Frizzi e Scotti: due insoliti “sostituti”


Analisi delle due sostituzioni a L'eredità e ad Avanti un altro


La sostituzione è avvenuta e non è stata indolore: Gerry Scotti ha preso il posto di Paolo Bonolis a Avanti un altro e Fabrizio Frizzi ha sostituito Carlo Conti a L’eredità. Due trasmissioni completamente differenti, la prima, su Canale 5, più spettacolare e ridanciana, la seconda inserita nella tradizione del quiz di Rai1.

 Mentre il preserale di Canale 5 è un programma costruito sul personaggio istrionico di Paolo Bonolis difficilmente sostituibile, L’eredità, più istituzionale, è già sopravvissuta indenne ad un cambio di conduttore. Infatti Amadeus, traslocato nel 2006 a Mediaset, passò il testimone a Carlo Conti e il risultato addirittura premiò la sostituzione. L’arrivo di Frizzi e Scotti è la conferma che, per Avanti un altro, molto è cambiato, per L’eredità, invece, Frizzi e Conti sono apparsi completamente intercambiabili.

Il coinvolgimento di Bonolis in un programma da lui ideato è troppo differente dal contributo più classico di un personaggio come Gerry Scotti che di trasgressivo e di teatrale non ha proprio nulla. La coppia Laurenti- Bonolis, nata nel 1991, è una delle più collaudate del piccolo schermo e non funziona con la presenza di Scotti che appare come precipitato in un mondo, o meglio in un “minimondo”  strambo, folle, con personaggi quasi da circo equestre. Un esempio è l’Alieno, interpretato da Leonardo Tricarico, una vera e propria macchietta, retaggio di Ciao Darwin. Scotti avrebbe potuto sostituire in maniera positiva Carlo Conti a L’eredità, perchè è il rappresentante del quiz classico come l’ex Milionario. Ma trovarsi in un programma che stravolge l’identità del quiz, annulla la liturgia tradizionale, trasforma gli stessi concorrenti in personaggi borgatar- popolari, è una forzatura per lo zio Gerry non abituato alle trasgressioni bonolisiane.

Vi si aggiunga che Avanti un altro fa rivivere molte delle atmosfere di Ciao Darwin, programma condotto su Canale 5 proprio da Bonolis che, per grossolanità dei contenuti, scadeva in un trash criticabile. Scotti in un ambiente simile è del tutto inadeguato.

Tutto questo è estremamente visibile nel programma, il telespettatore lo avverte. Canale 5 non aveva altri progetti da proporre nella fascia preserale, dopo i risultati non soddisfacenti di Money drop condotto dallo stesso Gerry Scotti. Niente di meglio, dunque del cambio di conduzione.

Fabrizio Frizzi, invece, è arrivato in maniera indolore a L’eredità. Stile di conduzione classico, istituzionale e composto, Frizzi ha sostituito Carlo Conti senza traumi. La sua è una presenza semplice e senza orpelli che interagisce con i concorrenti e gestisce le domande senza particolari eventi spettacolari. Tutto scorre nei binari della “legalità” televisiva, senza incursioni nell’intrattenimento “spinto”. I telespettatori, infine, si sono riavvicinati a Fabrizio Frizzi dopo la sua partecipazione all’ultima edizione di Tale e quale show e ne hanno scoperto carattersitiche inedite, come la capacità di cantare e di azzardare trasformazioni trasgressive, tra cui la più riuscita è quella di Piero Pelù. Ma tutto è sempre rimasto nei limiti della tradizionale bonomia del conduttore.



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