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Ce la farà Paolo Del Debbio a reggere la Quinta colonna?

Quinta colonna trasloca su Canale 5

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Quinta colonna trasloca su Canale 5
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 La prima osservazione riguarda proprio il nuovo padrone di casa che ha avuto il coraggio di accettare un programma flop, senza neppure chiedere il cambio di titolo. Quinta colonna è rimasto nell’immaginario dei telespettatori per l’intervista esclusiva al comandante Schettino. Clamorosamente il pubblico non gradì. Il talk show precipitò ai minimi d’audience.

Adesso torna in pista su un’altra rete con un altro conduttore ma con il medesimo titolo evocativo.  Fin dalla prima puntata Del Debbio è apparso nervoso e impaziente mentre cerca di districarsi tra i tanti servizi proposti, tra cui la crisi e l’impoverimento generale di larghi strati della società. E si interroga su tematiche di grande presa sul pubblico: Siamo alla frutta? I politici che fanno?

Il tentativo di ricalcare alcuni schemi santoriani, in versione più soft e meno arrabbiata è evidente. Bisogna però perfezionarlo,e le sei puntate di durata del talk show sono un tempo sufficientemente lungo per i miglioramenti.

I fantasmi santoriani si evidenziano nel dare sfogo ad ogni forma di insofferenza e di rabbia. Gli inviati stimolano la gente riunita nelle piazze, e non allontanano mai il microfono dalla bocca delle persone, anche quando fanno capire di non aver più nulla da dire. Intanto Del Debbio pungola con domande, stimola il disappunto, fa lievitare il disagio di chi è in grande difficoltà economica. Ha fatto parlare anche un giovane imprenditore che, solo per un caso fortuito, non si è tolta la vita. E’ il populismo spinto che cavalca la nuova povertà degli italiani, incapaci di risollevarsi. E spesso incapaci di rispondere anche alle domande di Del Debbio che si dibatte tra i vari collegamenti.

I momenti migliori della prima puntata del talk show sono stati tre: un pezzo dell’intervento di Roberto Benigni che era a Campovolo per la festa del PD, le performance di una non meglio identificata Nausicaa, inviata a Roma, giornalista dal nome evocativo ma dal cognome poco noto, tutta compenetrata nel ruolo e presa dalla smania di mettersi in evidenza. 

Ma soprattutto ha impressionato favorevolmente il pezzo di apertura affidato alla penna di Paolo Giordano, direttore di Studio Aperto che è riuscito con ironia e leggerezza a mettere in evidenza i problemi in discussione. E lo ha fatto in maniera molto più convincente dei tre collegamenti dalle piazze italiane.

Il discorso è tutto aperto per Quinta colonna. Dopo che la prima puntata ha realizzato il 7,31% di share con 1.45 milioni di spettatori, la seconda si è attestata sul 6,8% di share. Staremo a vedere.

 

 


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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