangiamento ed esecuzione, stavolta, fedeli alla versione originale, nonostante le commistioni rock. 

Grandi applausi anche per loro. Francesco Silvestri racconta di essersi sentito telefonicamente con Pino Donaggio  che ha gradito la scelta.  Adesso entra in scena Simone Cristicchi, che ripropone un brano del 1968: “Canzone per te” di Sergio Endrigo”. Se non fosse per le immagini a colori, si potrebbe pensare di assistere davvero alla performance di un artista di cinquant’anni fa, sia per l’interpretazione che per il look di Cristicchi.

Terminata la prova di Cristicchi, Fazio ci ricorda che stasera si esibiranno anche i giovani in gara. Poi si presenta sul palco la Littizzetto che indossa la riproduzione “in scala” dell’abito appartenuto a Caterina Caselli, e realizzato dalla zia dell’artista, nel 1968. La partner di Fazio si sente assai più simile ad Enzo Paolo Turchi che non alla cantante (ed in effetti la parrucca biondo oro con annesso caschetto giustifica il paragone).Poi, pubblicità.

 Si torna in diretta con l’appariscente Simona Molinari e Peter Cincotti accompagnati dal maestro Franco Cerri, che fa il suo ingresso rischiando di cadere. La canzone che ci propongono è “Tua”, portata al Festival del 1959 da Julia De Palma e Wilma De Angelis (un testo che, ai tempi, fece scalpore).Anche l’atmosfera creata da questa interpretazione ci ha riportato indietro nel tempo. Si continua con Maria Nazionale che interpreta “Perdere L’amore” del conterraneo Massimo Ranieri che vinse il Festival  nel 1988.

Arrangiamento all’insegna di una spiccata napoletanità, sia a livello vocale che orchestrale. Indovinato il lungo abito da sera nero indossato dall’artista, dopo i “traumi” delle prime due serate.

Fazio nomina Luigi Tenco e l’Ariston applaude. Sale sul palcoscenico Marco Mengoni, che esegue “Ciao amore, ciao”, la cui esclusione, al Festival del 1967, spinse al suicidio il grande cantante piemontese. Mengoni ci mette decisamente passione. Il pezzo si chiude con la regia che indugia sui coristi e con gli applausi a cascata da parte del pubblico in sala. L’artista che ha eseguito il pezzo è sinceramente commosso. 

Arriva quindi il momento di ricordare l’eterno Mike Bongiorno, undici volte padrone di casa della kermesse nella città dei fiori. Un contributo filmato delle sue conduzioni fa da preludio alla cerimonia . Fazio fa fare al pubblico le prove di “Allegria!”, il mitico saluto di Bongiorno. Poi lascia la scena alla Littizzetto per recarsi in esterna. la compagna d’avventura si sdraia sul palcoscenico e lancia la pubblicità.

Si torna in diretta con Fazio in esterna assieme alla famiglia di Mike Bongiorno. La signora Daniela, moglie di Mike, ricorda la “Fondazione Allegria”, l’ente benefico fondato in memoria dello storico showman. Tocca al giovane Leonardo Bongiorno tagliare il nastro e scoprire la scultura: un grande “Allegria” accompagna questo momento, assieme alle note di “Blue Moon”, brano particolarmente caro al grande Mike. 

La Littizzetto, lasciata sola in sala, annuncia Elio e le Storie Tese. Appare Rocco Tano, alias Siffredi, il pornodivo che introduce la band milanese la quale esegue “Un bacio piccolissimo”, portata al successo nell’edizione del 1964 da Robertino. Anche stasera gli Elii sono in scena coi soliti “capoccioni”… I musicanti ed il loro anfitrione mettono su un simpatico siparietto, alla fine del quale Siffredi rivela loro che, per avere successo col gentil sesso, l’unico vero segreto è, per l’appunto, “un bacio piccolissimo”! Da sottolineare che, nel look di scena, la band abbia voluto omaggiare i Beatles.

Qualche piccolo problema per sgombrare la scena dopo l’ultima esibizione. Risolto l’inconveniente, Si prosegue con Max Gazzè e la sua palandrana piumata, che per Sanremo Story canta “Ma che freddo fa” di Nada (Festival del 1969). L’interpretazione del cantante romano sembra essere molto fedele all’originale. … La Littizzetto non sta più nella pelle: Fazio fatica a tenerla… E’ il momento di un monumento della Televisione italiana: Pippo Baudo! Standing ovation per il grande presentatore, che ricambia l’affetto del pubblico.

Baudo rinfaccia alla Lucianina di averlo “tradito” con Fazio. La conduttrice commenta “vederti come ospite qui è come vedere Schumacher in taxi!”. “Raighlander”, come lo chiama la Littizzetto, racconta i suoi trascorsi all’Ariston, in particolare la difficile conduzione del 1968.  Prosegue rievocando come gli fu imposto dall’alto di “stoppare” il mitico Louis Armstrong. Super Pippo evoca poi come fece desistere un aspirante suicida dal compiere l’insano gesto di lanciarsi dalla balaustra del teatro Ariston. Poi Fazio chiede al suo ospite quale sia stata la prima volta che ha assistito al Festival. Baudo risponde nel 1959, e che vedere esibirsi Modugno fu per lui di grande ispirazione.

Tocca ora alla Littizzetto snocciolare una serie di paragoni tra Baudo e Fabio Fazio… Il presentatore ligure, ovviamente, ne esce con le ossa rotte! Ma anche Fabio e Pippo hanno in serbo qualcosa per la “Principessina”: e attaccano con “Una ragazza in due” dei Giganti. Terminato lo stacchetto, è il momento di consegnare il Premio Città di Sanremo al grande showman. Baudo ringrazia e confessa la volontà di continuare a fare televisione: quella televisione “di qualità ed educata” che un tempo era di casa, e della quale si avverte davvero il bisogno….

