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Amici12: i ritratti di Greta, Moreno, Verdiana e Nicolò

I quattro finalsiti di Amici 12 raccontati attraverso il loro percorso nel talent show
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I quattro finalsiti di Amici 12 raccontati attraverso il loro percorso nel talent show
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Moreno Donadoni: il freestyler a misura di famiglia
Moreno Donadoni, genovese classe 1989, è sicuramente uno dei più amati dal pubblico. La sua bravura gli è già valsa la produzione del primo album, “Stecca”. Dopo aver conquistato il primo banco dedicato al rap, ad Amici, ha però anche lui avuto qualche difficoltà. Soprattutto prima del serale, lo abbiamo visto piangere per aver sbagliato un duetto con Angela, per poi doversi guadagnare il diritto a restare sfidando Glad e Texi. La scelta di entrare nella squadra capitanata da Emma Marrone, si è rivelata per lui vincente. Il suo direttore artistico, infatti, ha dimostrato di riporre nel ragazzo una grande fiducia, ricambiata da Moreno, che ha sempre dato il massimo quando è salito sul palco.

Soltanto una volta Emma ha dovuto riprenderlo, per via del modo in cui aveva risposto a Miguel Bosè dopo una sua prova nel serale del 13 aprile. Qualche scaramuccia, invece, il giovane l’ha avuta con gli insegnanti; in particolare, Grazia Di Michele ha avuto il suo bel daffare per far capire al giovane che esiste altra musica, oltre al rap, e che anche questa va studiata e conosciuta. A Moreno non andò giù la decisione delle Di Michele che non lo propose per il duetto coi Modà, in quanto durante la verifica dichiarò di non aver studiato il pezzo. Moreno, però, non è né arrogante né sciocco, ed ha imparato dai propri errori, dimostrando di sapersi mettere sotto e voler lavorare duramente, tanto da rifiutare la scorciatoia della promozione diretta in finale. Tra le sue esibizioni migliori, il duetto assieme a Greta e Massimo Ranieri nel serale del 18 maggio. Caratteristica del suo rap, è di risultare gradevole pur senza le espressioni colorite e d’impatto che sono tipiche di questo genere musicale. Qualora dovesse vincere, ha dichiarato che sarebbe generoso nell’utilizzare i soldi del premio, per sfatare il luogo comune che “dice che noi genovesi abbiamo il braccino corto!”.

 

Greta Manuzi: la voce del sentimento
Greta Manuzi ha 21 anni, e vive in provincia di Cesena. Se qualcuno le avesse detto che sarebbe arrivata alla finalissima, qualche mese fa, probabilmente l’avrebbe considerato uno scherzo. Invece è tutto vero, e la cantante in forza alla squadra dei Bianchi ha saputo conquistare, passo dopo passo, tanto il pubblico quanto i professori. Grazia De Michele ha intravisto in lei, sin dagli esordi, del potenziale e , prova dopo prova, la cantante s’è guadagnata il diritto di partecipare al serale, scegliendo poi di seguire Emma Marrone.

Arrivati a questo punto, però, sono iniziate le prime vere difficoltà, e la Di Michele ha più volte negato l’assenso a farla esibire per via delle insicurezze palesate. In particolare, all’insegnante dette fastidio che Greta, in vista del duetto coi Modà, non aveva imparato il testo de “Se si potesse non morire”. Il periodo buio della giovane è proseguito quando, dopo il serale del 20 aprile, le è stato fatto notare di aver reso meno delle aspettative cantando “Bette Davis Eyes”. Piano piano, però, Greta ha saputo riprendersi, riuscendo ad arrivare, con le unghia e con i denti, fino in fondo. L’ultimo “crollo” a ridosso della semifinale: prima una crisi di personalità, poi, durante la gara, il rischio di essere eliminata nel ballottaggio con Ylenia. Fortunatamente per lei, tutti i giurati hanno dimostrato di apprezzarne le grandi doti da interprete, puntando sul suo potenziale che, quando espresso, ne fa una grande cantante. Arrivata in finale, indosserà la maglia nera,che fu del suo capitano Emma. Chissà che non le porti fortuna.

