Pechino Express: il percorso degli sportivi, Rosolino e Maddaloni


il profilo dei primi classificati a Pechino Express


E così anche questa seconda edizione di Pechino Express è giunta al termine: dopo l’ultima puntata andata in onda lunedì scorso, la medaglia d’oro se la sono aggiudicata Massimiliano Rosolino e Marco Maddaloni, la coppia degli Sportivi.

Nuotatore il primo, judoka il secondo, i due hanno lottato senza battute d’arresto, dritti fino alla meta finale senza indugi o cedimenti. Persino quando si sono trovati a dover mangiare i repellenti insetti fritti al mercato cinese di Bangkok.
Seconde si sono classificate le Modelle, Ariadna Romero e Francesca Fioretti, mentre il terzo posto è andato ai Laureati Laura Caretelli e Daniel Moreno Mendoza.
Ma veniamo ai vincitori, i cui nomi, nonostante gli sforzi degli autori per mantenerne il segreto, erano comunque trapelati a poche ore dalla messa in onda della finalissima. In realtà si tratta di una vittoria annunciata: in un programma dove le prove da sostenere si basano spesso sulla forza fisica, è facile ipotizzare che i portatori sani di muscoli possano avere la meglio.
Inizialmente Rosolino era accompagnato da Alessandra Sensini, con la quale aveva mostrato un buon feeling e fatto sfoggio della propria cavalleria. La velista però, a causa di un infortunio, ha dovuto abbandonare il programma durante la quinta puntata, ed è stata perciò sostituita da Marco Maddaloni, conterraneo di Rosolino.
A quel punto la coppia degli Sportivi è divenuta la coppia comica di Pechino Express, in particolare dopo la dipartita della Marchesa e del fidato Gregory. La poca dimestichezza di Maddaloni con la grammatica italiana, lo spiccato accento partenopeo, la continua incredulità di Marco nel constatare che le Modelle riuscivano a cavarsela egregiamente, hanno dato vita ad una serie di divertenti siparietti. Vi si aggiunga la candida ammissione di Marco Maddaloni di essere un cocco di “mammà” col pedigree, perché a lui la madre taglia persino la carne nel piatto.
Dall’altro lato Rosolino, anche in virtù dell’esperienza già accumulata precedentemente nella trasmissione, si è spesso posto come una sorta di fratello maggiore nei suoi confronti. Molte volete sghignazzando per quello che le sue orecchi erano costrette a sentire.
Avendo a che fare con uomo di pura azione, a Rosolino è toccato non solo capire il regolamento delle prove per tutti e due, ma anche richiamare Maddaloni  a ragionare, ad accontentarsi del passaggio ricevuto, a fare i conti con la realtà quando è ora di fermarsi e andare a dormire. E pazienza se gli altri si sveglieranno in una casa che si trova più avanti lungo la strada che porta alla tappa finale; bisogna solo essere felici di non dormire all’aperto.
Con l’ingresso di Maddaloni si è accentuata la componente agonistica. Non che prima mancasse, ma è cresciuta, col ragazzo motore trainante. Continuamente esaltato dall’adrenalina della competizione e dalla rivalità con la Romero e la Fioretti, Marco ripeteva in continuazione che lo scopo era vincere. Del resto si tratta di un campione olimpionico: l’impostazione mentale è quella di chi punta all’obiettivo finale senza sosta.
In definitiva, la coppia si è dimostrata subito affiatata e unita; il rapporto è stato complice, qualche screzio ma assolutamente trascurabile. Li ricorderemo per il loro innato senso della sfida.



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