Squadra antimafia 6, bilancio finale


Riflessioni sulla sesta stagione della serie conclusa su canale 5 con un finale ancora aperto


Dopo dieci lunghe puntate, si è conclusa su Canale 5, ancora con un finale aperto, la sesta stagione di Squadra antimafia. Nell’ultima scena Domenico Calcaterra (Marco Bocci) viene incappucciato e portato via dal convento nel quale Rosy Abate (Giulia Michelini) si è rifugiata, intenzionata a prendere i voti.

                                                                                              

 Su questa immagine cala il sipario. Come già avvenne alla fine della quarta stagione, Calcaterra è ancora al centro di un mistero. Allora, l’ultima puntata si concluse con il vicequestore salvato da qualcuno che aveva aperto la botola del sotterraneo nel quale era prigioniero. Solo dopo un anno si è saputa l’identità del salvatore, o meglio della salvatrice, Lara Colombo. Anche adesso tutto è lasciato in sospeso.

Sinceramente questo vecchio trucchetto per mantenere desta la curiosità del pubblico sulla serie ha stancato.Ma c’è dell’altro: Squadra antimafia è la serie nella quale le certezze sono un optional contribuendo, così, a rendere ancor più precario il modus vivendi del popolo televisivo. E’ la fiction in cui i colpi di scena, spesso irreali, ribaltano situazioni al cardiopalma creandone altre altrettanto ansiogene e cupe sottolineate dalle atmosfere buie nelle quali si muovono i personaggi.

In un universo denso di incertezze e di mancanza di fiducia, si alternano legami sentimentali e rapporti amorosi sopra le righe. La sesta stagione non ci ha risparmiato scene di sesso, come era già accaduto in passato. Si sono sprecati gli omicidi, i killer sempre con la pistola carica in mano, hanno ucciso, spesso con impressionante nonchalance, decine di persone.

Stragi e regolamenti di conti si sono susseguiti puntata dopo puntata in un alternarsi di eventi per i quali la certezza che siano realmente accaduti, non è mai stata data. Accade con i vari personaggi per così dire “resuscitati” dalla sceneggiatura tramite espedienti narrativi.

Morti che non sono mai morti: come Veronica e come De Silva che dovrebbe essere perito nello scoppio di una bomba nell’ultima puntata. Le “resurrezioni” delle telenovalas e delle soap opera, opportunamente rivisitate, hanno fatto scuola. Come già accadde con Taylor in Beautiful che sopravvisse a un disastro aereo, anche in Squadra antimafia, si viene e si va dall’altro mondo a questo, con una disinvoltura inammissibile.

Il pubblico ha seguito la sesta stagione attribuendo alla puntata finale 4.747.000 telespettatori con share del 18.88%.

Ma il messaggio di Squadra antimafia è troppo ambiguo e discutibile per la platea di prima serata che comprende anche i minori.  Amore, odio, morte e sesso hanno fatto da cornice alla lotta ingaggiata da Calcaterra contro Crisalide. L’affettività e il rispetto dei sentimenti  non hanno alcun significato positivo, al contrario sono subordinati agli obiettivi da raggiungere, costi quel che costi.

Tutt’intorno personaggi che usano la pistola come unica chance per liberarsi degli avversari.



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