The Voice 3, la parola ai coach


I coach del talent di Rai2 si raccontano a poche ore dall'inizio del programma.


Pochi giorni fa vi abbiamo presentato le principali novità che riguardano The Voice 3. Ora è il momento di lasciare la parola ai coach che si daranno battaglia per far emergere i talenti delle proprie squadre. A partire dalla coppia padre e figlio composta dal membro dei Pooh, Roby Facchinetti, e suo figlio Francesco, ex cantante e oggi uomo di spettacolo: “Alle blind audition abbiamo 90 secondi per decidere se una voce ci piace o no. Sicuramente essere padre e figlio ci aiuta perché ci capiamo al volo. Qualche volta invece dovremo fidarci l’uno dell’altro” spiega Facchinetti Senior. “Il mio contributo al programma sarà la mia esperienza, credo di avere l’intuito e la sensibilità per capire se una voce ha davvero del talento e le qualità per meritarsi questo palco”.

A fargli eco è Francesco: Mio padre è stato ribattezzato ‘lo schiacciatore maledetto’, ormai schiaccia il pulsante a priori. Sono contento di fare questa esperienza con lui, finora con mio padre ho condiviso solo le pagelle a scuola e Sanremo, ed entrambe le cose sono andate male” scherza con i giornalisti. “Sono felice anche dei miei colleghi, in particolare di Noemi che ho visto nascere qualche anno fa a X Factor. Le critiche sul mio conto? All’inizio ci soffrivo, poi ho capito che il mio ruolo è scatenare reazioni, anche sul web. Per cui se non ci saranno commenti e critiche mi arrabbierò” (ride, ndr).

Piero Pelù, nel cast del programma sin dalla prima edizione, ricorda il giorno in cui nel lontano 1981 si recò a casa di Roby Facchinetti per consegnargli una cassetta del proprio gruppo allora sconosciuto, i Litfiba“Gli chiesi di farmi sapere cosa ne pensasse, ma non mi ha mai richiamato. Ora però sono felice di ritrovarlo come vicino di poltrona in un programma musicale. Siamo agli opposti come stili ma la musica ci unisce al di là dei generi”.

Il rocker però solleva anche una polemica che riguarda la carriera dei ragazzi che partecipano a The Voice: “La casa discografica legata al programma non segue i talenti che escono da qui: nella seconda edizione ho scritto un brano per Giacomo Voli e la Universal non lo ha nemmeno chiamato per fargli fare promozione, questo è tafazzismo criminale, spero che la major cambi mentalità e si renda conto della possibilità che ha. Altrimenti si facciano avanti le etichette indipendenti che hanno voglia di valorizzare i talenti”.

La rossa Noemi aggiunge: L’anno scorso i 4 finalisti erano nei primi 10 posti di iTunes. Però per restare in classifica serve un progetto a cui può lavorare l’industria discografica, non noi”. La cantante, veterana del programma insieme a Pelù, rivela che i Facchinetti le daranno del filo da torcere: “Io e loro due siamo i coach più pop in giuria. Ci saranno corpo a corpo devastanti per accaparrarsi i talenti”.

J-Ax, che l’anno scorso ha portato Suor Cristina alla vittoria, commenta così: “Quest’anno vorrei piazzare un talento in cima alle classifiche, a prescindere se vincerò o no. L’anno scorso mi sono ritrovato in una polemica di costume e religione. Vorrei dimostrare che anche senza l’intervento divino si può fare un bello spettacolo musicale. Questo è l’anno in cui si deve trovare il successo discografico”.

 



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