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Le iene show, la puntata del 7 maggio

Anticipazioni sul programma di Italia 1,
Biagio Esposito

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Anticipazioni sul programma di Italia 1,
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Al Porto di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, la Guardia di Finanza e i funzionari dell’Agenzia delle dogane sequestrano ogni anno due tonnellate di cocaina provenienti dal Sud America. Luigi Pelazza spiega come funziona il narcotraffico nel porto di Gioia Tauro, quali sono le cosche della ‘ndrangheta che gestiscono i traffici illeciti e intervista Federico Cafiero De Raho, Procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria. La Iena si reca poi a Rosarno, dove sono stati arrestati alcuni componenti del clan dei Pesce, in seguito alla collaborazione di Giuseppina Pesce, figlia di un boss di una delle cosche più potenti della Calabria. Pelazza raccoglie le dichiarazioni del fratello del suo compagno, sotto scorta insieme a Giuseppina e ai suoi figli, e, in seguito, del Sindaco e del parroco di Rosarno.

Qualche mese fa, in seguito alla segnalazione di una dipendente, Nadia Toffa si è occupata di un ospedale dove, nel reparto di fisioterapia, sembrava che le macchine utilizzate per effettuare alcune terapie non funzionassero nel modo corretto, che fossero rotte o tenute spente. Nel servizio venivano mostrate alcune riprese effettuate all’interno della struttura per testimoniare il presunto malfunzionamento delle macchine e le scarse condizioni igieniche in cui sarebbero avvenuti i trattamenti. Dopo la messa in onda del servizio, il direttore dell’Ospedale ha dichiarato alla stampa che le Iene avrebbero detto il falso e che il servizio sarebbe stato confezionato ad hoc. Inoltre, è stata organizzata un incontro pubblico dal titolo “Le Iene, tutta la verità”, dove è stato proiettato un filmato intitolato “quando un programma fa finta di informarti”, che accusa gli inviati di Italia 1 di aver detto il falso.
Le Iene, quindi, mostrano delle immagini e alcuni filmati integrali senza tagli, in risposta all’accusa che il loro servizio sia stato montato ad arte, e ribattono ad alcuni punti contestati dai responsabili della struttura in merito alla loro inchiesta.

Matteo Viviani torna ad occuparsi di affidamento di minori e intervista Francesco Morcavallo, ex giudice del Tribunale dei minorenni di Bologna. L’uomo racconta di come dietro molti affidamenti di bambini ci sarebbero gli interessi da parte dei giudici onorari, che, in questo caso, sono psicologi, medici, sociologi, assistenti sociali. Nonostante la legge lo vieti, infatti, alcuni di questi giudici onorari, che decidono su eventuali affidamenti di migliaia di bambini sottratti alle loro famiglie, avrebbero una partecipazione diretta o indiretta all’interno delle comunità di affido.

Qualche giorno fa è balzato agli onori della cronaca il gesto del calciatore del Barcellona Dani Alves che, durante un partita, ha mangiato una banana che un tifoso del Villarreal gli aveva tirato dagli spalti. Il difensore blaugrana ha ricevuto solidarietà dal mondo intero. Anche l’Italia non è nuova a questo tipo di gesti razzisti: nel luglio 2013, al ministro Cècile Kyenge, ospite a una festa del PD a Cervia, sono state lanciate delle banane. Cosa spinge ad un gesto del genere? Chi sono i “lanciatori di banane”? Perché lo fanno? Se ne occupa la Iena Cristiano Pasca.

I responsabili di alcune associazioni che si occupano di gestire il turismo nel sottosuolo di Napoli, tra cui quella che ha scoperto il Tunnel Borbonico, raccontano a Giulio Golia di come il presidente dell’associazione “Napoli Sotteranea” sia solito registrare prima degli altri i domini internet con i nomi appartenenti alle altre società concorrenti. In questo modo, molti turisti interessati a visitare le diverse cavità sotterranee di Napoli vengono reindirizzati a Napoli Sotteranea. La Iena chiede spiegazioni in merito al presidente dell’associazione.


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Esperto di storia dello spettacolo e delle tradizioni popolari. Docente, critico teatrale, scrittore e giornalista. Il mio motto è: Per aspera ad astra.

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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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