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I dieci comandamenti, la diretta della seconda puntata

Ultimo appuntamento con l'analisi di Roberto Benigni del decalogo dettato da Dio a Mosè sul Monte Sinai.
Francesco La Rosa

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Ultimo appuntamento con l'analisi di Roberto Benigni del decalogo dettato da Dio a Mosè sul Monte Sinai.
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Breve anteprima con un riassunto di quanto accaduto nella puntata di ieri. Poi, un breve intervallo pubblicitario (l’unico della serata) che anticipa il lungo monologo dell’artista toscano. 

La marcetta “Il partito del pinzimonio”, realizzata da Nicola Piovani, accompagna l’entrata in scena di Roberto Benigni. Il comico toscano ringrazia il pubblico per la grande audience registrata per la prima puntata, seguita da circa 10 milioni di spettatori. “Vorrei ringraziare tutti, uno per uno, vi invierei una torta o un mazzo di rose!” Ed ecco la prima stilettata a Renzi: “Magari vi regalerei anche 80 euro!“. E scherza ancora: “Forse ho esagerato, questa mattina una persona mi ha chiesto di confessarsi, un altro voleva darmi l’8 per mille!

Si comincia con il quarto comandamento, “Onora il padre e la madre”, uno dei preferiti del comico toscano. Benigni specifica che questo è il primo comandamento orizzontale, cioè di quelli che regolano i rapporti fra gli esseri umani, ma allo stesso punto rappresenta il punto di incontro tra divino e umano. “Onora il padre e la madre significa in realtà onora la vita“, afferma. Si tratta del primo precetto divino che non prevede divieti, ma anzi, “una ricompensa”. Leggendolo tutto, infatti, l’attore mostra come la cura per i propri genitori comporti un premio da parte di Dio: “Se si onora il padre e la madre, Dio ci allunga la vita!” E specifica: “Onorare i propri genitori significa prendersi cura di loro, soprattutto quando sono anziani“.

Il quinto comandamento è “Non uccidere”. Due parole che fanno spavento, soltanto al pronunciarle. Il senso del comandamento per Benigni è chiaro: “Significa fai vivere la vita“. Il regista rivela che nessun codice, prima del decalogo divino, aveva previsto il divieto di uccidere il prossimo. Per questo le dieci regole dettate da Dio hanno una portata rivoluzionaria. La critica verso l’uomo che si macchia di un reato così grave è feroce. Prendendo spunto dall’episodio biblico di Caino che uccise il fratello Abele, dice: “Loro due non avevano mai parlato prima di quell’episodio. Oggi come allora si uccide soprattutto perchè tra le persone non c’è dialogo. L’assenza di parola è alla base di ogni forma dell’omicidio e di ogni forma di violenza”. Il discorso cade anche sulla pena di morte: “Non è mai stata introdotta per un senso di giustizia, ma per fini politici, economici e perchè nelle persone rimanesse sempre un fondo di crudeltà“.

Il sesto comandamento prescrive di “non commettere adulterio“. Subito un chiarimento: Benigni afferma che è bene distinguere da quanto a lungo la Chiesa Cattolica ha fatto credere e cioè il precetto prescrivesse di “non commettere atti impuri”, cosa non contemplata dalla Bibbia. La critica è nei confronti di una Chiesa secolarmente piuttosto bacchettona sull’argomento e che strutturava il precetto “in due parti: non commettere adulterio e restare casti di anima e corpo” E qui altra frecciata alla Chiesa moderna: “Un’ultima virtù, questa, che molti preti si tramandano di padre in figlio“. Un altro errore è che spesso parlando di atti impuri, si è spesso confuso il sesso con il peccato“. E invece il sesso è “il luogo della creazione, è la cosa che più ci avvicina a Dio, pensate al Cantico dei Cantici!”. Anche questo comandamento è rivoluzionario: “Sull’adulterio non c’era mai nessuna legge. Dio ha voluto regolamentare la famiglia, la coppia e il matrimonio.” Il senso ultimo di questo comandamento è proteggere l’amore ed in particolare la fedeltà.