 

Verdiana Zangaro: un talento da “scoprire”
Appena arrivata ad “Amici”, sentendola cantare, Mara Maionchi le avrebbe detto: “sei bravissima, ma è come se avessi addosso una coperta, quando canti”. Forse è per questo che la ventiseienne Verdiana Zangaro, cosentina non è ancora riuscita a sfondare, nonostante una lunghissima gavetta alle spalle, fatta di studio e partecipazioni a programmi quali “Bravo, Bravissimo!”, e collaborazioni con artisti del calibro di Giorgia e Vasco Rossi. Dopo aver incantato tutti cantando “Listen”, si è guadagnata il diritto all’ingresso nel serale. A questo punto, ha deciso di affidarsi alle cure di Miguel Bosè, al fianco del quale è cresciuta moltissimo. Anche il suo insegnante Rudy Zerbi ha sempre dimostrato di riporre in lei grandi aspettative, proponendola praticamente per tutte le esibizioni singole o in duetto nel serale.

I miglioramenti fatti, le hanno fruttato l’opportunità di incidere il suo primo album, “Lontano dagli occhi”. Tuttavia, non sempre le sue esibizioni sono state coinvolgenti come ci si aspetterebbe da una cantante dotata di una voce bella, limpida e potente. Queste critiche, alla lunga, l’hanno un po’ demoralizzata, portandola a trincerarsi nuovamente dietro quella coperta che ormai dovrebbe lasciarsi alle spalle. I suoi dubbi e le sue incertezze, si sono materializzati quando, alla vigilia della terzultima serata, si è sfogata in sala prove, dicendo di sentirsi “schiacciata” dal peso delle aspettative. Ciò nonostante, è riuscita ad approdare in finale senza alcuno sforzo, seguendo un percorso estremamente lineare. E con merito, perché quando “scopre” la sua voce, lasciando emergere il sentimento e gettando la maschera, Verdiana ha davvero una marcia in più.

 

Nicolò Noto: L’eleganza, la potenza ed il controllo
Dicaiannove anni, Astigiano, Nicolò è un ragazzo che ha le idee molto chiare: “Non mi importa dove ballare, io voglio ballare. I miei sogni? Ballare con Giuseppe Piccone e incontrare Eleonora Abbagnato, ma li ho realizzati entrambi”. La sua avventura ad “Amici” è stata quasi una passeggiata: ottiene il “banco immediato” dopo aver stupito tutti alle selezioni, continuando a dimostrare di possedere, oltre ad uno smisurato talento per la danza, spirito di sacrificio e grandissima umiltà. Che si tratti di classica, dove può dare sfoggio alla sua incredibile precisione, o moderna, quando a prevalere è l’attore che è in lui, poco importa: Nicolò è nato per ballare, e non c’è stato ospite, durante le prove serali, che non sia rimasto estasiato nel vederlo riempire la scena con la sicurezza e l’eleganza che ci si aspetterebbero da un professionista. Eleonora Abbagnato, subentrata a Miguel Bosè, non ha dubbi: per lei Nicolò è già pronto a calcare scene prestigiose. Unico neo, quest’anno, è stato il doversi guadagnare l’accesso alla finalissima superando il ballottaggio con Pasquale, ballerino della squadra di Emma Marrone. Nonostante, nel corso  delle semifinali non abbia danzato benissimo come suo solito (forse per qualche problema fisico), ha saputo tirare fuori il fuoriclasse che è in lui nel momento del bisogno, e la maglia rossa che spetta al quarto finalista è ora sua. Tra l’altro, Nicolò rischia di fare incetta di premi, essendosi già aggiudicato i cinquantamila euro che spettano al vincitore della categoria Danza, ed avendo tutte le carte in regola per poter conquistare anche il primo posto assoluto.

 


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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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