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Stasera in tv: i nostri consigli per oggi 9 febbraio

La programmazione di questa sera sulle reti pubbliche e private
Giancarlo Leone

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La programmazione di questa sera sulle reti pubbliche e private
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Leo (Carmine Buschini) deve affrontare l’inizio di un nuovo ciclo di cure aggressive e debilitanti, ma i “braccialetti” sono al suo fianco per supportarlo e dargli forza. Cris (Aurora Ruffino) è in conflitto con sé stessa, è sempre alle prese con l’anoressia, ma grazie ai “braccialetti” riesce a fare decisivi passi avanti. Davide (Mirko Trovato) ha modo di vedere il mondo esterno con occhi nuovi e Vale (Brando Pacitto), sensibile osservatore, si rende conto di provare emozioni forti e sconosciute. Nel frattempo in ospedale ci sono nuovi arrivi, tra cui Olga, una ragazza solare ed esuberante, nuova compagna di stanza di Cris, con la quale l’approccio inizialmente è un po’ burrascoso…

Per chi vuole fare tardi, sempre su Raiuno, ma alle 0.50, il programma di attualità di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime, S’è fatta notte. Ospite l’attore e regista Luca Barbareschi.  

Su Raitre, alle 20.10, il programma di attualità in compagnia di Fabio Fazio, Che tempo che fa. Al suo fianco, come di consueto, Filippa Lagerback e l’umorismo di Luciana Littizzetto, a conclusione della trasmissione.

Anche su Italia 1, consigliato altro programma di attualità: alle 21.30, Lucignolo 2.0, condotto da Marco Berry ed Enrico Ruggeri, che sforna sempre nuove rubriche. Tra le ultime nate c’è anche “La classifica delle morte di fama”, incentrata sui ritratti di ragazze di belle speranze, che tentano, o ritentano, di farsi strada nel variegato mondo della televisione e del cinema.

Ed ecco i film consigliati per gli amanti del genere.

Su Rete 4, alle 21.15, il film d’avventura del 1972 di Giuseppe Colizzi, …Più forte ragazzi, con Terence Hill e Bud Spencer. Brasile. Plata (Terence Hill) e Salud (Bud Spencer) lavorano come piloti in piccole compagnie aeree. Per arrotondare lo stipendio truffano le assicurazioni, provocando incidenti con vecchi velivoli per incassare i risarcimenti. Ma un giorno sono davvero costretti ad atterrare nel cuore dell’Amazzonia…

Su Rai 5, canale 23, alle 21.15, il film documentario del 2010 di e con Bansky, Exit through the gift shop: Bansky. Thierry filma di tutto e quando scopre che un cugino è lo street artist Space invader, inizia a documentare il mondo di questi artisti. Ma tra loro gli sfugge il misterioso Bansky…

Su Rai Movie, canale 24, alle 21.15, il film drammatico del 1997, L’uomo della pioggia – The rainmaker con Matt Damon. Rudy Baylor, neolaureato in legge, ingaggia una durissima battaglia legale contro una compagnia di assicurazioni, che si è rifiutata di pagare le cure ad un malato di leucemia.

Su Iris, canale 22, alle 21.00, il film drammatico del 2010 di Mike Mills, Beginners, con Christopher Plummer, Ewan McGregor. La vita del giovane Oliver viene completamente sconvolta quando il padre gli rivela di essere omosessuale e di voler vivere serenamente la sua condizione alla luce del sole.               


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Recensioni

La fuggitiva recensione della serie tv con Vittoria Puccini

Analisi e riflessioni critiche sulla serie tv interpretata nel ruolo della protagonista Arianna, da Vittoria Puccini.
Marida Caterini

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La fuggitiva recensione
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Rai 1 sta mandando in onda La fuggitiva serie tv di cui vi proponiamo la recensione. La fiction è interpretata da Vittoria Puccini nel ruolo della protagonista Arianna Comano accusata ingiustamente di aver ucciso il marito, assessore all’urbanistica di un piccolo centro nei pressi di Torino.

La fuggitiva critica

La fuggitiva recensione della serie tv

La fuggitiva è un prodotto che vuole coniugare atmosfere drammatiche e thriller ma con la pretesa di essere una serie d’azione. Misteri, segreti, un passato tragico alle spalle dei protagonisti, mai totalmente elaborato e superato, sono alcuni degli elementi caratteristici della serie.

La prima puntata inizia con flash back che si susseguono ininterrottamente fino alla conclusione. Sono sprazzi della vita della protagonista rapita in tenera età dopo che i genitori erano stati uccisi in seguito ad una rapina. Vi si aggiungano sullo sfondo le atmosfere del conflitto bosniaco e l’addestramento, forse più che militare, a cui la protagonista è stata sottoposta per sopravvivere.

