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Premio Luchetta 2014, il 17 luglio su Rai1

Redazione

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Promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la Rai, il premio è stato istituito per ricordare i giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo, componenti di una troupe Rai, che persero la vita a Mostar nel gennaio ’94 a causa dello scoppio di una granata ed anche l’operatore Miran Hrovatin, ucciso poco tempo dopo a Mogadiscio insieme con la giornalista Ilaria Alpi.

A vent’anni esatti da quei drammatici eventi che hanno segnato indelebilmente nella memoria l’anno 1994, questa edizione 2014 del Premio Luchetta vuole ricordare altri 2 anniversari: i 60 anni della fondazione della Rai – Radio Televisione Italiana e i 50 anni dall’insediamento della sede Rai del Friuli Venezia Giulia. Nato con l’obiettivo di rivolgersi a giornalisti, tele-cineoperatori e fotoreporter che nell’ambito della loro professione hanno riportato le tematiche riguardanti abusi e sopraffazioni perpetrate ai danni dei bambini, il premio durante tutte le edizioni precedenti ha focalizzato l’attenzione sulle corrispondenze dai fronti “caldi” di tutto il mondo.

L’edizione di quest’anno è caratterizzata da alcune novità, tra le quali la Presidenza della Giuria, che ha valutato le opere in gara, affidata al Direttore della Rai TGR Vincenzo Morgante. Oltre ai componenti storici, si sono poi aggiunti:Nino Rizzo Nervo, il Presidente della Scuola di Giornalismo di Perugia; Barbara Scaramucci, Direttore di RaiTeche ed Elena Polidori della FNSI. Altri giurati sono: Maarten van Aalderen, Presidente Associazione Stampa Estera in Italia; Stefano Marroni, Vicedirettore Rai TG2; Mauro Mazza, Direttore Rai Sport; Giuliano Giubilei, Vicedirettore Rai TG3; Paolo Possamai, Direttore de “Il Piccolo”; Oman Monestier, Direttore de “Il Messaggero Veneto”;DusanUdovic, Direttore del “PrimorskiDnevnik”; Giovanni Marzini è il segretario di Giuria.

Un’altra novità è la partecipazione estesa anche alle testate giornalistiche web, purché registrate. Momento “clou” del Premio sarà la serata speciale intitolata “I Nostri Angeli”, che si terrà giovedì 3 luglio al Politeama Rossetti del capoluogo giuliano. L’evento, condotto da Duilio Giammaria, sarà ripreso da Rai1, trasmesso il 17 luglio, e caratterizzato da un omaggio al tele-cineoperatore Miran Hrovatin, assassinato barbaramente in Somalia insieme alla giornalista Ilaria Alpi; a lui sarà dedicato il documentario di Videoest “Saluti da Miran”, presentato in una versione inedita comprendente una lunga intervista a Ian, figlio di Hrovatin. Oltre a rappresentare un commovente ricordo dell’operatore scomparso, il documentario riporta alcune immagini di repertorio girate da Hrovatin stesso nei suoi reportage di guerra tra Bosnia, Somalia ed il Sahara.

In suo omaggio avverrà anche un percorso espositivo consistente nelle 10 migliori foto in suo ricordo, a cura di Prandicom per la Fondazione Luchetta. Non mancheranno poi durante la serata trasmessa dal Politeama Rossetti di Trieste momenti di puro spettacolo con ospiti prestigiosi: si esibiranno i tenori de “Il Volo”, reduci da un tour di successo a New York e la cantante Ilaria Porceddu, rilevazione di Sanremo Giovani, che si esibirà sul palco con il rapper RoutyMiura. Sono già stati resi noti i nomi dei vincitori: il Premio “Luchetta” – Sezione tvper il miglior servizio giornalistico: a Flavia Paone, inviata del TG3 per la cronaca dello sgombero della discarica rom vicino a Giugliano, Napoli,Premio “Luchetta” -Sezione quotidiani periodici: premiato l’articolo di Lucia Capuzzi di “Avvenire”, su “La rivolta dei baby operai boliviani”.Premio “Ota”per miglior servizio giornalistico fino a 45’ aLucia Goracci per Rai3-DOC 3 con il reportage “Le bambine non vanno a scuola” sul diritto all’istruzione rivendicato dalle bambine adolescenti del Pakistan. Premio “D’Angelo” -Sezione stampa estera: a Harriet Sherwood, corrispondente dalla striscia di Gaza del quotidiano inglese “The Guardian”. Premio “Hrovatin” -Sezione Fotoreporter: premio per la migliore immagine fotografica all’unico uomo, lo svedese NiclasHammarström per il quotidiano “Aftonbladet” che ha immortalato alcuni bimbi di Aleppo.


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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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