Basta con la Costa Concordia in tv


Considerazioni sul coinvolgimento televisivo per l'arrivo della nave a Genova


                                          

Una “marea” di inviati da Sky a Rai news, ha invaso prima l’isola delo Giglio, da dove la nave era partita lo scorso mercoledì, e successivamente è arrivata a Genova. I servizi proposti si son rivelati al limite dell’indecenza: quasi tutti, infatti, contenevano informazione sugli “affitti” dei balconi e delle terrazze prospicienti il mare per poter assistere all’evento, l’arrivo della nave nel porto di Genova.

Questi giorni si sono rivelati una vera e propria ossessione televisiva. Una scatenata corsa mediatica finalizzata alla ricerca insistente di particolari e di episodi legati agli eventi della Costa Concordia, si è abbattuta nelle case dei telespettatori. Da questa mattina presto Sky ha seguito, in diretta tutto il restante viaggio della nave fino all’ arrivo in porto. Si cercavano insistentemente dichiarazioni di personaggi noti e meno noti, si interrogava la gente comune inducendola a fare un commento, a esprimere qualche opinione.

Nessun mezzo di informazione ha voluto rinunciare alla corsa verso la notizia più appetibile da quel pubblico nazional- popolare che segue la tv e ne gradisce i rotocalchi. .L’evento è stato sminuzzato in una miriade di particolari, trattato come i casi di cronaca nera per i quali anche il più flebile indizio, se ben montato, riesce a catturare l’attenzione e la curiosità dei telespettatori.

Persino i siti web hanno seguito in diretta tutte le operazioni per il coinvolgimento anche della fascia dei giovani fruitori di Internet.

Alla Costa Concordia sono stati affibiati gli appellativi di ogni genere: i solerti cronisti l’hanno chiamata “la nave della tragedia”, “l’imbarcazione con il suo carico di morte”, “il relitto della disperazione”, solo per citarne alcuni. Intorno a questa disinformazione tutto il contorno di tecnici, esperti, a cominciare dal capo della Protezione civile Gabrielli che ha enfaticamente annunciato “Missione compiuta”

C’è da ringraziare la stagione estiva e la chiusura di talk show come Porta a porta. Ciononostante tutti i programmi hanno rivolto la propria attenzione alla Costa Concordia in una corsa all’audience che ha davvero dell’incredibile.

Nessuno ha avuto il pudore di fermarsi dinanzi a certe notizie raccapriccianti come l’affitto dei balconi di Genova, nessuno ha capito che,insistendo su questo tipo di (dis)- informazione, si stava speculando su una tragedia di enormi proporzioni, stimolando il voyeurismo di un pubblico abituato, purtroppo, al vivisezionamento dei casi di cronaca nera.

Per favore basta con la Costa Concordia in tv.



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