Sanremo 2018 | recensione della prima serata | 6 febbraio


Sanremo 2018 | recensione della prima serata. Osservazioni e riflessioni sulla prima serata del festival trasmessa su Rai 1 il 6 febbraio


Ci voleva Rosario Fiorello, in particolare stato di grazia, per salvare la prima serata della 68 edizione del Festival di Sanremo. Lo show man è riuscito con una verve coinvolgente fin dalla prima apparizione, a dare sprint all’esordio della kermesse canora che ha mostrato immediatamente limiti strutturali.

La scenografia, innanzitutto, mastodontica e plateale, sembrava irrompere con una forza travolgente in evidente contrasto con le più rasserenanti atmosfere del passato. E non ci riferiamo ai tre anni della gestione “carlocontiana” ma alla tradizione della kermesse. Una scelta che, tra l’altro, ha comportato il sacrificio di molti posti a sedere. Lo ha sottolineato anche Rosario Fiorello nel suo primo lungo intervento. Lo show man, tra le altre battute, ha avuto l’illuminazione geniale di rivolgersi al dg Rai Mario Orfeo ricordandogli che dovrà fare le valigie “se vince il toy boy di Orietta Berti”.

Hanno cantato tutti, proprio tutti: da Claudio Baglioni a Pierfrancesco Favino fino a Michelle Hunziker impegnata al massimo ad ergersi a prima donna incontrastata della kermesse.Ha fatto di tutto sul palcoscenico la conduttrice di Striscia la notizia. ha inanellato, nella prima parte, una serie di gaffe, ha salutato il consorte che, dalla sala ne filmava la performance, gli ha persino dichiarato il suo amore, in un attacco di retorica sentimentale da far invidia agli abitanti di Puente Viejo.

Certo, non poteva esserci nessun’altra presenza femminile accanto alla Hunziker alla quale, comunque, va riconosciuto lo sforzo di aver voluto portare all’Ariston la goliardia di Striscia la notizia. Peccato che era una copia sbiadita. Anche alcuni atteggiamenti, tra cui quel ridere troppo spesso inappropriatamente, evocavano le atmosfere del tg satirico di Antonio Ricci. Inoltre la Hunziker era presente anche come testimonial di una nota marca di gioielli nel corso delle molteplici pubblicità che si sono avvicendate, dilatando i tempi della diretta.

Si è complimentata con chiunque, cerimoniosa e attenta a presentare i cantanti secondo la liturgia sanremese, evidenziando una buona intesa con i compagni di viaggio. Segno evidente che deve aver provato a lungo, magari sottraendo tempo ai suoi precedenti impegni Mediaset. Ed ha sempre tenuto ben saldo in mano, lo scettro del comando.

Claudio Baglioni non è un presentatore. E lo ha purtroppo dimostrato intervenendo con un lungo e monotono monologo subito dopo il primo intervento di Fiorello. Un segmento che ha fatto temere il peggio, il crollo dell’audience.

Un discorso a parte meritano le gag: troppe e spesso inappropriate. Di molte se ne poteva fare a meno. La serata è stata punteggiata anche da inconvenienti tecnici che, verso la fine, hanno rischiato di mettere in serio imbarazzo Baglioni e Favino.

La popolar- nazionalità della prima serata ha toccato il vertice massimo con la reunion dei Capitani Coraggiosi: Gianni Morandi e Claudio Baglioni.

Contrariamente alle promesse della vigilia, non si sono mantenuti i tempi di chiusura: il sipario cala sulla prima serata all’una e 13 minuti dopo mezzanotte. Peggio de L’isola dei famosi.



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