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Crozza nel paese delle meraviglie, quinta puntata

Tutte le imitazioni e le parodie dei personaggi della politica e della società italiana nel programma del comico genovese su La 7

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Tutte le imitazioni e le parodie dei personaggi della politica e della società italiana nel programma del comico genovese su La 7
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Pronti, via e il comico apre con un monologo sulla tragedia dell’Airbus caduto in Francia. Il discorso cade sull’infelice tweet di Daniela Santanchè, nella quale la parlamentare chiedeva informazioni sulla nazionalità dei piloti del velivolo. “Nemmeno se ti fumi tutta la Giamaica dici una boiata del genere!“, esclama Crozza. Satira, ma soprattutto critica anche su Grillo, che ha pubblicato sul suo blog un fotomontaggio inopportuno con Renzi in cabina di pilotaggio di un aereo. Stilettate anche per il leghista Salvini e le sue posizioni contro gli immigrati. “E’sempre in tv, ogni tanto deve cambiare il suo repertorio per non dire sempre le stesse cose!

E non manca anche qualche frecciatina a Maurizio Landini, che domani a Roma presenterà la sua “coalizione sociale”. Crozza riflette sul significato di questa espressione, che non è chiaro. “E’una via di mezzo, tipo Conchita Wurst!” Poi lo imita e al giornalista che fuori campo lo intervista risponde: “Non è un partito, non è un sindacato, non è un circolo, è un aggregazione sociale!” A non intendere le intenzioni dell’ex leader FIOM è anche una finta Susanna Camusso, scettica anche sui possibili risultati elettorali di Landini: “Per me prendi lo 0,4%!” Basta la promessa di una vecchia auto Prinz, proposta dalla collega, per farlo tentennare: “Se mi regali la Prinz, allora resto nel sindacato!

Ancora tanto spazio alla politica. Crozza accenna alla vittoria di Silvio Alessi, vicino a Forza Italia e allo stesso tempo capace di vincere primarie del Partito Democratico ad Agrigento. E’ un chiaro esempio per far capire ai telespettatori come all’interno del principale partito del centrosinistra ci sia una certa confusione ideologica, stato in cui versa anche il segretario Matteo Renzi. Il comico scherza su denti del politico toscano: “E’ il topo Gigione della politica italiana!” La presa in giro continua, prendendo spunto da un intervento del premier all’università Luiss. Parte la parodia con il “Renzi Luiss show”, davanti ad un pubblico estasiato per la sua presenza. 

L’attenzione di Renzi – Crozza nei confronti della politica è scarsa, preferisce concentrare la sua attenzione su argomenti leggeri. E sull’interim alle Infrastrutture afferma: “Non sapete come mi angustia avere più potere, proprio non volevo!“. Nel momento in cui gli si chiede di parlare della Rai, crea uno show nello show, “Renzi mattina”. Si improvvisa conduttore di una rubrica di medicina, con tanto di dottore e di paziente. Pubblicizza la “Matteolina”, crema magica che guarisce le persone dalla malapolitica, ovviamente quella dell’opposizione.

Tornato in onda dopo la pubblicità, Maurizio Crozza riflette sulla presenza massiccia dei cinesi a Milano. Il comico rivela come molti imprenditori del paese asiatico abbiano fatto fortuna in Italia, controllando società importanti in diversi settori, tra i quali gas ed elettricità. Non a caso, . Inevitabile parlare della Pirelli, passata proprio ai cinesi: “A Tronchetti Provera hanno lasciato solo una ruota!”

Un italiano che invece ha fatto fortuna all’estero è Sergio Marchionne, l’a.d. Fiat. E’notizia di questi giorni che le gesta imprenditoriali del presidente Ferrari sono studiate anche ad Harvard. Crozza veste i panni di Marchionne e gli fa dire: “Vendere la Fiat agli americani facendo finta di aver comprato la Chrysler non è geniale?” Dalla parodia, viene fuori il personaggio di un manager più fortunato che bravo nelle sue scelte aziendali, furbo e con le idee chiare su come aumentare i propri guadagni. “Ho un piano diabolico: “Voglio fondere tutte le cause automobilistiche!” E sul suo mega stipendio da 60 milioni di dollari annui, commenta così: “In realtà posso permettermi tutto, ma con maglioncino e profilo basso si raggiunge il top!”