Insomma una vita, quella di Arianna, piena di drammi come solo una serie tv può ricreare. Drammi che ricominciano quando viene accusata dell’omicidio del marito. La sceneggiatura tenta di imprimere allo scorrere degli eventi un ritmo estremamente veloce, più che ansiogeno. Costringendo il telespettatore a non avere un minimo di sosta tra una fuga e l’altra, tra un appostamento ed una aggressione. Ma il tentativo non è riuscito.

Non mancano anche le ingenuità nella costruzione di una trama che, per la maggior parte, si svolge on the road con una dovizia di esterni tra Torino e località limitrofe. Sono, infatti gli esterni urbanistici ad essere sempre in primo piano, fotografati con cura. La pulizia della fotografia, fa troppo spesso da contraltare agli sporchi affari che stanno dietro la morte del marito della protagonista. E ad una vicenda che, più va avanti, più mostra lati oscuri, intrighi, ossessioni mai superate, non solo dalla protagonista. Insomma un guazzabuglio infernale.

In questa mescolanza di ingredienti riesce difficile dare credibilità ad una storia che sembra essere stata costruita, sia pur con le dovute differenze, sul film cult Il fuggitivo con Harrison Ford. Una copia mal riuscita, talvolta anche maldestra nella gestione.

La fuggitiva ascolti

Analisi dei personaggi

Vittoria Puccini non ha ancora lasciato alle spalle la sua Elisa di Rivombrosa nella staticità delle espressioni. Sono trascorsi anni dal personaggio da soap. Ma, ad uno sguardo attento, la credibilità della recitazione resta la medesima. Per tutta la durata del film è una fuggitiva incompresa che spesso non riesce ad esprimere i suoi sentimenti ed a comunicarli al pubblico perché ingabbiata in un limitato schema recitativo. Naturalmente la sceneggiatura procede, soprattutto nei suoi confronti, in maniera fin troppo lineare. Alla fine, si sa, la sua innocenza verrà dimostrata con la scoperta di una rete di loschi affari. Una rete che ha già seminato, fin dall’inizio, molti cadaveri.

Medesima scarsa credibilità per Pina Turco, l’agente Michela che nasconde a sua volta un passato poco chiaro.

Infine: neanche ai cattivi riesce dimostrare fino in fondo la propria malvagità. E il pubblico si accorge che poco o nulla riesce convincente all’interno della serie.


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Un passo dal cielo 6: i guardiani la recensione della serie con protagonista Daniele Liotti

Analisi e riflessioni critiche sulla serie interpretata nel ruolo del protagonista da Daniele Liotti.
Marida Caterini

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Un passo dal cielo 6 recensione
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Rai 1 sta trasmettendo Un passo dal cielo 6: i guardiani di cui vi proponiamo la recensione.

La sesta stagione della serie ha confermato i personaggi principali tra i quali il protagonista Francesco Neri interpretato da Daniele Liotti. L’attore è alla sua terza esperienza nella serie che prevede molte new entry tra cui Giusy Buscemi. Inoltre la fiction ha cambiato location.

Un passo dal cielo 6 critica

Un passo dal cielo 6 – recensione

Francesco Neri è di nuovo protagonista di una storia che coniuga atmosfere da commedia con ingredienti misteriosi e una trama che si sviluppa orizzontalmente sugli eventi personali dello stesso comandante della Forestale.

La serie si è trasferita dall’Alto Adige al Veneto. Punto forte ancora una volta è la bellezza mozzafiato dei paesaggi. Il fascino spettacolare dell’ambiente circostante e delle montagne rappresentano il vero e proprio coprotagonista degli eventi raccontati.

Eventi il più delle volte drammatici all’interno dei quali si mescola una vena di sano buonismo. La trama in queste puntate rappresenta un vero e proprio spartiacque con il passato. Ma anche questa volta si fa affidamento su eventi di cronaca nera e di misteri come già era accaduto precedentemente.

La novità rispetto alle serie andate in onda è una sensazione di minore tormento nel quale si dibatte il protagonista. Demoni e rimorsi che lo hanno tenuto prigioniero dalla quarta serie in poi sembrano, solo momentaneamente, stemperati in una atmosfera che aggiunge agli altri ingredienti anche la pura commedia.

È proprio la bellezza straripante dei paesaggi a fare da contraltare alla drammaticità delle situazioni. Più il cielo è splendente, più il dramma incombe sui personaggi. La linea orizzontale del racconto è caratterizzata anche da una vicenda che ha un inizio con la prima puntata ed una fine con l’ultima. All’interno altri casi di cronaca di cui Francesco Neri si occupa insieme al suo assistente Vincenzo Nappi. Ed è proprio da questo personaggio che vengono i principali elementi da commedia e i toni più leggeri che caratterizzano le varie situazioni.

