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Difendiamo i minori dalle insidie della tv

Un'analisi dei comportamenti poco corretti tenuti dalla tv generalista nei riguardi dei minori

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Un'analisi dei comportamenti poco corretti tenuti dalla tv generalista nei riguardi dei minori
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Limitiamoci alla tv generalista. Il record di segnalazioni negative è toccato al Grande Fratello, sanzionato più volte per bestemmia. Ma spesso a finire sotto l’occhio vigile del Comitato sono anche programmi come Chi l’ha visto? Pomeriggio 5, Quarto grado. E persino L’Arena di Massimo Giletti, ad esempio, in onda la domenica pomeriggio. Il problema principale  di tali programmi  è il tipo di argomenti affrontati: la tragedia di Avetrana e l’uccisione della piccola Sara Scazzi con dettagli sui particolari della vicenda, per mesi e mesi hanno martellato i telespettatori di tutte le età. Il bisogno di catturare la curiosità del pubblico e far lievitare gli ascolti, spingono a mandare in onda contenuti, dichiarazioni, filmati, non idonei al pubblico infantile e adolescenziale  che non ha la formazione psicologica per elaborarli correttamente.

Naturalmente i notiziari nazionali sono anch’essi nell’occhio del ciclone. Spesso, infatti, i Tg eccedono in un’informazione spettacolarizzata. E’ accaduto, ad esempio durante la rivolta in Libia. Quasi tutti i Tg hanno riproposto la visione della morte di Gheddafi e lo scempio fatto del suo cadavere. Immagini dure, che sicuramente colpiscono la fragilità psicologica del pubblico under 18 e non solo. Persone particolarmente sensibili possono subire veri e propri traumi.

Il comitato di autoregolamentazione ha monitorato tutti i Tg in quei giorni, rilevando che alcuni, in fascia protetta, altri, in orari di massimo ascolto, hanno mandato in onda immagini e filmati senza neppure avvertire che la visione era sconsigliata ai minori e al pubblico particolarmente influenzabile.

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Questa scarsa attenzione si è riscontrata anche nei contenitori come Pomeriggio 5, e in Quarto grado, il programma di approfondimento della cronaca nera condotto da Salvo Sottile su Retequattro.

Insomma, la conclusione è davvero amara: man mano che si va avanti, il piccolo schermo mostra una indifferenza sempre maggiore e colpevole per la difesa dei minori. Naturalmente, come sempre, l’obbiettivo è lo stesso: gli ascolti che devono lievitare a qualunque costo.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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