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Selfie le cose cambiano la recensione

Riflessioni critiche sulla nuova trasmissione di Simona Ventura dal titolo Selfie- le cose cambiano in onda su Canale 5,
Marida Caterini

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Riflessioni critiche sulla nuova trasmissione di Simona Ventura dal titolo Selfie- le cose cambiano in onda su Canale 5,
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 Questo è emerso dalla messa in onda della prima puntata di Selfie-nessuno è perfetto andata in onda su Canale 5 il 21 novembre. Al timone una rediviva Simona Ventura che ha cercato di riprendersi nel panorama televisivo, il suo ruolo di conduttrice.

In una tale miscellanea di ingredienti e generi, non si è notato davvero nulla di nuovo. Tutto visto e rivisto perchè, nonostante il sottotitolo “le cose cambiano”, nulla è mutato: la tv non è più in grado di generare curiosità e novità, si attorciglia su se stessa cercando nel proprio passato elementi e spunti non per rinnovarsi ma solo per ripetersi all’infinito.

E’ il caso della nuova proposta di Canale 5 che si rifà a Il vecchio anatroccolo: andato in onda dal 1998 al 2000 era un format abbastanza ingenuo e semplicistico basato quasi del tutto sull’azione del trucco e su un’educazione alla bellezza che veniva inculcata ai partecipanti. Una prima revisione in chiave di chirurgia estetica è stata poi Bisturi, trasmissione del 2004.  Dall’unione di questi due format nasce una parte di Selfie. La restante fa parte della filosofia di Maria de Filippi e delle atmosfere dei suoi due programmi di punta, il people show C’è posta per te dove i sentimenti e il buonismo sono padroni assoluti e Uomini e donne la rappresentazione quotidiana di persone che recitano un copione di grande appeal sul pubblico: l’obiettivo è cercare la persona della propria vita.

Prodotto dalla Fascino di Maria de Filippi, il Selfie di Simona Ventura non convince. E’ stata riproposta persino la solita lite giornaliera che tiene banco a Uomini e donne tra Gemma Galgani e Tina Cipollari per il momento del trash. 

Dimenticavamo: in rappresentanza di Amici sono presenti anche Alessandra Celentano e Stefano de Martino. E per Tu si que vales c’è Simone Rugiadi, uno dei due conduttori. E ci fermiamo qui. Ma ogni personaggio ha una propria valenza all’interno del programma. E’ stata rispolverata persino la marchesa Daniela Del Secco D’Aragona ex Pechino express. Insomma un quadro che rappresenta il discutibile trend dell’attuale piccolo schermo con un’inedita Katia Ricciarelli alla ricerca di una nuova visibilità

Selfie non rende alcun servigio a Simona Ventura. Tutte le trasformazioni viste nella prima puntata vivono oramai stabilmente in altre trasmissioni compresi i salotti di Barbara D’Urso le cui telecamere entrano ed escono dagli ospedali per documentare interventi estetici. 

Infine: troppo lunga la durata del programma con incongruenze inspiegabili.

 


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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14 Comments

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  1. Avatar

    Daniela Martino

    22 Novembre 2016 at 10:48

    Programma patetico, a mio modesto parere. Soltanto la bravura della conduttrice è apprezzabile in questa accozzaglia di generi triti e ritriti. Simona Ventura sprecata in questo trash già visto.

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    Biagio Palumbo

    22 Novembre 2016 at 12:44

    “che barba che noia” certo non mi aspettavo un programma di eccellenza, ma quello che ho visto non lascia speranza: autori e produttori ancora una volta senza fantasia, senza “eleganza” e purtroppo senza etica. Sopraffatti da un modernismo scadentissimo che inevitabilmente diventa punto di riferimento per una generazione che non riesce più ad apprezzare la qualità del vivere. Ma la cosa più inconcepibile è che ci sguazzi una De Filippi che pare aver perso i freni inibitori se affida l’odiens a litigi e volgarità di ogni genere riproponendo una Cipollari inqualificabile, un De Martino postulante, una Ventura patetica….e ci tocca anche sopportare, in altre sedi, una Mara prezzemolima ma per fortuna intelligente ed umana, ed una Ferilli che insegna a a rifarsi gli zigomi ad amiche e colleghe …ma italiani abbiamo proprio perso la Trebisonda?

