X Factor 7: i nostri giudizi sul terzo live


le valutazioni delle performance dei cantanti nella terza puntata in diretta


Il terzo live show di X Factor 7 è stato all’insegna dei mitici anni ’90 che hanno costituito il tema delle canzoni assegnate ai ragazzi. Un decennio importante per la musica e non solo, come è stato spiegato nella clip introduttiva: un decennio che ci ha proiettati nel futuro. In 11 esibizioni sono stati ripercorsi i principali filoni artistici di quel periodo, dal rock melodico a quello più sperimentale, passando per il grunge e il teen-pop.

Ad aprire la serata sono stati gli Ape Escape (gruppi) con “Smells like teen spirit” dei Nirvana, dando vita ad un’esibizione piena di adrenalina e visivamente accattivante. Bisogna ammettere che già da solo il pezzo fa gran parte del lavoro, senza però nulla togliere ai 3 cantanti che si sono trovati perfettamente a loro agio nell’eseguirlo.

Dopo aver affrontato il ballottaggio nella scorsa puntata, Fabio (over 25) ha radicalmente cambiato direzione con “Everybody hurts” dei R.E.M. traendone grande vantaggio. Giusta la scelta di una performance che ne valorizzasse la voce accantonando per una volta l’aspetto teatrale, eppure ci siamo trovati d’accordo con Mika che ha espresso la propria titubanza circa una componente emotiva che non è arrivata. Veramente inutile la presenza degli altri concorrenti alle spalle del cantante, ma questo non è attribuibile a Fabio.

Finalmente Gaia (under donne) ha ritrovato un po’ di quella grinta che sembrava aver perso nei primi 2 live show: in “I’ll stand by you” dei The Pretenders ha infatti dimostrato un bel piglio sin dalle prime note, cantando con intensità e regalando un’interpretazione sentita.

Chi invece non ha convinto pienamente i giudici e noi all’ascolto è stato Alan (over 25), messo alla prova con “Black hole sun” dei Soundgarden. Sicuramente tra le canzoni meno semplici della serata, nonostante l’esecuzione precisa e impeccabile da un punto di vista tecnico non ha brillato per originalità e il televoto l’ha mandato in ballottaggio.

 non continua la gara

Migliorata rispetto alle esibizioni precedenti, Valentina (under donne) ha offerto una performance divertente e persino coreografata sulle note di “Ghetto superstar” di Pras feat. Mya e Ol’ Dirty Bastard. Immancabile la parte rappata, di cui speriamo di poter fare presto a meno in prove future.

Ha chiuso la prima manche Michele (under uomini) che ha avuto il delicato compito di reinterpretare “Cieli neri” dei Bluvertigo, la band del suo stesso mentore. La scrittura di Morgan e soci non è delle più facili e stupisce la capacità con cui il giovane artista riesca sempre a comprendere ciò che canta, a farlo suo e comunicarlo in modo chiaro al pubblico. Arrivati quasi a metà programma possiamo dire che merita la finale e ci permettiamo di esprimere il timore che possano essere i brani inediti che gli verranno affidati fuori dalla trasmissione a sminuirlo e a rendere vano il percorso che il giudice gli sta facendo fare.

Con Aba (over 25) siamo entrati nella seconda parte della gara e abbiamo avuto modo di ascoltare la bellissima “Why” di Annie Lennox. Performance nel complesso raffinata ma da lei ci aspettavamo decisamente di più da un punto di vista emozionale, visto che la canzone non solo lo richiede, ma lo impone già solo leggendone il testo.

Andrea (under uomini) ha proposto la sua prima performance senza beatbox, soddisfando il desiderio che avevamo espresso fin dalla prima puntata di sentire la sua voce unicamente nel cantato. “Digging in the dirt” di Peter Gabriel ha convinto e ha dimostrato la sua bravura anche quando “l’ipad sotto la barba” – come dice Morgan – è spento.

Si è trattato di un ritorno alle origini per Violetta (under donne), che oltre ad aver abbandonato il nome d’arte che le era stato affibbiato ha recuperato l’ukulele delle audizioni per trasformare “Friday I’m in love” dei The Cure: grande personalità e potenzialità riconosciute dall’intero tavolo dei giudici fanno di lei un’altra potenziale finalista di questa edizione.

Un acceso dibattito si è invece tenuto intorno all’esibizione degli Street Clerks (gruppi) che hanno proposto “…Baby one more time” dell’icona del pop Britney Spears. Una prova che li avrebbe sicuramente posti in difficoltà se avessero mantenuto il pezzo fedele all’originale, ma saggiamente hanno deciso di cambiargli pelle facendolo diventare quasi una ballada rock che non ha funzionato in toto però li ha salvati da un tonfo quasi certo.

Ultima ad esibirsi è stata Roberta (under donne) con “All that she wants” degli Ace of Base: cantata bene, interpretazione spensierata ma che si fa dimenticare troppo in fretta.

Al ballottaggio è finita Aba che ha dovuto giocarsi la permanenza nel programma con il compagno di squadra Alan: a salvarsi è stata la ragazza grazie ai voti di tutti i giudici, Mika escluso.



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