Settimo comandamento, “Non rubare”. Benigni dice che “è stato pensato direttamente per noi italiani, un comandamento ad personam“. In origine, dice, esso si riferiva al furto delle persone, al sequestro. Per questo “segna un passo importante per l’evoluzione della storia dell’uomo“, nato con l’intento di eliminare la schiavitù. Eppure, riflettendo sulla storia attuale, la schiavitù esiste ancora, sotto varie forme, verso le quali Benigni è molto duro: il lavoro nero, le donne vendute per farle prostituire. Il regista riflette poi sul concetto di furto, un'”offesa a Dio” e sull’ abbrutimento nel quale si è caduti dal punto di vista sociale e politico: Rubare è diventato ormai normale, anzi certe volte c’è stima verso il ladro, chi ruba non si vergogna più! Vendere la propria anima, farsi comprare è una lordura! Oggi anche negli affari, nella finanza la regola è: fai agli altri ciò che non vuoi che venga fatto a te!” . Le forme di furto per Benigni sono tante: l’evasione fiscale, l’eccessiva tassazione da parte dello Stato, l’abusivismo. Soprattutto, la forma più grave di furto che rovina l’anima è quando si nega ad una persona di lavorare, perchè in questo modo “non è libera di vivere“. 

“Non dire falsa testimonianza” è l’ottavo comandamento. Roberto Benigni sottolinea come esso sia cruciale e come esso sia indissolubilmente legato al tema della giustizia. “Con una calunnia si può uccidere una persona“, dice. Questo precetto dimostra come la parola possa riuscire, nella sua semplicità e allo stesso tempo il suo peso, a distruggere il prossimo. Benigni centra poi la sua riflessione sul concetto della verità: “Dobbiamo cercarla, trovarla e l’unico modo per trovarla è dirla. Così si diventa veri e belli“. Spesso la verità però è celata da chi detiene il potere, che ha paura di farla venire fuori. Ed è un peccato, perchè “essa è grandiosa, crea fiducia“.

Il nono comandamento è “non desiderare la donna d’altri”. Inizialmente esso era unito all’ultimo comandamento, “non desiderare la roba d’altri”. Anche in questo caso Benigni ci tiene a fare un distinguo. Leggendo il testo, lo showman toscano chiarisce che non è proibito guardare la donna di un altro, il comandamento non prescrive “un divieto ad una reazione spontanea davanti alla bellezza“. Quello che il precetto vieta è di elaborare una strategia, che non badi ad alcuna legge morale, mirante a conquistare e ad impossessarsi della donna di un altro, con la quale è unita in matrimonio. 

Ed eccoci all’ultimo comandamento dettato da Dio, “non desiderare la roba d’altri”. Roberto Benigni dice che questo è il comandamento che dimostra come il desiderio, tendenza umana naturale, venga stravolto “dalla bramosia, dall’invidia, dalla concupiscenza”. La violazione di questo precetto rappresenta la negazione di tutto il senso della Bibbia, rappresenta soprattutto il ritorno alla schiavitù, che l’ottavo comandamento vuole eliminare. Violando questo precetto, l’uomo si annulla e finisce per perdere quella unicità che lo contraddistingue. 

La riflessione sui 10 comandamenti è finita, ma Benigni vuole concentrare la sua attenzione su quello che è stato il precetto preferito da Gesù, “ama il prossimo tuo come te stesso“. Roberto Benigni rivela come a questo punto i libri sacri, la Bibbia rappresentano un commento a questo precetto che Gesù ha voluto condividere con il mondo. Attraverso le parole di Gesù, il premio Oscar ribadisce il bisogno e la necessità dell’amore:Affrettiamoci ad amare, amiamo sempre troppo poco e troppo tardi. Non esiste un emozione più grande che la nostra vita dipende da un’altra persona. L’amore combacia con il significato di tutte le cose: la felicità, Cercatela continuamente, ora, sempre, tutti i giorni. E conclude con una poesia di Whitman, nella quale rinnova l’invito ad apprezzare il creato, tutto ciò che ci circonda, perchè “è bene ogni tanto, inginocchiarsi davanti al mondo, all’esistenza”.

