The Voice 3: i nostri giudizi sulla 3° puntata


I nostri pareri sui concorrenti della terza blind audition di The Voice.


 La puntata si è aperta con Fatima, che ha cantato un successo di Beyoncé: Déjà Vu. Il modello della ragazza è chiaramente la popstar della quale ha interpretato il brano. A suo favore comunque giocano una buona grinta, presenza scenica e il fatto di essere una bella ragazza, cosa che non guasta mai.

Marco ha incendiato il palco con la sua versione di Come Together dei The Beatles: voce molto profonda, rock, esibizione coinvolgente e del tutto convincente.

Attitudine e voce soul per Roberto con You Are So Beautiful di Joe Cocker. Il suo timbro caldo non sembra affatto quello di un ragazzo di soli 24 anni.

Chiara si è invece esibita in una versione piano e voce de Le cose in comune di Daniele Silvestri. La giovane canta in modo molto naturale e senza fronzoli; è cresciuta a pane e musica italiana e ha portato un mondo musicale diverso dalla maggior parte delle solite performance.

{module Google richiamo interno}Luca ha dato voce al suo amore per il reggae con Three Little Birds di Bob Marley. Esecuzione che lascia ben pochi dubbi sul suo talento, ma al tempo stesso lascia intravedere la possibilità di impiegare la sua voce anche in altri generi musicali.

Denise, appartenente alla cultura celtica, ha scelto Scarborough Fair di Simon & Garfunkel offrendo una versione davvero eterea del brano.

Lavinia stupisce i coach con Bongo Bong di Manu Chao, impreziosita da una parte rap sia in inglese che in italiano. Ragazza grintosa che ha dimostrato non solo di saper rappare ma di essere in grado anche di cantare.

Tra i concorrenti promossi c’è anche Valerio, fratello di Mietta. Pelù, il coach che lo ha scelto, gli ha detto che ha bisogno di diventare più “cattivo” nel modo di cantare. La sua versione di Insieme a te sto bene in effetti è risultata alquanto anonima.

Bella sorpresa è stata Virginia, la bassista che ha portato Hit The Road Jack: voce sensuale che può sposarsi molto bene anche con un genere più pop.

Benny invece è apparso troppo simile a George Ezra nell’interpretazione di Budapest.

Una delle migliori della serata è stata Sarah Jane con When I Was Your Man di Bruno Mars. Da anni lavora nel mondo della musica e si sente: voce matura, precisa, dotata non solo di estensione ma anche di interpretazione.

In chiusura Sofia con E la luna bussò (versione gradevole e personale, che ha tentato di discostarsi dall’originale) e Viola con Stay di Rihanna (voce profonda, in contrasto con il suo aspetto di ragazza dolce).

Qui la diretta della terza puntata.



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