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Reality Show

X Factor 13: la conferenza stampa di presentazione

Tutte le dichiarazioni raccolte nel corso della presentazione della tredicesima edizione del talent show in onda su Sky Uno dal 12 settembre.

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Tutte le dichiarazioni raccolte nel corso della presentazione della tredicesima edizione del talent show in onda su Sky Uno dal 12 settembre.
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A Mara Maionchi, infatti, si aggiungono le new entry: Malika Ayane, Sfera Ebbasta e Samuel. Alla conduzione la garanzia rappresentata da Alessandro Cattelan.

Ecco le dichiarazioni di tutti gli intervenuti alla conferenza stampa di presentazione.

“Tredici anni, incredibile come passa il tempo”, afferma Cattelan nell’estratto relativo alle audizioni. Per ciò che abbiamo potuto vedere, i presupposti sembrano promettenti e come sempre la varietà è assicurata, si passa dall’artista di strada alla ragazza originaria del Marocco dalla voce dolce ed emozionante, senza dimenticare chi si presenta con gli occhiali per realtà virtuale per non rivelare la propria identità e una sedicenne che “spacca”.
Col nuovo regolamento chi riceve quattro sì alle auditions, passa direttamente ai bootcamp.

Ascoltiamo dalla voce dei giudici e degli ideatori di X Factor le conferme e le novità di quest’anno.

Esordisce la veterana Mara Maionchi: “X Factor mi piace molto perché rappresenta il lavoro che ho fatto per tutta la vita e cioè scoprire talenti. I miei compagni sono molto bravi, Malika scopre anche il pelo nell’uovo, la guardo sempre per imparare perché non sono così brava, anche Samuel lo osservo sul piano tecnico. Sono molto attenta al loro labiale”.
Il giro continua con Sfera Ebbasta: “mi sono trovato molto bene. È un’esperienza totalmente nuova sia X Factor che la tv in generale, ma mi è venuto tutto abbastanza naturale. L’aspetto più complesso è fare le giuste considerazioni al momento del giudizio essendoci poco tempo”.
Malika Ayane: “sto imparando a essere meno puntigliosa in quel modo castrante e sto scoprendo che ci sono infiniti modi di fare le cose. Fin qui tutto bene. Per me l’aspetto più difficile è stato mediare il giudizio personale rispetto al riconoscimento dell’identità di chi hai davanti. Bisogna superare il senso di responsabilità che si avverte in quel momento”.
Samuel: “immagino che per noi tre new entry sia impegnativo rapportarci con un linguaggio differente. Siamo abituati a stare sul palco. Bisogna ricordarsi tutta la musica che si ha dentro. Tutti quanti ci siamo abbastanza trovati, individuando il proprio modo di stare su quel piccolo trono. La cosa più difficile per me è stato dire dei no ai ragazzi”.

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Pugliese di nascita, ma milanese d'adozione da quando, anni fa, ha scelto di trasferirsi per l'università e dal desiderio di concretizzare la professione giornalistica e di critico. Grande appassionata di teatro e cinema, di cui si occupa da tempo, sta scoprendo sempre più da vicino e sul campo anche il mondo della tv.

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