Colorado, neppure il ritorno di Ruffini ne solleva le sorti


Considerazioni sul ritorno di Paolo Ruffini nello show


Paolo Ruffini è tornato a Colorado. Il conduttore storico è intervenuto nella puntata di ieri, 25 aprile, a dare man forte al cast e all’ideatore dello show comico di Italia 1: Diego Abatantuono. La venuta del giovane Ruffini appariva visibilmente come una sorta di “arrivano i nostri”. Il fine era di rivitalizzare una formula che, sebbene sia gradita al pubblico giovane, quest’anno sembra scadere qualitativamente, sempre di più.

 Cominciamo dal prestigioso padrone di casa di quest’anno: Diego Abatantuono. Tutto il suo repertorio sa di dejà vu, di già sentito, di antico. Anche la sua “maschera” più nota Attila non presenta più spunti di originalità e di freschezza: sembra cristallizzata in un passato dal quale Abatantuono non riesce a portarla via. Il nuovo guizzo della novità, dell’originalità, dell’incisiva e dissacrante battuta non esiste. Lo avevamo già sottolineato subito dopo la puntata d’esordio. Ma la prova d’appello, la seconda chance data al programma non c’è stata. Nessun “aggiustamento” nessuna nuova proposta, tutto scorre sui binari morti di una inesistente vis comica. Non ha convinto neppure il momento in cui Abatantuono in coppia con Gianluca Fubelli si è esibito in dialogo surreale tra antichi Romani e Barbari.

Eppure da Abatantuono ci si attendeva molto di più. A fare da contorno indigesto alla pietanza principale, i comici che si alternano sul palcoscenico in un susseguirsi di gag e battute altrettanto scontate. Intanto per celebrare il “ritorno a casa” Paolo Ruffini avrebbe potuto rendere più ironici e interessanti i suoi dialoghi con Suor Nausicaa (Paolo Casiraghi), con La Giovanna di Rita Pelusio e avrebbe potuto dare maggiore verve ai suoi interventi successivi. Troppe volte la presenza di Suor Nausicaa fa pensare ad una brutta e mal riuscita parodia di Suor Cristina, la religiosa che sta partecipando come cantante a The Voice, il talent di Rai2

L’Apetta (Nicoletta Nigro) non trova il modo di esprimersi in maniera intelligente e credibile: si muove in una melassa di battute che andrebbero migliorate e private della banalità di fondo.

Un discorso a parte merita la grossolanità e spesso la presenza di doppi sensi espliciti nella comicità di Colorado. Sembra che, in questa edizione, rappresenti il leit-motiv di tutte le puntate viste finora. E’ semplice mettere in scena un’ironia superficiale e spesso volgare, basata su termini e osservazioni di indiscutibile ineleganza. Non ha fatto eccezione neppure Alberto Farina che ha infarcito il suo monologo alla fine della puntata di vere e proprie parolacce. Dovrebbe sfruttare meglio le sue potenzialità che, invece, svilisce.

Infine: non convince neppure il pubblico, troppo  “ridens”.



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