Miss Italia, sono altre le volgarità in tv


Riflessioni sulla kermesse di bellezza cancellata da Rai1


 L’ipocrisia di voler scaricare unicamente sulla presenza di Miss Italia in tv, tutto il vecchiume e la volgarità del piccolo schermo, è inaccettabile. Dispiace che anche il Presidente della Camera, Laura Boldrini, si sia prestata ad una strumentalizzazione negativa della kermesse di bellezza. Dallo scorso maggio, quando Giancarlo Leone, responsabile di Rai1, ha annunciato la cancellazione della manifestazione, si susseguono soltanto polemiche, dichiarazioni contro la gara che non avrebbe più nessun appeal televisivo e sarebbe addirittura obsoleta rispetto ai tempi.  Quindi “è una scelta moderna e civile” quella di sbatterla fuori dal palinsesto di  Rai1.

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Ad esprimere pareri favorevoli o contrari a Miss Italia sono scesi in campo molti esponenti del mondo dello spettacolo. Il dibattito, a fasi alterne, si è infuocato per poi, momentaneamente, spegnersi e riaccendersi alla prima nuova notizia. Anche Fiorello si è espresso positivamente nei confronti di Miss Italia. E c’era da aspettarselo da un profondo conoscitore del mondo dello spettacolo. Ogni giorno le cronache politiche, sociali, televisive, rimandano una realtà in cui l’aggressività è padrona incontrastata. I Tg nazionali e non, e i vari salotti televisivi sono stracolmi di servizi e di discussioni inaccettabili per la virulenza della discussione e delle opinioni esposte. La pubblicità mostra eslusivamente, o quasi, corpi nudi di donne a cui si ricorre anche per reclamizzare una caramella. Per non parlare dell’accoppiata donne-motori: l’auto e le nudità femminili sono intrinsecamente connessi in un connubio finalizzato solo al voyeurismo e alla morbosa curiosità. Qualcuno ha gridato allo scandalo? Certo, la Boldrini  ha messo anche in evidenza questo aspetto della pubblicità, ma legare la strumentalizzazione delle reclame alla kermesse di bellezza è un passo azzardato e inaspettato. Inoltre, basti pensare che sull’ostentazione del corpo femminile in tv, ci sono state solo proteste che si sono placate dinanzi alla ferrea logica del guadagno economico. Il corpo femminile rende, in termini di business: ne è a conoscenza la Presidente della Rai Anna Maria Tarantola, alla quale bisognerebbe chiedere, in primis, l’eliminazione di tutti quegli spot con risvolti volgari e grossolani che dominano in ogni ora del giorno.

Giusy Buscemi Miss Italia 2012

                                          Giusy Buscemi, Miss Italia 2012

Poi c’è la constatazione che troppo spesso si mandano in onda, dal day time al prime time, scene di violenza contenute in film, telefilm e fiction. Non sarebbe una “scelta civile e moderna” avere maggior rispetto per il pubblico, soprattutto per il target minorile presente dinanzi alla tv? Non è più nociva una feroce sparatoria con sangue e delitti efferati, rispetto ad una innocente passerella di aspiranti reginette di bellezza?  Non sono più diseducativi gli insulti verbali di cui sono protagonisti politici e ospiti dei vari salotti televisivi, rispetto ad un concorso di bellezza nel quale, al massimo, si son riscontrati pettegolezzi, gossip, gelosie e finte lacrime? C’è un abisso tra l’ipocrisia di una certa tv che insidia i telespettatori e quella che invece si vuole attribuire a Miss Italia. Conoscendo personalmente Patrizia Mirigliani, organizzatrice del concorso, appare incredibile che possa aver reso un cattivo servigio alla dignità femminile. Al contrario, le varie iniziative legate annualmente al concorso di bellezza, hanno dato un contributo alla valorizzazione di molti aspetti della femminilità schierandosi  anche contro gli stereotipi dell’eccessiva magrezza.

Ancora. si pensi soltanto al’iipocrita strumentalizzazione dei bambini in tv a fini d’audience e alla loro utilizzazione come marionette per divertire i grandi. Quest’anno i palinsesti televisivi si sono ulteriormente riempiti di trasmissioni con bambini che cantano come gli adulti, cucinano come gli adulti, ballano come gli adulti. Gentili Signore, vogliamo prestare attenzione anche a questi programmi? E soprattutto, gentile Presidente Tarantola, restituire dignità al piccolo schermo e alla figura femminile, non significa eliminare Miss Italia, ma fare ben altre scelte “moderne e civili”. Infine, si guardi intorno: quante ex Miss Italia lavorano nella sua azienda?



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