La prossima vittima è il direttore del Tg La 7, Enrico Mentana, sempre alle prese con le “maratone televisive”, dove interagisce con i suoi colleghi inviati in diverse parti d’Italia. Il collegamento con una giornalista da Palazzo Chigi si interrompe in modo goffo. La donna infatti vola via con i palloncini che ha appena comprato da un ambulante. Come in ogni occasione, salta tutto. Prima un altro collegamento con un giornalista, poi viene trasmesso un rvm sbagliato. Alla fine, il finto Mentana rimane addirittura infilzato da una freccia. L’imitazione del giornalista è curata da Crozza nei minimi particolari. L’esibizione dimostra come lo showman abbia studiato a fondo Enrico Mentana, con un’attenzione particolare alla gestualità e al modo di parlare. 

Dal giornalismo si passa al calcio. Maurizio Crozza parla della questione degli oriundi in nazionale, la cui presenza è stata criticata da Roberto Mancini, allenatore dell’Inter. Il comico è a favore dei naturalizzati in maglia azzurra: “Senza gli oriundi non avremmo avuto grandi giocatori come Sivori e Altafini“. Rispondendo a Mancini, dice: “Meglio gli oriundi che gli orendi in Italia!“. Gli “orendi” sono Moggi e Giraudo, protagonisti di Calciopoli, i cui reati imputati sono caduti in prescrizione.

Di “oriundo”, almeno nel modo di parlare, nel mondo del pallone italiano c’è ancora qualcuno: Massimo Ferrero. Il presidente della Samp è, come d’abitudine, stralunato e fuori controllo. Non ricorda in che paese si trova e crede di essere in Islanda. Questa sera pensa che sia morto il cantante Al Bano. Per Andrea Zalone, finto giornalista che lo intervista e co-autore del programma, è davvero difficile trattenere le risate. In studio, tra il pubblico, ci sono anche Lorenzo De Silvestri ed Emiliano Viviano, giocatori della “sua” Sampdoria. Il finto Ferrero storpia anche i loro cognomi e confonde il primo dei due con “Gatto Silvestro”. 

Chiusura consueta con la parodia di Voyager. Le tematiche che “Kazzenger” vuole affrontare sono sempre sconclusionate, ma proprio per la loro assurdità fanno sorridere. Il numero del comico si basa su una comicità costruita sui giochi di parole, ad esempio:  “Misteri e ricorrenze: quando un santone fa un compleanno gli si fanno gli auguru?”. Qualche parolaccia di troppo, però, macchia un’imitazione solitamente gradevole.

Con quest’ultimo personaggio, termina la quarta puntata. “Crozza nel paese delle meraviglie” torna venerdì 3 aprile alle 21,10, sempre su La 7.  


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Nasco a Napoli nel 1989, ma la mia città è San Giorgio a Cremano, la stessa di uno dei miei miti: Massimo Troisi. Gli studi mi hanno portato a Roma, dove mi sono laureato in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione alla Sapienza. Sono giornalista pubblicista. Il varietà è il mio genere preferito, sia in tv che in radio. A ruota seguono serie tv e quiz. La mia passione è il Festival di Sanremo: da piccolo fantasticavo di cantare sul palco dell'Ariston, ora mi limito a sognare di condurlo!

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Il vecchio e la bambina film, al via le riprese – trama, cast, anticipazioni

Partono le riprese del docufilm ispirato a Ernest Hemingway. L'obiettivo è di promuovere i territori del Veneto

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Maria Grazia Cucinotta Il vecchio e la bambina
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Sono iniziate lo scorso 8 giugno le riprese de Il vecchio e la bambina, il docufilm ambientato tra le splendide location del Veneto.

Il film vuole, infatti, ripercorrere tutti i luoghi del territorio dove Ernest Hemingway ha vissuto, dalla Grande Guerra in poi, in un viaggio in cui lo scrittore e la nipote sono i protagonisti.
Tra incontri speciali, luoghi e ricordi, Hemingway viene rievocato in tutta la sua grandezza.

