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Amici 16 protagonista di maggio 2017

Newsletter di maggio 2017.
Alessandro De Benedictis

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Il vincitore è stato Andreas Müller, un bravo ballerino che veniva dalla Squadra Blu e che ha conquistato la finalissima contro un suo ex-compagno di team, il cantante Riccardo. Quest’ultimo, a dire il vero, non ha mai dimostrato di avere numeri sopra la media, ma era forte delle grosse simpatie del pubblico. Gli altri finalisti erano Federica – altra cantante della Squadra Blu – e Sebastian, talentuoso ballerino della Squadra Bianca. Loro sono stati eleiminati nella prima manche della finale, senza demeritare.

Le dieci puntate in prima serata di Amici hanno racchiuso tre sfide: la prima si è consumata sul piano degli ascolti con il sabato di Rai1; la seconda era finalizzata a confermare la salute di un programma arrivato alla sedicesima edizione; la terza si è basata sulle polemiche dopo l’addio burrascoso di Morgan.

Pur senza guizzi, il confronto con gli ascolti di Rai1 è stato soddisfacente. Amici ha segnato quasi sempre il punto ai danni di Ballando con le stelle – l’antagonista naturale di Amici, terminato ad aprile -. Uniche due débâcle quelle contro la puntata del 9 aprile di Ballando con le stelle e contro la finale dell’Eurovision del 13 maggio.

AMici finale 1

Il discorso sullo stato di salute del programma è più complesso. La media totale di 4,1 milioni di spettatori è un buon risultato, soprattutto perché poggia su una base solida fatta di giovani e adolescenti. Nella sola finale sono arrivati più di 3 milioni di voti per i ragazzi, durante le varie sfide. Un risultato di grande rilevanza. Però, quello degli ascolti è anche il peggior risultato dal 2011. Il panorama televisivo in sei anni è cambiato moltissimo e possiamo dire che questi numeri oggi costituiscono un buon bottino. Ma è il caso di interrogarsi anche sul meccanismo del programma, che è la sua fortuna e il suo limite.

Amici è, insieme: un talent, un reality, una scuola, uno spettacolo di prima serata per il sabato di Canale 5. Maria De Filippi riesce a coniugare queste anime in maniera superlativa, il più delle volte. Eppure, ci sono momenti in cui le necessità degli sponsor che si rivolgono ai giovanissimi, quelle delle case discografiche che hanno già messo sotto contratto i ragazzi, quelle del pubblico più giovane, quelle del pubblico più adulto e quelle degli alunni – poco più che adolescenti che si sentono in una scuola – sembrano soddisfatte e combinate in maniera un po’ rude. In alcuni casi si prova la sensazione che il programma si muova troppo sfacciatamente per assecondare queste necessità, invece di seguire il proprio corso. A rimetterci è il talento dei ragazzi, a volte compresso in formule non esattamente consone alla loro espressione. In ogni caso, Amici è un programma in salute che magari ha solo bisogno di qualche aggiustamento. E nessuno meglio di Maria De Filippi può trovarlo.

Amici finale 6

L’ultima sfida era contro le polemiche. Nelle prime puntate, Amici 16 era ostaggio dei nervosismi e delle discussioni interne. La Squadra Bianca ha rischiato di implodere per i malumori e i dissidi tra i ragazzi e il Coach Morgan, fino a quando quest’ultimo è andato via lanciando invettive contro il programma, i ragazzi e Maria De Filippi. In quel momento sono iniziate anche le tensioni con Ballando con le stelle – presto sopìte – che ha chiamato proprio Morgan prima come ospite e poi come Giudice per la finale. Maria De Filippi ha preso in mano la situazione scegliendo Emma Marrone per sostituire Morgan. Una scelta conservativa, priva di rischi, ma che ha dato i suoi frutti. Emma si è dimostrata molto più affine ai ragazzi di Amici per formazione, sensibilità, obiettivi. In pratica, li ha capiti meglio. Da quel momento ad Amici le acque si sono calmate e durante le puntate si è parlato solo di esibizioni, sfide e talenti. Certo, la Squadra Bianca poi ha perso, arrivando in finale con il solo Sebastian e senza essere rappresentata nella finalissima, ma questo è un altro discorso. Il dato da registrare è che la De Filippi è riuscita a vincere anche contro le polemiche che stavano fagocitando il suo programma.

