Domenica in: omaggio a Dalla e Little Tony


Tutti gli ospiti di Mara Venier e gli argomenti trattati


In apertura, Bobby Solo; la Venier lancia un filmato di Sanremo del 1954 presentando l’artista come «il primo cantante a cantare in playback».
Si passa poi all’intervista: la gola secca a Sanremo nel ’54 dovuta all’emozione di essere tra i grandi della musica, la timidezza con le donne, la passione per Elvis, l’eye liner che fece scandalo, la paternità a 67 anni sulla qaule la padrona di casa si è a lungo soffermata. L’artista si congeda cantando il suo classico: Una lacrima sul viso.
A Domenica In arriva quindi Luisa Ranieri, in promozione per Il giudice meschino, la cui prima puntata andrà in onda domani sera: sul set recita con il compagno Luca Zingaretti. Tra l’altro, racconta la Venier, quando ha avuto l’occasione di intervistare Oliver Stone chiedendogli quale fossero i suoi registi italiani preferiti, lui aveva indicato proprio Carlo Carlei che, appunto, firma la regia e la sceneggiatura della serie insieme a Giancarlo De Cataldo, Monica Zapelli e  Mimmo Rafele.
In ricordo di Lucio Dalla Paolo Limiti, Katia Ricciarelli, Marino Bartoletti, Orietta Berti e Michele Mondella mentre, in collegamento da Milano, Luzzato Fegiz. Gli ospiti, che conoscevano bene il cantautore, concordano di aver visto Dalla molto stanco a Sanremo.
Mondella, che di Dalla era il press agent nonché amico con cui si sentiva tutti i giorni, annuncia che il 4 marzo nascerà ufficialmente l’associazione dedicata al cantante. Come sede, verrà aperta la sua casa museo di via D’Azeglio: l’associazione organizzerà eventi e borse di studio per i giovani artisti.
A ricordare Little Tony invece, il fratello Enrico Ciacci, che lo seguiva in tutti i suoi concerti. La padrona di casa si commuove ripensando all’amico scomparso, e spiega che nessuno sapeva stesse così male; tutti conoscevano i suoi problemi al cuore, ma niente di più.
Non gli piaceva essere compatito, racconta Ciocci, perciò aveva chiesto espressamente di non dire niente della sua malattia contro la quale lottava già da tre anni.
L’ultimo segmento della puntata è dedicato a Claudio Amendola: l’attore romano presenta il film La mossa del pinguino, commedia di cui è regista.  Dalla carriera iniziata per caso, al padre Ferruccio, alla prima scena girata con Barbara D’Urso, alla fede calcistica, l’aneddoto più divertente riguarda proprio la passione per la Roma. Temendo infatti che il figlio Rocco potesse crescere laziale come la madre Francesca Neri, alla tenera età di due anni il padre gli ha tolto tutti i giocattoli dalla stanza; quando il bambino, sbigottito, se n’è accorto, il papà gli ha risposto: «Sò venuti i laziali  e se sò portati via tutto». Non finisce qui, perché dopo un po’ i giocattoli sono tornati tutti al loro posto e il bambino, ancora più sbigottito di prima, si è sentito dire: «Sò arrivati i romanisti e t’hanno riportato tutto». Diseducativo, ma d’effetto: pare che oggi il ragazzo vada allo stadio da solo.
La puntata si conclude quindi con il discutibile metodo educativo di Amendola, appuntamento a domenica prossima.



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