Trasgressioni da forno: i cake show in tv



E’ l’ultima frontiera del cooking show, ammicca maliziosamente ai peccati di gola, solletica il palato, evoca sapori antichi, sdogana un universo di pericolose dolcezze. E’ la moda delle “trasmissioni da forno” o meglio delle “trasgressioni da forno”, programmi nei quali, l’unico obiettivo è sfornare invitanti torte e tortini, delizie di pasticceria, destreggiandosi tra montagne di cioccolata, panna, canditi e quant’altro ancora.

E’ la new television della grande e piccola pasticceria, dei cake designer, dei boss delle torte, che ha introdotto gli attoniti telespettatori un mondo proibito e trasgressivo perchè ritenuto colpevole di eccessi di colesterolo, picchi glicemici e chili di troppo. Anche perchè l’amore per i dolci mal si concilia con le antiestetiche “maniglie dell’amore”.

 Signore come Antonella Clerici e Benedetta Parodi, hanno risvegliato, nel pubblico, desideri nascosti e inconfessati portandoli clamorosamente allo scoperto. I loro”cake show” proposti in tutte le salse più accattivanti, ci hanno convinto che “dolce è bello” e soprattutto “buono”. Niente più demonizzazione, dunque, di dessert e profitteroles, ma un approccio nuovo che ha anche un altro obiettivo: colorare la grigia routine quotidiana e magari “affogare” in un irresistibile affogato al caffè le contrarietà di una brutta giornata.

Con questa prospettiva gli appuntamenti con i dolci continuano a “lievitare” sulla tv generalista e sui canali digitali e della piattaforma satellitare in un tripudio di trasgressioni e delizie del palato accuratamente preparate da pasticcieri amatoriali o da maestri professionisti.

Non solo, la tv delle trasgressioni da forno ha anche un altro significato: rappresenta un’oasi tra la melassa di gossip e gli incubi da cronaca nera  che ogni giorno ininterrottamente il piccolo schermo ci scarica addosso. Tra le angosce di delitti irrisolti, cold case e assassini ancora in libertà, tra le ansie delle soubrette, che si improvvisano giornaliste per scavare spudoratamente nella vita di persone scomparse, si è imposta la prospettiva di talent show dedicati ai dolci nei quali l’unica ansia è regolare bene la temperatura del forno e dosare gli ingredienti.  Il forno allora è l’elettrodomestico liberatorio; rappresenta la consapevolezza di essere approdati in una tv alternativa. In quest’ottica, ad esempio, anche la torta viennese è una possibile via di fuga dalla devastante realtà televisiva nella quale conduttrici danno in pasto, ogni giorno, ai telespettatori il triste spettacolo della retorica del dolore.

Oramai, solo nelle trasmissioni dedicate alla cronaca nera non si spadella quotidianamente. In tutte le altre i fornelli sono accesi a ritmo continuo e lo spazio dedicato alle delicatezze dolciarie preparate da una pletora di cake designer, è sempre più consistente.

 Naturalmente una tale gratificazione del palato è vista con sospetto e disappunto dai soloni della nutrizione: dai forni vengon fuori preparazioni ad alto contenuto calorico che sono un attentato alla salute. In quelle montagne di calorie gratuite è nascosto un pericolo.

Torta a scacchi

Ed allora eccoli i big della sana alimentazione made in Italy affollare i salotti televisivi e pontificare a favore di un sano regime dietetico. Calcolano calorie, criminalizzano ogni tipo di trasgressione, lanciano anatemi contro panna, cioccolato e anche minime quantità di soffice marzapane. Il telespettatore li ascolta, tenta di seguirne i consigli, ma il richiamo della gola, del gusto, degli odori che si sprigionano dal forno, alla fine ha la meglio.

Il successo di programmi dolciari in tv ha origini antiche, legate all’inconscio. Ben lo sapeva Marcel Proust che, nel primo volume della Recherche, Un amore di Swann, ha affidato ad una semplice madeleine il potere evocativo della memoria involontaria assegnando ad un biscotto, apparentemente insignificante, un posto di primo piano  nella letteratura. E Giacomo Leopardi non è mai riuscito a resistere alla sua insanabile golosità per i gelati: probabilmente anche lui affogava i suoi molti problemi esistenziali nella soddisfazione momentanea di un peccato di gola.

Oggi le “trasgressioni da forno” consentono di tornare all’infanzia e di riscoprire le dolcezze dimenticate. Dolcezze che vengono così riscattate da quell’oblio forzato nel quale le abbiamo confinate per anni, immolando i nostri desideri sull’altare delle diete e preferendo il piatto della bilancia al piattino di delizie al cioccolato. E’ la riscossa “dell’anima bambina”. Ed è proprio a questa parte del nostro inconscio che fanno appello i pasticcieri televisivi con la complicità dei vertici aziendali. Quel tripudio di ingredienti, che già soddisfa la vista, diventa la promessa di una prelibata dolcezza appena sarà stata sfornata.

 Ecco i motivi per i quali ad amare i cake show ed a parteciparvi non solo soltanto le casalinghe. Ad affollare le trasmissioni da forno sono anche la studentessa,la pensionata, la manager, l’ingegnere, il medico. Tutti insieme, appassionatamente, per dimostrare la dolcezza creativa delle proprie composizioni.

Ma c’è di più: i vari programmi dedicati alla pasticceria sono diventati una sorta di corsi di preparazione, lezioni quotidiane. Si è instaurata in tv una vera e propria scuola alberghiera che è partita dagli antipasti e Dulcis in fundo, è arrivata al dessert e al dolce, servito in tutte le preparazioni più differenti.

Dall’altra parte dello schermo i telespettatori, provati dalla crisi e dalla spending review, imparano anche con pochi ingredienti a basso costo, a preparare dolci  gratificanti. E chissà, guardando la Cancelliera Angela Merkel, vien quasi da pensare che, forse, anche lei, potrebbe aver ceduto a qualche irresistibile strudel preparato in tv. E che poi se ne sia pentita.



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