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Le Iene Show, la puntata del 7 maggio

tutti i servizi del programma di Italia Uno
Irene Natali

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Il primo è di Giulio Golia: Ieri nella “curva a” del Napoli. Golia si è recato tra gli spalti del Napoli per capire se c’è stata o no la trattativa tra il cosiddetto Genny ‘a carogna e la polizia prima di Fiorentina-Napoli. Il clima è caldo; Golia incontra alcuni tifosi incappucciati che lo accusano di essere un servo del sistema. Poco dopo, Golia chiede alle persone in curva se approvano la maglietta con scritto Speziale libero; alcuni si, altri invece  invitano la famiglia Raciti ad assistere a una partita allo stadio San Paolo, per vedere che non tutti i napoletani sono così.

Passiamo ora a Luigi Pelazza: Un porto controllato dalla n’drangheta. Siamo in Calabria, a Gioia Tauro per l’esattezza, nel cui porto avvengono traffici di cocaina. Chi denuncia è nel mirino della malavita organizzata: da Rosarno, la famiglia Pesce controlla il traffico di cocaina verso l’Europa. La cosca dei Pesce è stata arrestata quasi del tutto. A casa rimangono le donne; al citofono, queste mogli rispondono a Pelazza di essere vittime di un accanimento, di scontare il cognome dei loro mariti (condannati con il 41 bis). Il prete di Rosarno sostiene che la gente si associa alla mafia “per necessità”; secondo lui don Ciotti fa per lavoro la lotta alla mafia, non il parroco. Pelazza gli fa notare che non è poco sposare la bandiera della lotta alla mafia.

Tocca ad Angelo Duro, che ha sognato di vivere in Sicilia. Stasera é Il fifone, poi però è anche Il rissoso. Primo break pubblicitario.

Si rientra in studio: Mammucari ci dice che chi mangia verdura è vegetariano, chi mangia patate è berlusconiano. Si prosegue sull’onda del Cavaliere, che ha passato una notte all’ospedale e sognava infermiere che ballavano sul cubo.

A proposito di cibo, Matteo Viviani torna ad occuparsi della relazione che intercorre tra tumori e alimentazione: Alimentazione, tumori e altre malattie. Per il medico Colin Campbell una dieta vegana aiuta a ridurre il rischio di ammalarsi; secondo i suoi studi, basta ridurre il consumo di carne del 5% per abbassare il rischio.

Prossimo servizio: Ex assessore, oggi politico e cameriere, di Filippo RomaGigi De Palo era assessore al Comune di Roma; oggi fa il consigliere, ma guadagna così poco che ha deciso di fare il cameriere la sera.

I conduttori ironizzano su alcune prime pagine dei giornali locali, poi si va di nuovo in pubblicità.

Tocca  per la seconda volta a Giulio Golia, alle prese con Il furbetto del sottosuolo. Un uomo misterioso si accaparra i i turisti che vogliono visitare la Napoli sotterranea creando falsi siti che tolgono clienti agli altri. Dopo aver scippato i domini della concorrenza, il furbetto ha messo glii occhi anche sul teatro greco romano, visita che non può vendere. Golia incontra il furbetto, che risponde: “I domini sono aperti, che problema c’è?”

 Riccardo Trombetta introduce un servizio sul maltrattamento degli animali: Quando la bestia è l’uomo. Alcune testimonianze su cani maltrattati da alcuni pastori sardi: uno in particolare ha legato il suo cane alla macchina e l’ha trascinato per due chilometri fino a che non ne è rimasto dilaniato. Trombetta avvicina alcuni pastori fingendo di voler comprere il formaggio, poi, nonostante la frustrazione derivante dal perdere le bestie del proprio gregge, raccomanda loro di non maltrattare i propri cani.

Andre Agresti ci parla di Cinesi che non pagano le tasse. In un centro massaggi gestiti da cinesi Agresti conta circa 50 clienti in un giorno. Quando un complice entra e chiede di avere la fattura, questa ha il numero 53; in quattro mesi sono state fatte solo 50 fatture circa.   Interviene dunque il medico del centro che, serafico, ammette di aver studiato dagli italiani: ci imita. I toni si alzano; il dottore aggredisce il cameraman e rompe la telecamera, cercando di appropriarsene; dopo un po’ interviene la polizia.

E’ ancora la volta di Filippo Roma: Il sindaco “generoso” con il genero. Un sindaco ha approvato una delibera che assegna un progetto al genero, donandogli di fatto denaro pubblico. Finisce a botte, con il sindaco che dà dei teppisti alla troupe.

Si torna in studio ironizzando sulla moda del momento, il selfie. Pubblicità. 

Si parla ancora di animali, stavolta con Nadia Toffa: Quando l’amore per gli animali è fuorilegge. Barbara accoglie animali abbandonati, però per il Comune il suo è un canile,e la Asl lo considera fuorilegge. Di conseguenza, il richio è che i cuccioli finiscano in un canile vero, nelle gabbie, anziché stare all’aperto come ora. Sono le stesse associazioni a portare i cani a Barbara, perché la signora li tiene benissimo; il responsabile della Asl però, chiede che Barbara consegni una planimetria e faccia richiesta per ottenere l’autorizzazione. Lei si dice felice di queste nuove disposizioni.