Il vecchio e la bambina film Maria Grazia Cucinotta

Il vecchio e la bambina – l’iniziativa

Il vecchio e la bambina non ha solo l’obiettivo di omaggiare lo scrittore americano ripercorrendo alcuni dei suoi momenti più intimi.
Lo scopo del docufilm è anche di accrescere l’attrattiva turistica dei territori dei GAL veneti. Questi sono: Venezia orientale, Montagna e pedemontana Vicentina, Colli Euganei e bassa Padovana, Medio Polesine e Alta marca Trevigiana.
Il film nasce, infatti, grazie alla partnership tra Corrado Azzollini e HGV Italia, in occasione del progetto di cooperazione internazionale “Veneto rurale”.
I gruppi promuovono il progetto grazie al finanziamento della Misura 19 – Sviluppo Locale Leader del PSR 2014-2020 della Regione Veneto.

La Regione Veneto, la Fondazione Veneto Film Commission e la Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo, sostengono l’intero progetto per un valore di 450.000,00 euro.

Giorgio Fregonese, Presidente di VeGAL, gruppo capofila del progetto, dichiara che “la valorizzazione del patrimonio naturalistico storico-artistico ed enogastronomico dei nostri territori, è l’obiettivo principale del progetto condiviso fra i GAL e contribuisce alla strategia di promozione turistica della Regione Veneto.”
Abbiamo creduto e investito molto nella realizzazione di questo film documentario – continua – che racconterà i territori rurali dei GAL attraverso un viaggio evocativo nell’intento non solo di far conoscere luoghi e paesaggi che li contraddistinguono, ma anche di emozionare lo spettatore ed alimentare il desiderio di progettare viaggi futuri con destinazione le aree rurali venete“.

Sebastiano Rizzo Il vecchio e la bambina

Regia e produzione del docufilm ispirato a Hemingway

Alla regia de Il vecchio e la bambina c’è Sebastiano Rizzo, ex volto di fiction di successo come Distretto di Polizia, Squadra Antimafia e Don Matteo. Nel 2015 l’attore ha esordito nella regia cinematografica in Nomi e cognomi. 
Nel cast ci sono Totò Onnis, con cui il regista aveva già precedentemente collaborato in “Nomi e cognomi”, e Maria Grazia Cucinotta. L’attrice mostra il suo entusiasmo per il ruolo delicato che ricopre: “Nel film faccio la nonna. Spero di diventare nonna, intanto faccio le prove. Sono contenta di questo ruolo, in molte attrici avrebbero paura di perdere la loro freschezza, io no. Lotto contro tutti i tipi di pregiudizio femminile (e non solo).”
La produzione è di Corrado Azzollini per la Draka Production, di cui lui stesso è il produttore.

 

 


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La Rai ricorda Alfredino Rampi, il palinsesto speciale fino al 13 giugno 2021

Quarant'anni dopo la tragica fine della vita del giovane Alfredino Rampi, la Rai ricorda la vicenda e le dedica un palinsesto speciale.

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Rai ricorda Alfredo Rampi
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La Rai ricorda la storia di Alfredino Rampi, bambino di sei anni che morì tragicamente il 13 giugno 1981, dopo essere caduto in un pozzo artesiano profondo 80 metri e largo solo 30 centimetri. Il pozzo è sito nelle campagne di Vermicino, nei pressi di Frascati.

La Rai ricorda Alfredo Rampi, detto Alfredino

La sera di mercoledì 10 giugno Ferdinando Rampi, il padre di Alfredo, detto Alfredino, passeggiava con due amici e suo figlio in campagna. La famiglia è in villeggiatura a Vermicino, vicino Frascati. Alle ore 19:20, l’ora del rientro a casa, Alfredino chiese al padre di poter continuare la passeggiata da solo, attraverso i campi circostanti la loro abitazione; Ferdinando acconsentì, ma giunto a casa, intorno alle ore 20:00, scoprì che il bambino non era ancora tornato. 

Le ricerche condotte da Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco condussero un agente di polizia, il brigadiere Giorgio Serranti, al suddetto pozzo artesiano. Dove l’uomo riuscì a sentire i lamenti di Alfredino, mettendo in moto la macchina dei soccorsi.

La vicenda divenne di dominio pubblico: 21 milioni di italiani seguirono le vicende attraverso radio e televisione, con la speranza di poter vedere Alfredino tratto in salvo. Persino l’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, si recò a Vernicino pere dimostrare il supporto dello Stato alla famiglia. A quel punto, però, oltre 10 000 persone si erano radunate intorno al pozzo, per assistere dal vivo ai soccorsi. Pensate, che incominciarono ad arrivare anche venditori ambulanti di cibo e bevande, attirati dalla folla.

