Rai, il Cda comincia a prendere forma. In arrivo una rivoluzione per tiggì e reti


Rai, il Cda comincia a prendere forma. In arrivo una rivoluzione per tiggì e reti


Il Cda Rai sta prendendo forma. E non certo senza sorprese. Tutti gli esperti, uno a uno, non sono stati presi in considerazione. Si è preferito – almeno per il momento – puntare su volti nuovi (Rita Borioni l’unica riconfermata).

Fuori da Viale Mazzini Fabrizio Del Noce, Giovanni Minoli, Michele Santoro, Arturo Diaconale, Franco Siddi. Inoltre, e questa sarebbe la sorpresa più clamorosa – salvo l’opportunità che potrebbe concedere il governo che deve ancora designare il capoazienda (ad) e il presidente – l’altro escluso dal management Rai è Carlo Freccero.

D’ora in poi e per il prossimo mese ci sarà da pensare ai direttori di reti e tiggì. Da quanto è lecito pensare i cambiamenti saranno totali. Si cambia dappertutto. Prima però il governo – mediante il Tesoro – dovrà scegliere l’ad e il presidente.

Giampiero Mughini, Rossella Brescia e Alberto Matano

I TIGGì
Il Tg1 dovrebbe andare ai Cinque Stelle, che però non è che abbiano molti giornalisti a Saxa Rubra. Anche se all’interno della Rai lo sport preferito da tutti è saltare sul carro del vincitore. Quindi ai grillini della prima ora (Leonardo Metalli e Claudia Mazzola del Tg1, Giuseppe Carboni caporedattore del Tg2) e della seconda (l’ex vice di Rai1 Teresa De Santis e Fabrizio De Iorio), si è aggiunto con ottime credenziali (a spingerlo è Vincenzo Spadafora) Alberto Matano.

Giovane, conduttore spigliato, volto noto per il pubblico tv. Potrebbe essere lui il nuovo direttore del Tg1, anche se va detto che un conto è condurre un’altra è dirigere. Il Tg2 dovrebbe andare alla Lega. In corsa ci sono Luciano Ghelfi (leghista da sempre) e Gennaro Sangiuliano. Quest’ultimo potrebbe risultare adatto anche per il Giornale Radio o una rete. La Lega vuole la Tgr (Roberto Pacchetti e Alessandro Casarin sono due nomi vicini al Carroccio).

Per il Tg3 c’è una ipotesi molto suggestiva, quella di affidare la direzione con conduzione delle 19 a Federica Sciarelli, che dopo tanti anni di Chi l’ha visto? potrebbe cambiare per avere nuovi stimoli. Se invece per il Tg1 si deciderà per un direttore condiviso, allora la candidatura di Antonio Di Bella è la più concreta. Per l’attuale direttore del Tg1 Andrea Montanari potrebbe aprirsi la porta della direzione di Rai Quirinale.

LE RETI
Sarà molto difficile che Angelo Teodoli, Andrea Fabiano e Stefano Coletta riescano a conservare la poltrona. Teresa De Santis, Maria Pia Ammirati e magari lo stesso Carlo Freccero se non avrà compiti nel cda potrebbero tentare l’assalto alle poltrone di Rai1, Rai2 e Rai3. Anche Tinni Andreatta, dopo gli ottimi successi con RaiFiction è in corsa per la poltronissima della ammiraglia.



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