Enrico Lucci e L’indipendenza fai da te: a Galta, in Veneto, c’è un signore che ha dichiarato la sua casa stato indipendente. Siccome non riconosce le leggi italiane, il signore ha intenzione di ignorare le cartelle Equitalia. Lucci gli chiede se teme di finire in manicomio; lui risponde che non ha senso perché agli psicologi saprebbe rispondere bene.

Nuovo servizio di Nina Palmieri per X Love: Non ti conosco ma ti bacio…al buio! parte il reclutamento di persone che accettino di baciare uno sconosciuto bendati.

Dopo il break, rientra con Ilary Blasi che interroga Mammucari sui Promessi Sposi, e lui non cade sulla domanda trabocchetto riguardo a questi due, Renzo e Lucia, che si devono sposare.

Andrea Agresti ci presenta Il benefattore arrapato, cioè un sedicente organizzatore di eventi calcistici che promette alle ragazze ingaggi nel mondo del cinema e della tv. Però prima vuole altro in cambio. Michela, l’aspirante attrice che ha contattato Le Iene, si reca a un incontro con l’uomo, e le arriva subito una palpatina. Mentre il benefattore è già in mutande e maglietta, alla porta della camera d’albergo bussa Agresti in tenuta da calciatore. In studio ci sono i The Pills, pronti a partire su Italia Uno al termine della puntata. I “Gialappi” li definiscono nerd e scherzano sulla messa in onda, praticamente in prima serata.

Ancora pubblicità.

E’ mezzanotte: Pablo Trincia vira sulla violenza a Chicago con un servizio intitolato Gangs of Chicago. Vediamo quartieri di perfiferia, marginalità sociale; a un ragazzino è stato sparato alla gamba. La legge del ghetto è una storia di rivalità senza fine: la gang è una famiglia, se qualcuno dei tuoi viene toccato devi reagire, spiega una ragazza.  Franco Doma è un poliziotto di origine italiana. una vita da infiltrato nelle gang, è considerato il massimo esperto sull’argomento; alle sue spalle vediamo una mappa delle reti familiari di questi gruppi.  Nel quartiere di Englewood viene gestito il traffico della droga: le armi sono dappertutto, ragazzi poco più che adolescenti portano le pistole nei pantaloni della tuta. Nei giardini ci sono veri e propri arsenali; un ragazzo bendato racconta di aver commesso il suo primo omicidio a otto anni. Ci spostiamo ora a Little Village: il simbolo della gang del posto è il coniglio, che gli affiliati si tatuano sul petto. Trincia ci porta all’interno del carcere dove era stato rinchiuso Al Capone: i sorveglianti gli spiegano che qui ogni oggetto può essere usato dai detenuti come oggetto contundente. Bisogna fare molta attenzione, ecco perché l’ispezione alle celle avviene a sorpresa.

Abbiamo ora Stefano Corti, l’infiltrato. Corti si intrufola nel Giro del Trentino, ed è in diretta su Rai Sport, in mezzo ai veri ciclisti. Alcuni ridono, alcuni sono perplessi.

Debutta ora una nuova iena, Cristiano Pasca: Chi lancia le banane? Si parte dalla campagna #siamotuttiscimmie, per ricordare il lancio di banane al Ministro Kynege, poi rivendicato da Davide Fabbri, “il vichingo di Cervia” nonché pronipote di Mussolini da parte di donna Rachele. Pasca intervista questo tizio secondo cui, a lanciare le banane, sono i servizi segreti. Fin troppo spazio per i deliri di questo improbabile soggetto.

Il servizio seguente è firmato da Sabrina Nobile: Figli gay e padri. La Nobile ascolta la storia di un ragazzo diciannovenne che è stato picchiato dal padre dopo aver confessato di essere gay; segue poi un’intervista doppia tra padre e figlia. In questo caso però, i genitori di Francesca, dopo lo smarrimento iniziale, hanno accettato la sua omosessualità.

Siamo alla conclusione: Le Iene si fermeranno per una settimana, quindi l’appuntamento è rimandato a mercoledì 21.


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Marchigiana, sarda per metà e romana d’adozione, si laurea in comunicazione alla Sapienza con una tesi triennale sulla satira televisiva e la chiusura del Decameron di Luttazzi. La tesi specialistica è ancora sulla televisione, stavolta sul ruolo di Al-Jazeera nella “primavera araba”. Collabora con alcune testate giornalistiche e siti web, è stata analista televisiva del programma di RaiTre TvTalk, condotto da Massimo Bernardini. La partecipazione ad una serie di trasmissioni televisive, le ha consentito di conoscere a fondo tutto quello che ruota intorno al mondo del piccolo schermo. Ama scrivere e disegnare, soprattutto fumetti.

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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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