X Factor | le migliori performance della prima puntata dei live


X Factor 12 | il nostro parere sulle esibizioni del primo live. Le migliori performance, tra sorprese e delusioni.


Giovedì 25 ottobre è andato in onda il primo live di X Factor 12. I giovani talenti hanno calcato per la prima volta il palco dell’Arena e si sono messi alla prova. Questa edizione di X Factor, rispetto a quelle passate, riesce a coprire quasi tutto il panorama musicale. Le squadre formate dai giudici sono molto duttili e riescono ad abbracciare più generi grazie alle loro voci camaleontiche.

La squadra forse meno duttile è quella di Lodo Guenzi, ereditata da Asia Argento.  Asia aveva scelto tre gruppi molto impostati nel loro genere, ma l’energia dei giovani ragazzi e del neo entrato giudice Lodo riuscirà a colmare quello che la mancata esperienza può togliere.

Per esempio i Seveso Casino Palace, sembrano un gruppo formato per caso, ma che magicamente riesce ad unire le sfaccettature rock pop dei componenti. Le ragazze creano un dualismo piacevole, che sembra la vera arma nel cassetto di Guenzi nella scelta dei pezzi per i Seveso. Ieri sera con la loro cover di “Giovane fuoriclasse” di Capo Plaza hanno convinto. Stravolgere il trap rendendolo heavy metal non è impresa da poco.

La squadra più rischiosa, perché si può rimanere con un pugno di mosche in mano, è quella degli Under uominiMara con la scelta dei suoi tre ragazzi, come già precisato durante gli Home Visit, vuole cercare la follia e rischiare, per accattivare e non andare sul sicuro – come lo scorso anno, con il vincitore Licitra. Leo Gassman ha una voce cupa e dura, molto anni 70.

Sicuramente andranno scelti con molta attenzione i brani da affidargli, perché con pezzi più spenti e meno d’impatto potrebbe perdersi e smarrire quel graffio. “Broken Stings” di James Morrison è stata una buona scelta per il primo live. L’emozione l’ha un po’ frenato, ma il livello è decisamente alto.

Fedez forse è il giudice che sarà più in difficoltà nel cercare di battere le altre squadre. La categoria over, quest’anno, è un po’ scarica e sembra che siano i giovani, più folli e meno inquadrati musicalmente, ad avere i fari addosso. Naomi è sembrata da subito il cavallo di razza di questa squadra, una cantante lirica intrappolata in una rocker e viceversa.

Alterna momenti, toni e abbina varie tecniche canore. Le è stato assegnato “Love on Top” di Beyonce; la scelta è ricaduta su questo pezzo per metterla subito in contrapposizione alla Whitney Houston del programma: Sherol. Purtroppo Naomi si è fatta prendere dall’emozione, che le ha – a tratti – alterato la voce. A sorpresa dunque ha convinto di più la sua compagna di squadra Renza, che ha proposto una versione sensuale e raffinata di  “Raggamuffin” di Selah Sue.

Manuel Agnelli forse è quello messo meglio. Agli Home Visit aveva cinque cavalli di razza e la scelta è stata molto dura per lui. Le scelte sono state indirizzate verso uno schema da seguire per i futuri live e non si è basato su errori o dubbi, perché le performance delle ragazze erano di altissimo livello, il più alto del programma.

Sherol è la punta di fuoco di questa squadra, ma le sue compagne potrebbero riservare sorprese e Sherol rischia di perdersi nei grandi classici del Soul.  Luna è una “piccoletta” terribile, che se trova fiducia ed un equilibrio quadrato, durante le sue esibizioni può tirare giù i palchi. Martina è la variabile impazzita, la classe, l’istinto, il tatto. La sua versione di “Castle in the snow” di Kadebostany è stata delicata come una piuma, ma pungente come una iniezione di paura.



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