Sanremo 2019 | recensione della quarta serata


Sanremo 2019 | recensione della quarta serata. Riflessioni sulla quarta serata della kermesse canora dedicata ai duetti.


Ventiquattro canzoni sono un po’ troppe per una serata e non si ha il tempo di approfondire il giusto mood di ognuna. Naturalmente con queste premesse, la quarta serata del Festival di Sanremo 2019 non poteva certo concludersi a mezzanotte.

Più che un Festival serale è apparsa una manifestazione notturna, troppo prolungata nel tempo e con lungaggini che potevano essere evitate.

L’intesa che si è creata tra Claudio Bisio e Virginia Raffaele avrebbe potuto giovare maggiormente all’economia della serata. Invece i due conduttori, pur con un feeling professionale maggiore, non hanno rinunciato alle loro individualità. Ad esempio: Claudio Bisio si è incamminato sulla strada del monologo. Purtroppo però nel suo immaginario, deve aver confuso di nuovo il palcoscenico dell’Ariston con quello di Zelig.

Il monologo sui ventenni di oggi e sul ruolo paterno, era tra l’altro infarcito di volgarità. Ci si aspettava un testo di maggiore qualità che, almeno per una volta, facesse a meno di un linguaggio grossolano sicuramente non gradito sia al pubblico in platea sia ai telespettatori da casa. Finanche il popolo del web ha protestato contro Bisio chiedendogli di rivolgere al proprio figlio quelle parole dette dinanzi ai telespettatori sanremesi che tra l’altro sono molto esigenti e pretendono correttezza e rispetto.

Stendiamo un velo pietoso anche sulle volgarità contenute nei testi delle canzoni. D’altra parte lo zoccolo duro della manifestazione canora è composto da over 50 e over 60 che ancora sono ancorati ad un concetto di eleganza.

Sanremo è sempre stata la culla dei buoni sentimenti. Impossibile pensare fino a qualche tempo fa che si potesse parlare di droghe o si potessero inserire nei testi termini grossolani. Invece è accaduto. Il motivo è da ricercarsi nello sforzo fatto dal direttore artistico Claudio Baglioni nel cercare di mettere insieme una formula diversa dalla precedente e rivolta ad un pubblico più giovane.

Nessuno dei due risultati è stato centrato. Gli ascolti sono diminuiti e i giovani preferiscono ascoltare le canzoni di Sanremo su altri dispositivi differenti dal piccolo schermo.

Continuiamo a pensare che Virginia Raffaele sia sopravvalutata. La conferma è venuta proprio dalle serate finora andate in onda della kermesse canora. Non potendo affidarsi alle sue maschere, ha cercato in tutti i modi una ironia goliardica che invece non è riuscita a rendere. Non è possibile che ogni sera sia stata protagonista di una gag musicale nella quale creava sempre pasticci.

Dopo quella del grammofono di cui abbiamo parlato, ieri sera è stata la volta della chitarra. L’attrice e conduttrice avrebbe dovuto suonare con Claudio Baglioni un brano che invece si è rivelato un disastro. La Raffaele infatti cercava di tenere il ritmo di Baglioni ma non sapendo suonare la chitarra la rivoltava continuamente quasi togliendole tutti i componenti comprese le corde.

Da due professionisti ci si aspettava di più. Ribadiamo infine che Claudio Bisio è un’ottima spalla ma non un conduttore puro.



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