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    Leda

    22 Novembre 2016 at 14:52

    Si ..spettacolo rivisitato .Giusto un passatempo serale per chi non ha voglia di fare zapping ! L’unica cosa che proprio non dovevano fare , far intervenire quella ignorante di Tina ! Ma è lei che paga per partecipare ? A questa gallina da schiamazzo ,le avete permesso di far andare via un personaggio mondiale come ,la sig. Ricciarelli !! È vergognoso !!! Capisco lo spettacolo popolare , questo è entrare nelle case pensando solo ad un pubblico con un quoziente d intelligenza di basso livello !!!

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    LUNAC

    22 Novembre 2016 at 16:35

    Bravissima e frizzante Simona Ventura, affascinante e dolcissima Gemma Galgani che avremmo preferito vedere al posto di quella patetica, maleducata, cafona nonché raccomandata da MDF a causa di quest’ultima per noi Selfie finisce qua.

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    Rosaria

    23 Novembre 2016 at 16:16

    Finalmente il ritorno di Simona Ventura che ammiro e apprezzo da sempre….mi piace come ha condotto questa serata e poi da grande professionista ha saputo rimettersi in gioco con un programma che è lo specchio della nostra societa’….bello averla vista anche in qualcosa di nuovo altrimenti sarebbe stata scontata….Brava Simoooooo

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    Claudia1990

    28 Novembre 2016 at 23:22

    È proprio vero che ormai siamo un popolo di basso livello se riusciamo a far ottenere del successo ad un programma simile dove regna la superficialità e l ipocrisia. Innanzitutto non capisco tutti questi apprezzamenti per la conduzione di Simona Ventura che trovo volgare in ogni gesto e parola poi in questo programma si premia che cosa? Il capriccio di essere più belli più sicuri di sé? Non sono queste le persone che avrebbero bisogno di aiuto… pur essendo “Pro” chirurgia anche per correggere un difetto e non un vero proprio problema qui ho visto accontentate ragazze che semplicemente volevo rifarsi il seno x averlo più grande! Dai… allora se questa è la motivazione che serve nn andiamo a ricamarci sopra storie strappalacrime… è ovvio che la tutti abbiamo un difetto che vorremmo migliorare ma non esiste più lavorare e faticare per poi avere la soddisfazione di averlo risolto con i nostri sforzi?! Non ho visto persone davvero in difficoltà e questo programma per me non manda un bel messaggio soprattutto alle piu giovani che ormai sono sempre più disposte a tutto anche a “metterci” (in questo caso) la faccia per un paio di tette nuove gratis!!!

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    Denise

    29 Novembre 2016 at 0:46

    Cambiate conduttrice. La ventura è davvero pessima. In questa puntata è stata davvero antipatica. Quando ha detto di stare zitta a Paola ho cambiato canale. Ma come si permette? Chiamate Ilary Blasi che lei sì che si può chiamare conduttruce.

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    Carla

    5 Dicembre 2016 at 21:17

    Ma che cavolo di trasmissione è mai “Selfie”?livello nn basso,sotto terra!!una conduttrice come Simona Ventura,una poveretta come Paola e una maleducata come Tina…..bel cocktail!!come siamo caduti in basso!!

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    Flavia

    6 Dicembre 2016 at 8:09

    Già tra poco ci toglieranno gli 80 euro al mese di renzi che io mi facevo la spesa. L’Italia è piena di giovani e famiglie disoccupate e continuano a fare questi programmi. Tra uomini e donne, grande fratello che hanno preso 100 mila euro a testa, l’isola dei famosi, amici ecc. I soldi per politici, calciatori e questi programmi li hanno ma per le famiglie no. L’italia fa schifo.

  10. Avatar

    Raffaele

    12 Dicembre 2016 at 22:12

    Salve, vorrei dire che la conduttrice é una dittatrice in quanto chi porta Lei non deve essere contraddetto come ad esempio Pamela Prati. Stefano De Martino aveva ragione . Poi la Ricciarelli dovrebbe scendere dal piedistallo.

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    Andrea

    12 Dicembre 2016 at 22:24

    Stefano de Martino hai espresso un pensiero su pamela prati che milioni di italiani pensano e nessuno ha avuto il coraggio di appoggiarti che mondo finto in realtà era solo in trasmissione per farsi pubblicità con la ventura veramente patetica

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    Ketti

    13 Dicembre 2016 at 18:03

    Simona patetica,Tina ignorante volgare,la isterica di Pamela Prati,meglio di cosi si muore!!!!Programma piu trash non ho mai visto in prima serata,alla faccia della supersimo,super si ma nullità!!!!!