Rai ricorda Alfredo Rampi

Purtroppo, ogni tentativo di salvare il bambino si rivelò inutile. Nemmeno gli esperti speleologi del Soccorso Alpino, che si offrirono come volontari per calarsi nel pozzo, riuscirono ad aiutarlo. Chiunque ne era in grado tentò di aiutare Alfredino; nani, esperti speleologi privati e persino un contorsionista circense, soprannominato “Denis Rock”. Tuttavia, a causa del tentativo di soccorrere il bambino scavando un pozzo parallelo a quello in cui era caduto, Alfredino era scivolato ancora più in basso; a oltre 60 metri di profondità.

Verso le 9:00 del 13 giugno, tre giorni dopo la caduta di Alfredino nel pozzo, venne calato nel buco uno stetoscopio, per confermare la presunta morte del bambino. Intorno alle ore 16:00, infine, si introdusse nel pozzo anche una telecamera fornita dalla Rai; che, purtroppo, individuò la salma immobile ed ormai esanime di Alfredino.

La Rai ricorda Alfredino Rampi, il palinsesto dell’11 giugno 2021

Venerdì 11 giugno alle 9, RaiNews24 cura, quindi,  uno Speciale condotto da Eva Giovannini. Al quale partecipa Piero Badaloni, il conduttore della diretta dal pozzo quaranta anni fa. Laura Tangherlini è invece inviata a Vermicino, per fornire immagini recenti a supporto della ricostruzione delle drammatiche ore di attesa del 1981.

Sempre venerdì 11 giugno, su Rai 1, anche La Vita in Diretta, in onda dalle 17.05, dedica un corposo approfondimento all’anniversario della morte di Alfredino.

Infine, tutte le Testate Rai dedicano una copertura informativa speciale al quarantennale della tragedia di Alfredino; gli speciali sono integrati nelle edizioni dei rispettivi telegiornali e giornali radio.

Il palinsesto del 13 giugno 2021: quarant’anni dopo

Domenica 13 giugno 2021, infine, sono previsti ulteriori commemorazioni della vicenda, in occasione del quarantennale della morte di Alfredino.

Il primo appuntamento è con Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre), che trasmette Il giorno e la storia a partire dalle 5.30 del mattino. Il programma è in replica alle 8.30, 11.30, 14 e alle 20 sempre su Rai Storia. Il documentario ripercorre, tramite immagini di repertorio, i drammatici momenti in cui si comprese che Alfredino Rampi era morto.

Sono approfonditi, inoltre, i tentativi di Angelo Licheri, tipografo di origini sarde; che i virtù della sua corporatura minuta si fece calare nel pozzo. Licheri tentò per tre volte di imbracare il piccolo Alfredino per trarlo in salvo. Purtroppo, nessuna delle imbracature fornite a Licheri riuscì a sostenere il peso di Alfredino, che non aveva più forze per aiutare i suoi soccorritori.

Infine, Uno Mattina in Famiglia, propone su Rai 1, dalle 6.30 del mattino, un ricordo di quel giorno. Quindi, Rai3 trasmette in prima serata, dalle 20.10,  una puntata speciale di Frontiere:  Speciale Vermicino. E’ prevista la partecipazione di ospiti speciali, per fornire testimonianze e materiali inediti risalenti al 1981.

Il quarantennale, dunque, diventa sui canali Rai un’occasione per ricordare e riflettere sul ruolo della Protezione Civile, delle Forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco. Ma, anche, un modo per commemorare la vittima innocente, Alfredino, e i numerosi volontari che tentarono, anche se invano, di salvarlo.

Il palinsesto del 10 giugno 2021

Giovedì 10 giugno il il Tg2 ha dedicato la puntata delle 10.10, in onda su Rai 2, ad Alfredino Rampi. Sono state raccolte le testimonianze di ospiti che parteciparono dal vivo ai tentativi di recupero; fra cui, il succitato Piero Badaloni; e Massimi Lugli, un cronista de La Repubblica che si collegò da Vermicino in quei giorni tra il 10 e il 13 giugno 1981.

