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Davide Paganini, ho recitato accanto a Raoul Bova in Fuoco amico TF 45 Eroe per amore

Intervista a Davide Paganini che interpreta il cecchino Paolo Visentin nella serie Fuoco amico -TF45_ Eroe per amore
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Intervista a Davide Paganini che interpreta il cecchino Paolo Visentin nella serie Fuoco amico -TF45_ Eroe per amore
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Attualmente lo vediamo sul piccolo schermi tra i protagonisti della fiction Fuoco Amico – TF 45 (in onda il mercoledì in prima serata su Canale 5), accanto a Raoul Bova e al cinema con il film Wax: We are the X.

Davide, dalla racchetta alla telecamera il passo è stato rapido, quasi il tempo di una stoccata. Quando ha sentito che era giunto il momento di dedicarsi alla recitazione?

Quando ero alle superiori, ogni volta che venivo chiamato alla lavagna per me partiva uno show. I miei compagni erano il mio pubblico e io mi divertivo un mondo… per fortuna prendevo sempre bei voto, 8/9… molto meno negli scritti, lo ammetto, se no sarebbero stati guai. Un giorno la mia insegnante di lettere mi disse: “Paganini, perché non smetti di fare lo show e vai a fare teatro?”. Teatro? E cos’è, dissi tra me e me. Ma nemmeno a farlo apposta, mi sono imbattuto nella locandina di un laboratorio teatrale. Con un po’ di imbarazzo ho appuntato il numero e ho iniziato a fare la “scuola” senza dire niente a nessuno. Quasi me ne vergognassi. Quello è stato il momento in cui ho ricevuto la “chiamata”.

Una chiamata importante per la sua vita, che l’ha messa su una strada ben tracciata.

Una chiamata con scatto alla risposta, oserei dire. Uno scatto alla risposta che continua. Ma in quel momento non l’avevo capito.

In tv la stiamo invece vedendo nella fiction Fuoco Amico – TF 45. Ci racconta del suo personaggio e come è stato entrare in lui?

In Fuoco amico vesto i panni del cecchino Paolo Visentin. Sono riuscito ad entrare nel mio personaggio grazie a bravissimi maestri che mi hanno insegnato a muovermi, a camminare, a sparare da vero militare. D’altra parte io non ho fatto il servizio militare… è stato un lavoro bellissimo, da cui ho imparato davvero tanto. Per sette mesi ho studiato, faticato, sudato con tutta la divisa addosso. Se penso che i soldati stanno davvero nel deserto a 40° tutti bardati…

Qual è il messaggio di questa fiction?

Dietro a Fuoco Amico c’è un messaggio preciso, che emerge di puntata in puntata. Nella fiction è raccontata l’umanità degli uomini che spesso si nasconde sotto le divise. Persone piene di difetti, come tutti, ma con grande senso di responsabilità e coraggio nel mettersi in gioco. Proprio attorno al dualismo tra gli aspetti più rigidi della vita del soldato e i sentimenti schietti, ruota la sceneggiatura.

paganini fuoco amico

Come è stato recitare accanto a Raoul Bova?

Una gran bella esperienza. Lui è un grande attore, ma non fa mai sentire la minima differenza tra noi e lui.

Qual è stato il momento più divertente delle riprese?

Andare a sparare, perché dovevo imparare per rendere le azioni credibili. Mai avrei pensato di impugnare un’arma, non fa proprio parte di me.

Quando interpreta un personaggio, ci si immedesima fino in fondo o cerca di avere sempre uno sguardo dal di fuori?

Vivo i miei personaggi in modo molto empirico; parto da me e poi li lascio viaggiare. Dove mi porteranno proprio non lo so. Rimanere fuori dal proprio personaggio ti permette di avere una visione più critica e obiettiva, sotto certi punti di vista, ma alla fine io mi ritrovo a vivere il mio personaggio fino in fondo. Al momento dell’azione entro in quella dinamica stile indiani e cowboy: o sei l’uno o sei l’altro, non puoi stare a metà.

Entrare ogni volta in un personaggio diverso è più faticoso o divertente?

Io mi diverto tantissimo a fare questo mestiere che ti permette di essere fanciullo anche in età adulto. Se non ti diverti, il pubblico se ne accorge inevitabilmente. Una cosa è certa: quando non mi divertirò più smetterò di fare questo lavoro.

C’è un ruolo che non ha mai interpretato e che le piacerebbe sondare?

Mi piacerebbe fare una commedia, un personaggio comico, insomma. Magari con Ben Stiller o Woody Allen… (ride, ndr)… inarrivabili.

davide paganini raoul bova 700

Si sta riguardando in questi giorni in tv? Si piace quando si rivede o ha sempre un occhio un po’ critico?

Non mi piaccio mai molto quando mi rivedo; sono sempre ipercritico. Come si dice dalle mie parti, ho lo “spirito delle scale”… della serie “averla fatta meglio”… Anni fa però ero anche peggio: non mi riguardavo davvero mai. Ora invece mi guardo ma non riesco ad accettarmi e mi guardo artisticamente per capire gli errori, i difetti per migliorare. Mi hanno proposto di fare un video che mi rappresentasse, una sorta di “il meglio di me”: insomma, non sono riuscito a farlo perché non c’era nulla che mi soddisfacesse. Ho dovuto chiedere ai miei collaboratori di occuparsene, se no saremmo ancora qui oggi a discuterne.

