Domenica in con Mara Venier | la recensione


Domenica in con Mara Venier | la recensione. Analisi critica e riflessioni sull'esordio del nuovo contenitore festivo di Rai1. Promossa la padrona di casa.


E’ tornata la nazional- popolarità, intesa nell’accezione migliore del termine, a Domenica in. E’ tornata una conduzione coinvolgente, spontanea, non costruita, spesso anche imprevedibile per le reazioni suscitate dinanzi a specifiche situazioni.

E’ tornata Mara Venier a far dimenticare l’algido passato e il degrado in cui era sprofondato il contenitore festivo di Rai1. La prima puntata della nuova edizione 2018 / 2019 è andata in onda domenica 16 settembre su Rai1 dalle 14.00 alle 17.30.

Fin dall’inizio si è respirata un’aria familiare e quasi casalinga: attenzione alle “stiratrici” del pomeriggio di Canale 5 che potrebbero anche cambiare canale perché meglio rappresentate dalla genuina schiettezza della Venier..

La conduttrice ha saputo gestire quasi tutti i segmenti della puntata con padronanza e spesso anche con ironia, soprattutto quando si sono verificati incidenti tecnici da parte della regia come i filmati che non arrivavano nel corso dell’intervista a Romina Power. Un’intervista che ha toccato con leggerezza ed eleganza tutte le corde più importanti della personalità della Power senza mai cadere in quel voyeurismo retorico e sfacciato troppo noto in tv. E senza porgere domande insistenti sul gossip del triangolo sentimentale sul quale si son lanciati come avvoltoi altri salotti.

La prima domanda ha puntato sulla condivisione di essere nonne, per arrivare a messaggi delle due figlie Cristel e Romina junior presentati senza la roboante e spettacolare retorica di mestiere che accompagna sempre le sorprese televisive.

Promosso il Tabellone con una Alessia Macari che sembra quasi un cartone animato e sta bene in quel ruolo. E credibile anche lo spazio del contest Una canzone per Mara dove si sono toccate punte di kitsch quasi sempre gradevoli. E si è ricreata, in minima parte, qualche atmosfera arboriana con il “bravo presentatore” Nino Frassica alla conduzione del singolare talent e Maurizio Ferrini nel ruolo di una improbabile valletta tedesca. Una giuria, composta da tre personaggi che cambiano di settimana in settimana, ad eccezione della presenza fissa della Venier, deve valutare i brani inediti, scritti per la conduttrice.

Ma non tutto si è rivelato positivo e credibile

Il segmento più debole è stato il talk show iniziale su Asia Argento e sulle accuse di abusi sessuali rivolte all’attrice e regista. Qualche espressione al limite del lecito, ma soprattutto la presenza dei soliti ospiti come Mughini e la Bruzzone, hanno reso fragile e dejà vu la discussione.

La Venier ha cercato di districarsi al meglio in un guazzabuglio di opinioni ed ha tentato di far arrivare al pubblico un messaggio che, invece, si è bloccato dinanzi ad un chiacchiericcio vano e inutile e non ha aggiunto nulla all’economia del programma. Insomma bisogna intervenire sui contenuti, soprattutto di questa prima parte che determina la persistenza o la fuga del pubblico da Rai1.

Inoltre: la Venier ha dovuto fare a meno di Gina Lollobrogida che ha avuto un piccolo incidente poco prima di uscire di casa e recarsi in studio. La conduttrice, che poi si è collegata con l’ospedale dove l’attrice era momentaneamente ricoverata, avrebbe potuto informare prima il pubblico.

Ci sono stati momenti imbarazzanti per errori e lungaggini che anche l’orchestra presente in studio ha contribuito ad alleggerire con stacchetti. Ed è proprio su tali inconvenienti che si deve intervenire perchè non sono degni di una tv pubblica.

A fine puntata c’è stata l’intervista a MariaTeresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone, la giovane donna che si tolse la vita per la diffusione in Rete di video che la ritraevano in pose intime. Un’intervista senza retorica,uno spazio che accoglierà altre protagoniste e che potrebbe essere spostato all’inizio relegando il fragile talk a conclusione di puntata.



One Reply to “Domenica in con Mara Venier | la recensione”

  • anna

    sembrava il museo delle cere, tutta gente “rifatta”.
    Brava la Mara, ma basta Al Bano e Romina
    poi arriverà d’Alessio, e sempre le solite facce…

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