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Festival di Cannes: ecco il toto pronostici

66esima edizione del Festival di cannes, i probabili vincitori
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66esima edizione del Festival di cannes, i probabili vincitori
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Una smagliante Sharon Stone che nell’evento Charity della fondazione del cinema Against Aids ringrazia per la raccolta record di 25 milioni di dollari nel 20esimo anniversario dell’Amfar è tra gli scatti più belli del Festival del cinema di Cannes, alla vigilia della cerimonia di premiazione. Una kermesse che si è aperta con Leonardo Di Caprio, protagonista de “Il Grande Gatsby” (presentato fuori concorso), che sfilava sulla Croisette con l’ombrello salutando i fan, uno dei quali si è aggiudicato all’asta solidale un viaggio nello spazio con lui. E che è proseguita tra applausi – il più bello da ricordare per noi italiani sono i nove minuti alla proiezione ufficiale de “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino – ed i fischi – i più assordanti con abbandono della sala di parte della stampa sono quelli per “Only God Forgives” (“Solo Dio perdona”) di Nicolas Winding Refn.

Un festival che ha emozionato – su tutti con la vera storia di Souleymane Démé, un giovane ballerino paralizzato ad una gamba, l’eroe di Mahamat Saleh Haroun in “Grigris” – e che ha scatenato polemiche – in particolare, per il “Molte donne sognano di prostituirsi”, dichiarazione di Francois Ozon, in lizza per la Palma d’Oro con il film “Jeune et Jolie” .

Un festival che ha visto sfilare star leggendarie, due su tutte: il mattatore della risata Jerry Lewis, tornato alla ribalta con “Max Rose” (fuori concorso) di Daniel Noah, e Robert Redford, solitario protagonista di “All is Lost” (fuori concorso).

In queste ore sui media si è accentuato il toto-Cannes, quello che Gigi Marzullo nel suo “Cinematografo” di Rai1, trasformato in salotto dedicato alla Croisette dal 15 maggio, ha fatto ogni notte intorno alle 2 con i critici italiani in collegamento dalla Croisette. Oggi è il giorno di Roman Polanski che, con la sua black comedy “Venere in Pelliccia”, potrebbe sparigliare le carte. Anche se non la pensano così gli allibratori britannici della sigla Stanleybet, che in vista del rush finale della 66esima edizione ieri hanno rielaborato i loro pronostici su chi fra i candidati si porterà a casa l’ambita palma d’oro che sarà assegnata domani, 26 maggio, al Palais des Festival et des Congrès.

In pole position nelle quote dei bookie inglesi si piazza a 3.25 “The Past”, primo film in lingua francese del già premiatissimo iraniano Ashgar Farhadi: l’accoglienza da parte della critica internazionale è stata infatti caldissima. Con protagonista la star di “The Artist”, Berenice Bejo, ancora una volta il regista ha presentato il racconto di una separazione, l’insanabile frattura sentimentale che divide un iraniano dalla moglie ed i due figli. Conquistano la seconda posizione offerti a 4.50, sia “Like Father Like Son”, racconto di uno scambio di culle del regista giapponese Kore Eda Hirokazu che ha profondamente commosso il Festival, che il sensuale “Blue is the warmest color” del regista cinese Abdellath Kechiche, pellicola incentrata sulle fantasie omosessuali di una quindicenne. Bancato a 9.00 è “The Immigrant”, ultima fatica dello statunitense James Gray, applauditissimo dalla stampa. Il film può contare sia su un cast stellare (Marion Cotillard, Joaquin Phoenix, Jeremy Renner), sia sulla toccante storia di tragico esodo verso il sogno americano. Stessa quota per “Inside Llewyn Davis” dei fratelli Coen, applauditissimo film ispirato alla malinconica figura di Dave Van Ronk, folksinger degli anni ’60 amico di Bob Dylan.

Sembra che l’unico film italiano in concorso, “The Great Beauty” (“La grande bellezza”), abbia aumentato il suo credito di fronte ai bookie britannici, dal momento che la sua quota è scesa a 10.00. Tra gli autori più interessanti del cinema italiano contemporaneo il regista Paolo Sorrentino, che nel 2008 aveva già conquistato la giuria col suo capolavoro “Il Divo”, per la sua quinta volta a Cannes ha riproposto il suo attore feticcio Toni Servillo nei panni di un dolente e disincantato scrittore immerso in una società romana di dissoluzione.

Identiche possibilità anche per “Nebraska”, classico road movie padre-figlio dello statunitense Alexander Payne. Si attesta a quota 11.00 quello che era il favorito nelle stime iniziali di Stanleybet: Mahamat-Saleh Haroun, regista ciadiano che nel 2006 ha ricevuto il Gran premio della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e nel 2010 ha conquistato la palma d’oro a Cannes, con il bellissimo “Un Homme que Crie”. Quest’anno ha presentato “Grisgris”, storia di un ragazzo venticinquenne che sogna di fare il ballerino nonostante la gamba paralizzata. Segue a stretto giro “Behind the Candalabra” di Steven Soderbergh, biopic musicale realizzato per la HBO, bancato a 12.00.

Vede la sua quota drasticamente aumentata a 15.00 il francese Arnaud Desplechin, che con “Jimmy P” per la prima volta gira un film in inglese, nel quale Benicio del Toro e Mathiaeu Amalric hanno interpretato la storia vera del rapporto empatico che si crea tra un antropologo analista ed il reduce di guerra che ha in cura. Particolarmente apprezzato dalla stampa italiana, è stato invece per lo più stroncato dalla critica internazionale. A 21.00 è dato “A touch of sin” del cinese Jia Zhangke, così come “Only God Forgives”, cupo film di vendetta ed espiazione del danese Nicolas Winding Refn, con protagonista l’idolo Ryan Gosling.

Sulla lavagna di Stanleybet ben cinque i film bancati a quota 34.00:Young and Beautiful”, storia di un’adolescente che si prostituisce per suo piacere girata dall’enfante terrible Francois Ozon (che, come abbiamo visto, non si lascia sfuggire occasione per far discutere); “Michael Kolhaas”, film storico del francese Arnaud Despallieres; l’inquietante thriller “Borgman” dell’olandese Alex Van Warmerdam; il violento “Heli” del messicano Amat Escalante; e infine l’apprezzato “A Castle in Italy”, semiautobiografica storia d’amore di Valeria Bruni-Tedeschi, unica donna in concorso.

Pochissime possibilità per l’ennesima pellicola sui vampiri innamorati proposta dall’americano Jim Jarmush, e per il chiacchieratissimo “Venus in fur” del maestro Roman Polanski, che insieme alla moglie e musa Emmanuelle Seigner si confronta ancora una volta con una piéce teatrale: entrambi sono quotati a 41.00. Chiude la classifica stilata da Stanleybet il film d’azione “Shield Of Straw”, nessuna probabilità di vittoria è concessa all’eclettico regista giapponese Takashi Miike, che conclude la classifica offerto a 51.00. Intanto l’Italia ha già brindato con “Salvo”, il film sulla mafia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, che alla Semaine de la Critique si è aggiudicato il Grand Prix ed il Prix Révélation. Il giorno della proclamazione, il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, i due registi hanno dedicato la vittoria a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.


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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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