Pubblicità. Si riprende con “Almeno tu nell’universo”, canzone del 1989 della compianta Mia Martini, riproposta da Chiara. Esecuzione fedelissima all’originale.

I due conduttori salutano, anche stasera, i colleghi di Radio1. Poi Fazio comunica che il cantante degli Almamegretta, recentemente convertitosi all’Ebraismo, non prenderà parte all’esecuzione del prossimo brano in quanto è già iniziato lo Shabbat. Il gruppo, privo del leader, esegue “Il ragazzo della via Gluck” assieme alle guest stars Marcello Coleman, James Senese e Clementino. Arrangiamento Rap-Reggae.

Altro stacco pubblicitario. Si riprende col grande pianista Stefano Bollani.La regia inquadra un Neri Marcorè letteralmente estasiato dall’esecuzione. Il grande musicista ha in serbo una sorpresa per il pubblico: eseguirà dei brani sanremesi a richiesta. La Littizzetto si improvvisa valletta e raccoglie le richieste… Bollani esegue una medley dei brani richiesti, tra i quali “Papaveri e Papere”, “Terra Promessa” e “Vita Spericolata”... Inserisce anche “Imagine” di Jhon Lennon, che pur non essendo mai stata proposta a Sanremo, compariva nella lista. Immancabile “Nel blu dipinto di blu”. Applausi scroscianti per la prova del superbo pianista… E’ adesso il momento dei giovani cantanti in gara.

I conduttori ricordano il regolamento del televoto e fanno il solito appello all’uso responsabile dello stesso. Si passa poi alla rassegna degli artisti: Renzo Rubino con “Il postino(amami uomo)”, I Blastema con “Dietro l’intima ragione”, Antonio Maggio con “Mi servirebbe sapere”  e Ilaria Porceddu con “In equilibrio”. Apre le danze Antonio Maggio.

                                                 

                                                             TG1 in versione breve


   
 Si riprende la diretta da Sanremo con un rapido riepilogo dei codici abbinati ai concorrenti. La seconda artista ad esibirsi è Ilaria Porceddu con “In equilibrio”. La cantante ripropone lo stesso abito col quale era si era esibita durante le eliminatorie… Scaramanzia?  La Littizzetto richiede un applauso per gli orchestrali “appesi come salami”. Fazio fa il verso a Gianni Minà, e la Littizzetto gli suggerisce di farci un pensierino e e dare una svolta alla carriera dedicandosi “tout court” alle imitazioni. Si prosegue con la competizione riservata ai giovani e con i Blastema, che cantano “Dietro l’intima ragione”, diretti dal “pittoresco” maestro Enrico Cremonesi.         

Fazio raccoglie le impressioni della Giuria di qualità, poi invita Neri Marcorè ad impersonare Gad Lerner, mentre lui si cimenta con quella di Bruno Vespa. Serena Dandini è d’accordo con la Littizzetto: “torna a fare le imitazioni, sei bravissimo!”. E’ ora il turno di Renzo Rubino, ed il pubblico gli riserva da subito un’accoglienza calorosa. Il cantante inizia l’esecuzione della sua “Il postino (amami uomo!)”.    

Grandi applausi per Renzo Rubino, al termine della sua prova. Pubblicità.    

.Stop al televoto! Prima di conoscere l’esito delle votazioni, però, è il momento di un altro grande ospite, uno dei cantautori più conosciuti ed apprezzati a livello planetario: il brasiliano Caetano Veloso.  Dopo averci deliziato con “Voce é linda”, il grande artista carioca esegue un secondo brano; un omaggio alla manifestazione ed al grande Domenico Modugno: “Piove”.    

Grandi applausi per Caetano Veloso, che ringrazia l’orchestra ed il pubblico. E’ ora il momento di assegnare il premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo. Sarà lo stesso Veloso a consegnarlo, in omaggio all’amico scomparso che ne porta il nome: ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento è Il Cile, per il testo de “Le parole non servono più“. Segue un altro momento di grande musica: Stefano Bollani al piano, e Caetano Veloso alla voce cantano “Come prima” di Modugno.     

Consigli per gli acquisti.Si torna in diretta, e siamo ancora in trepidante attesa per conoscere il vincitore della categoria giovani. Ma prima è il momento del ventriloquo Josè Luis Moreno e dell’ancor più famoso pupazzo Rockfeller, tra i protagonisti dell’edizione sanremese del 1985. Il Corvo sembra apprezzare “l’avvenenza” della Littizzetto, e la corteggia teneramente (più o meno)…

Renzo Rubino si aggiudica il premio della critica “Mia Martini” col brano “Il postino (amami uomo!)”. E’ adesso il momento della proclamazione del vincitore della categoria giovani, ed il Presidente della giuria Nicola Piovani è chiamato sul palco. “Dopo lunga, serena e democratica discussione”, sommando i voti dei giurati e quello del televoto, si aggiudica il Festival, categoria giovani, Antoni Maggio con “Mi servirebbe sapere“. Il giovane artista è commosso  fino alle lacrime, tutto il pubblico si alza in piedi per applaudirlo. Antonio Maggio si aggiudica anche il premio “Nicola Piovani”. Si conclude questa quarta serata col vincitore che ringrazia i suoi collaboratori, la sua etichetta, e soprattutto i propri genitori. La serata si chiude sulle note di “Mi servirebbe sapere”.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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