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    MARIA ANTONIETTA MASSARI

    14 Dicembre 2016 at 8:31

    Questo programma e’ pietoso. Oltre ad essere una delle solite “costruzioni sul falso” di Mediaset e’ una spudorata, sfacciata pubblicita’ a Chirurghi ed alle Cliniche dove esercitano la loro attivita’. Nomi e cognomi apertamente dichiarati ed insegne delle Case di Cura in bella vista, per storie ripetitive e noiose, alcune, addirittura fastidiose ed offensive, come quelle della Macari e della Prati. Maleducatissima la Ventura, poi, che ritiene invece irrispettoso Stefano De Martino, il quale, portabandiera della delicatezza e dell’educazione, ha espresso il proprio peraltro giustissimo e da me condiviso parere con molto tatto. C’e’ gente che non arriva a fine mese e che non si puo’ permettere nemmeno controlli ematici importanti, che deve sopportare una schizofrenica come la Prati (mi piaceva molto, ma mi ha deluso con le sue continue uscite di scene ad ogni attacco su di lei), che chiede l’elemosina al programma per andare a farsi curare da Nardone. Ma non sopporto nemmeno quel pagliaccio di Gemma Galgani che mi sorprende alquanto essere definita bella e sexy da uomini persino piu’ giovani di lei. Essere bella e’ altro. Essere sexy e’ avere cervello e moderazione nei modi, qualita’ che non sono proprie di una donna che, per mera notorieta’, ama esporsi alle critiche di tutta l’Italia per la sua petulanza e pesantezza. Basta programmi che servono solo a chi vuole fare business, o a chi non avendo una briciola di talento ama far soldi con piazzate e stupidita’. Per non parlare poi degli errori di grammatica del format. Non si dice “…se vuoi conoscere la nuova tu”…ma la nuova te.

  14. Avatar

    Caterina Pinna

    14 Dicembre 2016 at 12:52

    Trasmissione a mio avviso, patetica, penosa e ridicola a partire da Simona Ventura proiettata ormai verso il tramonto cn un modo di fare falso e costruito da grande signora della tv .

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Recensioni

La Compagnia del Cigno 2 recensione della serie con Alessio Boni e Anna Valle

Analisi e riflessioni critiche sulla serie tv interpretata nel ruolo dei protagonisti da Anna Valle e Alessio Boni.
Marida Caterini

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La Compagnia del Cigno 2 recensione
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Rai 1 sta trasmettendo La Compagnia del Cigno 2 di cui vi proponiamo la recensione. La serie è interpretata tra gli altri, da Alessio Boni nel ruolo del maestro Luca Marioni e da Anna Valle che si cala nel ruolo di Irene Valeri. Ci sono poi i sette giovani studenti che, adesso stanno per diventare adulti e devono affrontare i problemi della loro esistenza quotidiana.

La Compagnia del Cigno 2 critica

La Compagnia del Cigno 2 recensione

Ideata da Ivan Controneo che ne ha curato la sceneggiatura con Monica Rametta, la seconda stagione della serie pone l’accento in particolare sull’amicizia dei sette studenti. Allievi del conservatorio che adesso hanno raggiunto la maggiore età ma si portano dietro ancora i complessi dell’età adolescenziale.

Sono in una fase di transizione umana e artistica nel corso della quale non riescono a discernere i vari aspetti della loro personalità. Sette storie differenti di vita vissuta e di sacrifici per portare avanti il sogno di diventare musicisti. Setti differenti modi di approccio alle tematiche dell’età giovanile nelle quali Cotroneo è un grande esperto. Il telespettatore under 20 tende a riconoscersi nelle problematiche studentesche, nei primi amori, nelle delusioni, nella malinconia, ma anche nell’euforia che Cotroneo ha dipinto molto bene in ognuno dei sette protagonisti.

Ad inquinare questa atmosfera che, solo apparentemente sembra idilliaca, appare, nella seconda stagione l’elemento di disturbo rappresentato dal direttore e maestro d’orchestra Teomar Kayà. E’ questo il personaggio chiave destinato a modificare l’andamento della sceneggiatura ed a cambiare radicalmente il corso degli eventi. Ed è qui che la serie cade nel patetico e, in qualche modo, nella soap opera. Il nuovo venuto è l’intruso che porta con se rabbia, rancore e vendetta provenienti da un passato che non è stato mai dimenticato. E si riaffaccia dopo 25 anni con tutta la forza di una vendetta tanto attesa.

