Niente accordo per Foa presidente Rai. Non bastano i voti in Vigilanza. E ora che cosa succede?


Niente accordo per Foa presidente Rai. Non bastano i voti in Vigilanza. E ora che cosa succede? La palla torna al ministro dell'Economia.


E ora che cosa accade? Tutti si chiedono a Viale Mazzini dopo che la commissione di Vigilanza ha bocciato la nomina di Marcello Foa a presidente della Rai.

Sono stati 22 i pareri favorevoli, con una scheda bianca, per la nomina di Marcello Foa a presidente. Per convalidare la nomina serviva una maggioranza dei due terzi, cioè 27 voti su 40 commissari. Pd, Leu e Fi, pur presenti, non hanno partecipato al voto. Unica eccezione il forzista Alberto Barachini, presidente della commissione, che ha votato, presumibilmente scheda bianca.

“Prendo atto con rispetto della decisione della Commissione di Vigilanza della Rai – ha commentato a caldo Marcello Foa – Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel Consiglio che mi è stato proposto dall’Azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell’interesse della Rai”.
Ma torniamo al quesito iniziale. Gianluigi Paragone, oggi senatore del M5S, ha introdotto la strada da percorrere all’istante in attesa di uscire dal tunnel: “Le regole sono regole. Marcello Foa – in quanto consigliere anziano – continuerà a presiedere il cda Rai fin tanto che in Vigilanza non si sboccherà la situazione”.

E così sarà. Se il Tesoro non deciderà di cambiare cavaliere per il cavallo sempre più isterico di Viale Mazzini. Intanto ci sono da registrare un paio di proposte dell’Usigrai, il sindacato interno all’azienda, per la presidenza Rai, postate su Fb da Vittorio Di Trapani: “L’unico componente del Cda non scelto dai partiti, Riccardo Laganà, consigliere di amministrazione Rai eletto dai dipendenti; oppure una delle croniste o dei cronisti costretti a vivere sotto scorta perché minacciati dalle mafie o da gruppi eversivi”.

In attesa dello sblocco sulla presidenza si continua anche a trattare sulle nomine. La partita delle partite riguarda i tiggì.
Per il Tg1 resta favorito Gennaro Sangiuliano se anche i Cinque Stelle di Di Maio e Casaleggio condivideranno la scelta del premier Conte e di Salvini.
Al Tg2 potrebbe andare Antonio Preziosi, vicino a Forza Italia, se il partito del Cav appoggerà le scelte della maggioranza sulla presidenza Rai. Altrimenti potrebbe entrare in gioco Mario Giordano. Per il Tg3 resta possibile la nomina di Federica Sciarelli. La Tgr va alla Lega (Roberto Pacchetti il favorito), per lo Sport se non va in porto la carta Orfeo ci sono Vianello e Losa. Per il Gr la partita è complicata. C’è una carta ancora coperta. Chissà che non arrivi Paolo Del Debbio da Mediaset.



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