Complessivamente, quindi, Amici supera bene anche questa stagione. Al netto di qualche scricchiolìo, Maria De Filippi riesce ancora ad equilibrare le varie anime del programma e a farlo piacere al pubblico, soprattutto quello giovane e giovanissimo. Non è un caso che sono in corso i casting per Amici 17 e che l’appuntamento è già fissato per il prossimo anno.

 


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I segreti del mestiere

Irene Natali

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Luglio 2017 è la fine dei talk show?

Irene Natali

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L’ultima stagione televisiva è stata quella che, forse, ancor più delle precedenti, ne ha mostrato i molti segni di stanchezza.
Inaugurata a settembre con Politics-Tutto è politica, che nelle intenzioni avrebbe dovuto rinnovare il genere, si è invece conclusa non solo con la chiusura dello stesso Politics, ma anche de La Gabbia Open e L’Arena. Dopo mesi di confronti serrati, spesso litigi, sono caduti sul campo Gianluca Semprini, Gianluigi Paragone e Massimo Giletti: nessuno di loro tornerà alla conduzione dei propri programmi.
Una moria trasversale alle reti, alle declinazioni del genere, e persino ai risultati d’audience. A tal proposito infatti, va sottolineato che se lo share di Politics e La Gabbia languivano, quello de L’Arena insidiava e teneva testa alla domenica di Barbara D’Urso.

giletti

Negli anni i talk show si sono moltiplicati, spaziando attraverso politica, cronaca, attualità, intrattenimento. Grazie ai loro costi bassi sono state coperte prime e seconde serate, pensati i palinsesti: politici e ospiti in promozione, in studio senza compenso, hanno consentito di realizzare prodotti televisivi a budget ridotto. Ne è conseguita una pluralità di programmi presidiati a turno dagli stessi esponenti politici, opinionisti, giornalisti.
La stagione 2016-2017 ha inoltre segnato, definitivamente, il consolidamento di un nuovo trend. I segnali si erano già avuti in precedenza, ma è nei mesi scorsi che è divenuto realtà effettiva: si tratta dell’arrivo dell’intrattenimento nei talk politici. Perché se è vero che per le reti è conveniente produrli, è altrettanto vero che i risultati elettorali dimostrano quanto la contemporaneità sia caratterizzata da una forte sfiducia nei confronti dei nostri rappresentanti.

politics

In un periodo in cui i partiti, o meglio la politica in generale, hanno perso credibilità, non si può certo contare sul loro appeal per tenere i telespettatori incollati davanti allo schermo. Per ovviare al problema perciò, si è cercato di puntare sui personaggi dello spettacolo: invitandoli a dare la propria opinione, oppure riservando loro un apposito segmento per sponsorizzare i lavori in uscita.
Matrix ha persino affidato una serata a Piero Chiambretti, che si è alternato a Nicola Porro. E Bianca Berlinguer con #Cartabianca ha ottenuto il picco di ascolti con Flavio Insinna, quando il volto di Rai 1 è arrivato nello studio di Rai 3 per difendere la propria immagine dagli attacchi di Striscia la notizia. Un dato indicativo, questo.

cartabianca insinna foto2

Data la loro convenienza economica, i talk show torneranno anche nella stagione al via a settembre. Inflazionati, ne sarebbe opportuno un ripensamento: la ridefinizione dovrebbe interessare sia i contenuti che il format, per evitare l’impressione di programmi uno fotocopia dell’altro.
In questo senso va citato come virtuoso l’esempio di Nemo-Nessuno escluso. Nato come programma di approfondimento, Nemo è riuscito gradualmente a conquistare telespettatori e guadagnarsi la riconferma: pur non essendolo in senso classico, gli autori vi hanno inserito alcuni elementi del talk, grazie alla presenza di ospiti e interventi mirati.
Di certo la soluzione non può essere quella attuale, che consiste nel prolungamento a notte inoltrata per racimolare briciole di share.

 

 


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