Mondiali di nuoto: quelle interviste “a bordo piscina”


Il comportamento dei cronisti "a bordo piscina" a Barcellona


I mondiali di nuoto a Barcellona sono entrati ormai nel vivo. E la Rai che ne ha l’esclusiva, li sta seguendo con ampi servizi sia su Rai Sport 1 che su Rai2 che trasmette le dirette delle gare più importanti. Dopo aver ammirato le artiste del sincronizzato ed i virtuosi di piattaforma e trampolino, facendo a meno dei commenti degli inviati, arriva il momento più atteso dalla maggior parte degli appassionati, coi fenomeni del momento pronti a dare battaglia tra spruzzi e scie d’acqua.

Peccato che, stando alle prime impressioni, gli italiani dovranno accontentarsi anche quest’anno delle briciole.Constatazioni mai presenti negli innumerevoli commenti e osservazioni dei telecronisti Rai. Gli esponenti della categoria, invece, si rivelano sempre pieni di ossequio verso ogni sportivo in gara. Non solo, ma quel che colpisce maggiormente sono le interviste “a bordo piscina” realizzate dai tanti inviati che a un certo punto davvero non sanno più cosa chiedere agli atleti. Così si intrattengono con i nuotatori affannati dallo sforzo della gara appena sostenuta che a stento riescono a parlare.

Da quanto ci dicono quotidianamente i nostri telecronisti a Barcellona, non si riesce mai a capire bene qual è adesso la situazione del nuoto made in Italy.
A nostro parere, dopo il decennio d’oro a cavallo tra i due millenni, iniziato dalle imprese degli statuari Rosolino e Fioravanti, passando per Filippo Magnini e Federica Pellegrini, pare proprio che il movimento nazionale fatichi a ritrovare protagonisti all’altezza delle aspettative. Se si eccettuano i due splendidi argenti conquistati da Tania Cagnotto (dal trampolino da un metro e nel sincro assieme alla compagna Francesca Dallapè¨), e l’exploit che è valso l’oro alla fondista Martina Grimaldi nella 25 chilometri, il quadro complessivo è abbastanza desolante. Basti pensare che, oltre i soliti commentatori sportivi della Rai, anche sul sito ufficiale della FIN, la federazione nazionale del nuoto, si parla in termini quasi entusiastici del quinto posto conquistato dalla staffetta veloce maschile (composta da Luca Dotto, Luca Leonardi, Marco Orsi e Filippo Magnini)  , giunta ad oltre un secondo di distanza dalla Russia terza, e ad anni luce dai siluri transalpini e a stelle e strisce. Anche le nostre punte di diamante Fabio Scozzoli e Ilaria Bianchi, specialisti rispettivamente nei 100 rana e 100 farfalla, non sono riusciti a salire sul podio nonostante le sensazioni positive alla vigilia della rassegna iridata. Il giovane ranista, tra l’altro, non è riuscito a centrare neppure la finale nei 50, nonostante fosse tra i favoriti.
Ma intanto è arrivata la superstar Federica Pellegrini, che ormai fa parlare di sè per le sue tresche amorose e non per le performance in vasca. Dopo aver conquistato l’argento nei 200 metri, è stata subito avvicinata da Elisabetta Caporale, inviata Rai che l’ha intervistata sul risultato conseguito, le ha chiesto se era dispiaciuta di aver perso il primato mondiale, l’ha investita con domande su domande e, ad un certo punto, non sapeva più cosa chiederle. Mancava solo che la interrogasse sulle sue faccende amorose.

Non solo: nessuno dei cronisti sportivi ha mai sottolineato che, dopo la disfatta dell’olimpiade londinese, le cose non sembrano essere poi migliorate di molto; il movimento continua a vivere delle proprie misere certezze, dei fasti di un passato e delle estemporanee performance di giovani atleti i quali, spesso, vengono bruciati troppo in fretta a causa delle eccessive aspettative che si ripongono su di loro. I nostri cronisti sportivi, insomma, cercano prevalentemente l’aspetto nazional-popolare e sono molto parchi di commenti più professionali.



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