Si conclude qui l’appuntamento con “I dieci comandamenti”. Due ore di intenso e commovente monologo da parte di un Benigni a dir poco superlativo.


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Nasco a Napoli nel 1989, ma la mia città è San Giorgio a Cremano, la stessa di uno dei miei miti: Massimo Troisi. Gli studi mi hanno portato a Roma, dove mi sono laureato in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione alla Sapienza. Sono giornalista pubblicista. Il varietà è il mio genere preferito, sia in tv che in radio. A ruota seguono serie tv e quiz. La mia passione è il Festival di Sanremo: da piccolo fantasticavo di cantare sul palco dell'Ariston, ora mi limito a sognare di condurlo!

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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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Notte degli Oscar 2021 su Sky Cinema Oscar, Sky Uno e Tv8

Tutte le notizie sull'appuntamento più prestigioso che è visibile oltre che su Sky anche in chiaro su Tv8. Le novità
Joele Germani

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Notte degli Oscar 2021
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La Notte degli Oscar 2021, l’appuntamento più atteso dal mondo del cinema, va in onda nella notte tra il 25 e il 26 aprile su Sky in diretta. Si parte dalle 00:15 su Sky Cinema Oscar® (canale 303 di Sky) con tutte le premiazioni. La diretta della 93ª edizione degli Oscar® sarà trasmessa in contemporanea anche su Sky Uno e in chiaro su TV8.

Notte degli Oscar 2021 su Sky Cinema Oscar, Sky Uno e Tv8

Dagli studi Sky Francesco Castelnuovo accompagna gli spettatori per l’intera serata. Commenta i momenti salienti insieme al “Cinemaniaco” Gianni Canova e alla giornalista di Sky TG24 Denise Negri. Ospiti l’attrice Anna Foglietta, la regista e attrice Michela Andreozzi, l’attore Lillo e il giornalista esperto di moda Ildo Damiano.

Ricordiamo che Laura Pausini è candidata agli Oscar® per la miglior canzone Io sì (Seen) per la colonna sonora del film La vita davanti a sé in cui Edoardo Ponti dirige la madre Sophia Loren.

In un’intervista esclusiva a Sky Cinema, ci racconta l’emozione per la nomination e la partecipazione alla Notte degli Oscar®, il suo ricordo di Ennio Morricone e il suo rapporto con Sofia Loren.

Oscars After Dark 2021

E per la prima volta, dalle 5:00 del mattino in diretta dalla Union Station di Los Angeles Oscars After Dark 2021. Un evento che, al termine della cerimonia di premiazione, accompagna gli spettatori dietro le quinte dello spettacolo catturando l’euforia e le emozioni della serata. È qui che si possono seguire le interviste esclusive a tutti i vincitori ed è qui che -alla stazione di incisione-i premiati vedranno per la prima volta il loro nome sull’ambita statuetta.

La Notte degli Oscar® 2021 sarà riproposta integralmente lunedì 26 aprile su Sky Cinema Oscar® a partire dalle 12:15. Mentre in prima serata l’appuntamento con “Il meglio della Notte degli Oscar® 2021” sarà in onda dalle 21:15 su Sky Cinema Oscar® e su Sky Uno e in seconda serata in chiaro su TV8, disponibile anche on demand su Sky e in streaming su NOW.

Tutti gli aggiornamenti sulla programmazione e sul live sono disponibili su tg24.sky.it/spettacolo, sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter di Sky e tg24.sky.it/oscar.


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