Poi, la redazione di Tgr Lazio ha curato un focus alla vicenda negli speciali di Buongiorno Regione con ulteriori approfondimenti nelle edizioni del Telegiornale di Rai 3, in onda alle 14 e alle 19.30.

Inoltre, su Radio1 è stato trasmesso alle alle 17 Il mix delle 5, condotto da Giovanni Minoli. Il programma radiofonico ha ricordato l’anniversario, seguito da Tra poco in edicola, in onda dalle 23.30, con Stefano Mensurati per un racconto esaustivo e completo delle vicende tragiche di quei giorni.


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Io, lui, lei e l’asino film – trama, cast, finale

La pellicola racconta la singolare storia di un'insegnante in vacanza con il marito, l'amante e l'asino.

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Io lui lei e l'asino film
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Arriva nelle sale cinematografiche, e successivamente anche il tv, il film Io, lui, lei e l’asino. Si tratta di una pellicola di genere commedia.

L’anno di realizzazione è il 2020, la produzione è della Francia e la durata è di un’ora e 35 minuti. La distribuzione in Italia è della Kitchen Film.

Io lui lei e l'asino film attori

Io lui lei e l’asino film – regia, protagonisti, dove è girato

La regia è di Caroline Vignal. Protagonisti principali sono Antoinette Lapouge e Vladimir Loubier interpretati rispettivamente da Laure Calamy e Benjamin Lavernhe. Nel cast anche Olivia Côte nel ruolo di Eléonore Loubier.

Le riprese si sono svolte in Francia, in particolare a Cévennes, una catena montuosa situata nei pressi di Lozére.

La produzione è della Chapka Films in collaborazione con La FilmerieFrance 3 Cinéma. Il titolo originale è Antoinette dans les Cévennes.

Io lui lei e l'asino film dove è girato

Io lui lei e l’asino – trama del film

Antoinette, un’insegnante, non vede l’ora di fare le sue vacanze estive con Vladimir, il suo amante e il padre di una delle sue studentesse, Alice.

Quando viene a sapere che Vladimir non può venire perché sua moglie Eléonore ha organizzato un’escursione a sorpresa nelle Cévennes con la loro figlia e un asino, Antoinette decide di seguire le loro tracce sul sentiero Stevenson, da sola con Patrick, un asino protettivo.

Dopo un inizio difficile con il suo asino, non sempre docile, finisce per sviluppare una certa complicità con lui, raccontandogli la sua vita e i suoi numerosi insuccessi sentimentali. Durante la sua seconda tappa, si perde e passa la notte fuori, poi si accorge al mattino di essere tornata al punto di partenza. Successivamente Vladimir arriva al rifugio con sua moglie e sua figlia. Erano sorpresi di vederla, ma si offrono di andare in viaggio insieme il giorno dopo.

Eléonore capì la relazione di Antonietta con suo marito, e la prese da parte per descrivere Vladimir come un uomo volubile che aveva molte conquiste femminili, pur rimanendo incrollabilmente legato a sua moglie. Antoinette decide di rompere con lui.

Dopo una caduta, Antoinette si sloga la caviglia e pensa che la sua passeggiata sia finita. Ma un guaritore di fede la guarisce e lei è in grado di riprendere il suo viaggio.

Spoiler finale

Arriva alla fine della sua escursione, ma la mattina dopo si rende conto che Patrick è già partito con un altro turista e lei non l’ha salutato. Corre lungo il sentiero per raggiungere lui e l’uomo che ha assunto i suoi servizi. L’uomo ha qualche difficoltà a farlo andare avanti. Lui si offre di accompagnarla per un po’, lei finalmente accetta. L’happy ending è assicurato.

Io lui lei e l'asino film finale

Io lui lei e l’asino – il cast completo

Di seguito il cast del film Io lui lei e l’asino e i rispettivi personaggi interpretati dagli attori

  • Laure Calamy (Un piano perfetto) – Antoinette Lapouge
  • Benjamin Lavernhe – Vladimir Loubier
  • Olivia Côte – Eléonore Loubier
  • Marc Fraize – Michel
  • Jean-Pierre Martins – Shériff
  • Louise Vidal – Alice Loubier
  • Lucia Sanchez – Annie
  • Maxence Tual – Jacques
  • Marie Rivière – Claire
  • François Caron – Bernard
  • Ludivine de Chastenet – Elizabeth

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