Certo Daniele Liotti parla più con il suo fisico che con la recitazione. Ed è questo un elemento di sicuro appeal per il pubblico trasversale della rete.

Un passo dal cielo 6 ascolti

Regia e recitazione

Per ovviare ad una recitazione sicuramente non ottimale, la regia punta soprattutto sul paesaggio. Le più suggestive località delle Dolomiti fanno da cornice alle vicende del comandante della Forestale Francesco Neri e riescono ad impressionare in maniera così favorevole il telespettatore da incentivarlo a non cambiare canale.

Tutto si regge dunque su una regia attenta ed oculata che riesce a salvare la mediocrità della fiction. Ci riferiamo in particolare alla recitazione ed anche alla sceneggiatura che, tra l’altro, ripropone quasi pedissequamente gli schemi del passato. Tutto questo nonostante Rai Fiction abbia voluto dare alla serie una ventata di nuova vitalità cambiandone il titolo ne Un passo dal cielo 6: I guardiani.

Infine non è secondario, oltre l’aspetto paesaggistico, quello ambientale. La salvaguardia dell’ambiente infatti è uno dei pilastri della serie fin dagli esordi.


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Game of Games – Gioco loco recensione dello show con Simona Ventura

Analisi e riflessioni critiche sullo show condotto da Simona Ventura in prima serata su Rai 2.
Marida Caterini

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Game of Games recensione
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Rai 2 ha mandato in onda la prima puntata di Game of Games – gioco loco di cui vi proponiamo la recensione.

C’era molta attesa per il ritorno in prima serata di Simona Ventura che ha proposto la versione italiana dello show portato al successo oltreoceano da Ellen DeGeneres.

Una versione adattata al pubblico italiano e con la presenza di personaggi noti, non contemplati invece nel format originale.

Game of Games critica

Game of Games – recensione

La prima impressione ricevuta da Game of Games è una riproposizione delle atmosfere leggere già viste in programmi come Stasera tutto è possibile e soprattutto Ciao Darwin. L’unica differenza è che i giochi si svolgono in una sorta di grande Luna Park.

Il programma, definito come divertimento fine a sé stesso, procede a ritmi serrati e incalzanti senza lasciare al telespettatore la possibilità di fermarsi. Si viene completamente assorbiti da un ritmo travolgente che spesso diventa anche ossessivo.

Tutto insomma è modellato su uno schema sopra le righe e il telespettatore non riesce ad avere un attimo di respiro, sopraffatto dalla verve fin troppo goliardica e insistente dei concorrenti, sia vip che gente comune.

I giochi si susseguono a ritmo continuo e molti presentano difficoltà che hanno ricordato chiaramente Ciao Darwin. Ma Simona Ventura non è Paolo Bonolis. La conduttrice non ha insomma il linguaggio dissacrante, aulico e forbito, di un Bonolis tradizionalmente vicino alla gente comune che diventa inconsapevolmente sua vittima.

Mentre Bonolis manipola i personaggi, Simona Ventura si limita a presentarli e ad interagire con loro in una maniera mai volgare e sopra le righe. Anche se, bisogna dirlo, nel corso del programma non sono mancate alcune battutine a doppio senso pronunciate da alcuni vip tra i quali Elettra Lamborghini.

Il programma è chiaramente un vero disimpegno per i telespettatori. Puro intrattenimento. Ma la goliardia finisce per assumere contorni poco credibili. Ed è proprio la credibilità una delle pecche di Game of Games – gioco loco.

Game of Games ascolti

La conduttrice

Simona Ventura ha cercato di imprimere al programma la sua verve personale. Ha tentato di essere sé stessa ma spesso l’euforia è andata al di là del consentito. Ha gestito i concorrenti noti e la gente comune con un approccio elegante, ma anche cameratesco. Particolare attenzione ha avuto per le persone comuni, mentre con i colleghi del mondo dello spettacolo si è permessa qualche battuta e qualche goliardia in più.

Naturalmente tutti si sono adattati alle atmosfere predominanti ed hanno cercato fin troppo chiassosamente di intrattenere un pubblico, che in questo periodo, ha problemi molto più gravi a cui pensare. Nonostante i giochi e la goliardia ci si attendeva qualche sobrietà in più.

Infine come sempre il programma ha messo in evidenza lo scarso grado di cultura generale che caratterizza molti personaggi del mondo dello spettacolo. È stato evidente soprattutto nella prima parte quando le risposte di alcuni vip alle domande di Simona Ventura sembravano talmente esilaranti da risultare false e studiate a tavolino.

Un’ultima osservazione: il pubblico italiano è diverso dalla platea televisiva americana, al quale Game of Games è più adatto.

 


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