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Carmen Scivittaro: “la mia Teresa è diventata una donna vera”

Intervista all'attrice dal 1997 nella soap opera di Rai3
Alice Toscano

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Intervista all'attrice dal 1997 nella soap opera di Rai3
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Diciassette anni di “coabitazione” con Teresa, bel traguardo per un’interprete dalle tante sfaccettature artistiche

E dire che volevo diventare una giornalista. Me lo hanno impedito le poche occasioni che allora offriva Napoli. Così, nell’attesa di poter realizzare il mio sogno, ho iniziato a recitare a teatro per hobby. E mi sono dedicata anche alla Radio scrivendo testi e atti unici per Radio2. In Radio ho lavorato con Giancarlo Nicotra: sono stati anni di grande realizzazione professionale.

Che ricordi ha di De Simone?

Con lui ho recitato nella prima versione de La Gatta Cenerentola, una magica esperienza di grande spessore. Nel frattempo ho insegnato come supplente di inglese. Poi arrivò il provino per il personaggio di Teresa e dal momento in cui ho iniziato a interpretarla non mi sono più distaccata da lei. Sono realmente felice di essere nel cast di una serie che mi consente ogni giorno di confrontarmi con situazioni sempre differenti.

La sua opinione su Teresa?

E’ una donna particolare, nasceva come una sorta di archetipo. Nel corso degli anni grazie al lavoro degli sceneggiatori si è trasformata in una donna vera, ha perso quell’aureola di santità che la caratterizzava. Adesso è profondamente diversa dal passato è una signora che è riuscita a far trascorrere positivamente il tempo. E’ invecchiata bene, in maniera non traumatica.  Io le ho dato molto ma anche lei ha dato molto a me. So che il pubblico le è affezionato e ne sono felice. Teresa è quasi un’altra me stessa.

Qual è il suo approccio quotidiano con Teresa?

La fortuna di essere nati nella città di Eduardo consente ad un attore di penetrare nella psicologia del personaggio che interpreta. Per me è avvenuto proprio questo: non mi sono mai fermata alla superficialltà e ho sempre cercato di capirne il comportamento.

 Il segreto del longevo gradimento di pubblico di Un posto al sole?

Innanzitutto io ho creduto nel progetto fin dal primo giorno per la valenza delle storie raccontate: un mix di realtà e sentimenti. L’essere riusciti a colpire favorevolmente il pubblico mantenendo i consensi così a lungo ha per me un significato quasi politico. Altro grande pregio è il cast con attori prevalentemente legati al territorio. La città di Napoli, inoltre, è il tratto distintivo che fa riconoscere la serie anche oltre confine.

Lei ha recitato anche per il cinema. Il teatro resta il mezzo preferito per potersi esprimere artisticamente?

Pur avendo girato film per il grande schermo, so che le radici del teatro di ricerca sono rimaste in me in maniera indelebile. Ho visto colleghe sull’orlo dell’esaurimento per non avere ruoli importanti sul palcoscenico. Io ho sempre pensato che la sfida di un attore è farsi notare anche se si ricoprono parti secondarie.

E’ vero che ha una gran passione per gli animali?

Vivo con quattro gatti che dimostrano, tra di loro, uno straordinario senso dell’amicizia. In passato ho avuto anche un cane. Sono convinta che è molto semplice entrare in sintonia con gli animali.

Il suo appartamento è sommerso di libri. Riesce a leggerli tutti?

Senza libri, musica e sport non potrei vivere, rappresentano la parte energetica della mia esistenza.

Ci racconta quali generi preferisce?

Amo leggere a 360 gradi. La musica classica occupa un posto importante nella mia scala di preferenze. Ma ascolto anche i generi moderni come il pop e il rap. Rappresentano per me un modo per essere vicina alle nuove generazioni. Desidero capire i motivi per i quali amano un determinato tipo di musica.

Infine, quali sport segue?

Principalmente tre: il motociclismo, la Formula 1 e il calcio, ovviamente la squadra del cuore il Napoli. Ma mi interesso anche al tennis.

Il suo rapporto con i social network?

Attualmente li seguo con interesse. Non sono mai stata “tecnologicamente evoluta” in passato, ma ad un certo punto della mia vita ho sentito il desiderio di mettermi in gioco.

 

 

 

 


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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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