Millennium, la recensione


Considerazioni sulla prima puntata del talk show condotto da tre padrone di casa


                                                                                                

Le tre “giovin signore” hanno giocato a fare le Floris in gonnella. La prima, Mia Ceran, impettita e di rosso vestita, fasciata in una mise che ne accentua la procacità delle forme, era la padrona dello studio. Accanto a lei una più modesta Marianna Aprile abbigliata da collegiale nella sua veste candida, vaporosa e svolazzante, stile anni ’50. Una vera e propria spalla, spesso sminuita al ruolo di “spalletta” che non solo appariva imbarazzata ma viveva evidentemente di luce riflessa. Dalla Sardegna (Porto Rotondo) faceva bella mostra di sè, nel ruolo di inviata, Elisabetta Margorani, forse la più sobria.

Già l’aver piazzato Millennium al martedì sera fa capire come la rete cerchi di fidelizzare il pubblico al nuovo corso autunnale di Ballarò senza Floris e con un sostituto difficile da trovare. E le tre padrone di casa ne ripercorrono i medesimi schemi, sia nelle interviste in studio che nei servizi in esterna. Persino le musiche di sottofondo ricordano Ballarò e strizzano l’occhio a quelle di Anno Zero.

Mia Ceran, in particolare, ergendosi in tutto il suo turgore fisico, appariva quasi come una Barbie da piccolo schermo in cerca di certezze sulla sua bravura, oltre che sulla sua avvenenza. Sembrava quasi che stesse affrontando un casting per la selezione del successore di Floris. O peggio che stesse partecipando ad una serata di gala.
Le due conduttrici in studio hanno dato la sensazione di aver imparato a memoria la “lezioncina”, come se stessero sostenendo un esame di maturità. Ma poi, ad un certo punto, forse per l’emozione, sono scivolate anche in qualche errore sintattico. Certo, le domande che porgevano agli ospiti apparivano ben preparate ma costruite a tavolino. Quando però ci si allontanava dal copione prefissato, erano evidenti l’imbarazzo e lo sforzo di tornare su temi prestabiliti.

Floris e Ballarò hanno dettato legge anche nella parte finale del programma dedicato ai sondaggi. In particolare su un dato si è innescata la polemica: si  evidenziava che il 78% degli intervistati non si fida del ruolo sostenuto da Berlusconi nelle riforme. E qui Paolo Romani di Forza Italia ha contestato il dato tra l’imbarazzo della Ceran che ha rimandato le spiegazioni al sondaggista in studio.



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