Il nuovo maestro è il male che attacca il bene e lo inquina. Mandando a rotoli ogni buona intenzione della serie.

La Compagnia del Cigno 2 ascolti

Analisi dei personaggi

Certo, la sceneggiatura vuole puntare, per quanto riguarda i personaggi, soprattutto gli studenti, sul concetto dell’amicizia, una sorta di “Uno per tutti, Tutti per uno” che si concretizza in varie situazioni. Ma non tutte sono credibili. Alcune appaiono troppo spettacolarizzate solo per fini di audience e per catturare il telespettatore.

Al centro della serie c’è la musica colta e questo è sicuramente un pregio del racconto. C’è un percorso artistico che viene ben delineato nelle sue linee essenziali. Ma c’è anche troppa approssimazione nella schematicità delle tante vicende raccontate.

Alessio Boni, il Bastardo maestro Luca Marioni, riesce meno credibile rispetto al passato. Forse la serie poteva concludersi con la prima stagione. La seconda già appare una forzatura per la necessità di pescare nel torbido dei sentimenti umani a fini spettacolari.

Anna Valle non cambia. Cambiano le fiction da lei interpretate, ma resta rinchiusa nel suo schema di immobilismo recitativo. Molti i personaggi di contorno ad ognuno dei quali è affidato il ruolo di rendere al meglio la coralità recitativa. Sono i giovani protagonisti ad aver contribuito maggiormente al tentativo, non sempre riuscito.


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La fuggitiva recensione della serie tv con Vittoria Puccini

Analisi e riflessioni critiche sulla serie tv interpretata nel ruolo della protagonista Arianna, da Vittoria Puccini.
Marida Caterini

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La fuggitiva recensione
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Rai 1 sta mandando in onda La fuggitiva serie tv di cui vi proponiamo la recensione. La fiction è interpretata da Vittoria Puccini nel ruolo della protagonista Arianna Comano accusata ingiustamente di aver ucciso il marito, assessore all’urbanistica di un piccolo centro nei pressi di Torino.

La fuggitiva critica

La fuggitiva recensione della serie tv

La fuggitiva è un prodotto che vuole coniugare atmosfere drammatiche e thriller ma con la pretesa di essere una serie d’azione. Misteri, segreti, un passato tragico alle spalle dei protagonisti, mai totalmente elaborato e superato, sono alcuni degli elementi caratteristici della serie.

La prima puntata inizia con flash back che si susseguono ininterrottamente fino alla conclusione. Sono sprazzi della vita della protagonista rapita in tenera età dopo che i genitori erano stati uccisi in seguito ad una rapina. Vi si aggiungano sullo sfondo le atmosfere del conflitto bosniaco e l’addestramento, forse più che militare, a cui la protagonista è stata sottoposta per sopravvivere.

Insomma una vita, quella di Arianna, piena di drammi come solo una serie tv può ricreare. Drammi che ricominciano quando viene accusata dell’omicidio del marito. La sceneggiatura tenta di imprimere allo scorrere degli eventi un ritmo estremamente veloce, più che ansiogeno. Costringendo il telespettatore a non avere un minimo di sosta tra una fuga e l’altra, tra un appostamento ed una aggressione. Ma il tentativo non è riuscito.

Non mancano anche le ingenuità nella costruzione di una trama che, per la maggior parte, si svolge on the road con una dovizia di esterni tra Torino e località limitrofe. Sono, infatti gli esterni urbanistici ad essere sempre in primo piano, fotografati con cura. La pulizia della fotografia, fa troppo spesso da contraltare agli sporchi affari che stanno dietro la morte del marito della protagonista. E ad una vicenda che, più va avanti, più mostra lati oscuri, intrighi, ossessioni mai superate, non solo dalla protagonista. Insomma un guazzabuglio infernale.

In questa mescolanza di ingredienti riesce difficile dare credibilità ad una storia che sembra essere stata costruita, sia pur con le dovute differenze, sul film cult Il fuggitivo con Harrison Ford. Una copia mal riuscita, talvolta anche maldestra nella gestione.

La fuggitiva ascolti

Analisi dei personaggi

Vittoria Puccini non ha ancora lasciato alle spalle la sua Elisa di Rivombrosa nella staticità delle espressioni. Sono trascorsi anni dal personaggio da soap. Ma, ad uno sguardo attento, la credibilità della recitazione resta la medesima. Per tutta la durata del film è una fuggitiva incompresa che spesso non riesce ad esprimere i suoi sentimenti ed a comunicarli al pubblico perché ingabbiata in un limitato schema recitativo. Naturalmente la sceneggiatura procede, soprattutto nei suoi confronti, in maniera fin troppo lineare. Alla fine, si sa, la sua innocenza verrà dimostrata con la scoperta di una rete di loschi affari. Una rete che ha già seminato, fin dall’inizio, molti cadaveri.

Medesima scarsa credibilità per Pina Turco, l’agente Michela che nasconde a sua volta un passato poco chiaro.

Infine: neanche ai cattivi riesce dimostrare fino in fondo la propria malvagità. E il pubblico si accorge che poco o nulla riesce convincente all’interno della serie.


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Recensioni

Un passo dal cielo 6: i guardiani la recensione della serie con protagonista Daniele Liotti

Analisi e riflessioni critiche sulla serie interpretata nel ruolo del protagonista da Daniele Liotti.
Marida Caterini

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Un passo dal cielo 6 recensione
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Rai 1 sta trasmettendo Un passo dal cielo 6: i guardiani di cui vi proponiamo la recensione.

La sesta stagione della serie ha confermato i personaggi principali tra i quali il protagonista Francesco Neri interpretato da Daniele Liotti. L’attore è alla sua terza esperienza nella serie che prevede molte new entry tra cui Giusy Buscemi. Inoltre la fiction ha cambiato location.

Un passo dal cielo 6 critica

Un passo dal cielo 6 – recensione

Francesco Neri è di nuovo protagonista di una storia che coniuga atmosfere da commedia con ingredienti misteriosi e una trama che si sviluppa orizzontalmente sugli eventi personali dello stesso comandante della Forestale.

La serie si è trasferita dall’Alto Adige al Veneto. Punto forte ancora una volta è la bellezza mozzafiato dei paesaggi. Il fascino spettacolare dell’ambiente circostante e delle montagne rappresentano il vero e proprio coprotagonista degli eventi raccontati.

Eventi il più delle volte drammatici all’interno dei quali si mescola una vena di sano buonismo. La trama in queste puntate rappresenta un vero e proprio spartiacque con il passato. Ma anche questa volta si fa affidamento su eventi di cronaca nera e di misteri come già era accaduto precedentemente.

La novità rispetto alle serie andate in onda è una sensazione di minore tormento nel quale si dibatte il protagonista. Demoni e rimorsi che lo hanno tenuto prigioniero dalla quarta serie in poi sembrano, solo momentaneamente, stemperati in una atmosfera che aggiunge agli altri ingredienti anche la pura commedia.

È proprio la bellezza straripante dei paesaggi a fare da contraltare alla drammaticità delle situazioni. Più il cielo è splendente, più il dramma incombe sui personaggi. La linea orizzontale del racconto è caratterizzata anche da una vicenda che ha un inizio con la prima puntata ed una fine con l’ultima. All’interno altri casi di cronaca di cui Francesco Neri si occupa insieme al suo assistente Vincenzo Nappi. Ed è proprio da questo personaggio che vengono i principali elementi da commedia e i toni più leggeri che caratterizzano le varie situazioni.

Certo Daniele Liotti parla più con il suo fisico che con la recitazione. Ed è questo un elemento di sicuro appeal per il pubblico trasversale della rete.

Un passo dal cielo 6 ascolti

Regia e recitazione

Per ovviare ad una recitazione sicuramente non ottimale, la regia punta soprattutto sul paesaggio. Le più suggestive località delle Dolomiti fanno da cornice alle vicende del comandante della Forestale Francesco Neri e riescono ad impressionare in maniera così favorevole il telespettatore da incentivarlo a non cambiare canale.

Tutto si regge dunque su una regia attenta ed oculata che riesce a salvare la mediocrità della fiction. Ci riferiamo in particolare alla recitazione ed anche alla sceneggiatura che, tra l’altro, ripropone quasi pedissequamente gli schemi del passato. Tutto questo nonostante Rai Fiction abbia voluto dare alla serie una ventata di nuova vitalità cambiandone il titolo ne Un passo dal cielo 6: I guardiani.

Infine non è secondario, oltre l’aspetto paesaggistico, quello ambientale. La salvaguardia dell’ambiente infatti è uno dei pilastri della serie fin dagli esordi.


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