Oltre a Fuoco Amico, è interprete del film WAX: We are the X.
Opera prima di Lorenzo Corvino, è un road movie generazionale che racconta la storia di tre ragazzi, due italiani e una francese (rappresentanti della generazione “X”, fatta di precari, giovani senza certezze, ma pronti al sacrificio e in cerca di riscatto), inviati in Costa Azzurra per realizzare uno spot in una settimana. In questo film c’è una commistione di generi: un po’ commedia on the road surreale, un po’ thriller, un po’ nouvelle vague 2.0. Dei tre protagonisti io sono quello più cinico e disilluso, ma alla fine il mio personaggio si spezzerà. Vado verso la rottura perché crollano tutte le certezze. Il mio “collega”, invece, fa il percorso opposto: parte dall’ingenuità per arrivare alla maturità.

WAX We are the X

Paganini in Wax: We are the X

 Torniamo alla famosa “chiamata”. Il teatro rimane sempre la sua passione oppure lo ha messo da parte per la cinepresa?

Io nasco a teatro e lo amo immensamente. Diciamo che faccio tv e cinema per mantenermi il teatro. Questa estate sarò in tournée con lo spettacolo “Dunque lei ha conosciuto Tenco”, scritto da Paolo Logli. In questo monologo, di cui curo la regia, si evocano la grande figura di Luigi Tenco e il contesto in cui si muoveva negli anni d’oro della sua attività attraverso i pensieri, le impressioni e i ricordi di un testimone-ferroviere genovese. Nel 2017 riporterò invece in scena lo spettacolo teatrale Steady Rain, scritto dall’autore americano Keith Huff e ispirato a True Detective. Ne ho comprato i diritti. La storia è ambientata nei sobborghi di Chicago. E’ un testo molto drammatico e animalesco.  Questi due ruoli, per me, sono divertenti dal punto di vista attoriale. Mi diverto ad interpretarli, mi ci trovo bene dentro. Per me è davvero divertente abitare questi personaggi e vivere queste storie.  E poi ho in progetto due lavori indipendenti cinematografici.

Di cosa si tratta?

Un corto di fantascienza per la regia di Luca Franco girato a Genova. Gli interpreti sono tutti genovesi: accanto a me ci sono Giovanni Robbiano, Enzo Paci e Maurizio Lastrico. E poi un lungo indipendente, un thriller-horror.


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Giornalista esperta del mondo dello spettacolo, ho lavorato per diverse testate giornalistiche della carta stampata e del Web tra cui Libero e Affari Italiani Appassionata di calcio e basket, amo il teatro e la letteratura.

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La stagione della caccia su Rai 4 – trama, cast, finale

Tutte le curiosità sul tv movie di Camilleri. Notizie su cast, regista, location, episodi inediti inerenti la lavorazione del tv movie
Biagio Esposito

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La stagione della caccia
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Si chiama La stagione della caccia il secondo tv movie della serie C’era una volta Vigata in onda oggi, in replica, su Rai 4.

Il tv movie è tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri pubblicato nel 1992 dall’editore Sellerio che avrebbe editato successivamente tutti i libri dello scrittore siciliano.

Noi vi abbiamo già anticipato le principali notizie sulla pellicola. Adesso vi sveliamo tutte le curiosità sulla trama e sulla realizzazione delle riprese.

Innanzitutto La stagione della caccia è la prima opera di Camilleri ed ebbe un successo immediato e clamoroso sia di pubblico che di critica.

La stagione della caccia – dove è stato girato

Le riprese sono state effettuate in Sicilia, in particolare a Scicli. Una delle location è stata il Palazzo Mormino-Màssari che si trova proprio sulla piazza principale di Scicli. Si tratta di un edificio nobiliare molto bello e sontuoso che è stato utilizzato come il Palazzo Peluso. I Peluso sono la famiglia nobile protagonista della vicenda raccontata da Camilleri.

La piazza è quella di Ispica, il porto è quello di Marzamemi, la piazza dove vediamo il marchese anziano è la piazza di Scicli, Piazza Busacca, mentre la Basilica è sempre ad Ispica.

La stagione della caccia attori

Chi è il regista?

Il regista è Roan Johnson ha già firmato la serie di Sky I delitti del BarLume. Nato a Londra da padre inglese e mamma materana, ha trascorso la sua infanzia e adolescenza a Pisa e poi a Roma. Johnson ha studiato al centro sperimentale di cinematografia dove come docente di sceneggiatura ha avuto Francesco Bruni, che firma la sceneggiatura della Stagione della caccia con Camilleri e Leonardo Marini.

Il regista ha svelato che per girare il tv movie ha ascoltato, tra i tanti consigli che gli erano stati dati, uno in particolare: “Pensa come se i Peluso fossero i Sopranos del diciannovesimo secolo e tu fossi il James Gandolfini di Vigata”. 

Sul suo incontro con Camilleri svela: “Per me è stato come andare da un veggente, varcando la soglia del suo salotto traboccante di libri mi è sembrato di entrare nell’antro della Sibilla. Sembrava un rituale pagano, ognuno sulla sedia assegnata dallo scrittore, che mi sembrava uno sciamano”.

Camilleri, però, ha imposto il suo pensiero sul tv movie. Ha solo accettato qualche semplificazione sul testo, ricco di intrecci e personaggi. Ma è stato inflessibile per un finale diverso, contenente la speranza di un nuovo amore e quindi più a lieto fine. Johnson e Bruni lo avevano proposto ma lo scrittore scrittore non ha voluto saperne.

La stagione della caccia finale

La stagione della caccia – I Peluso e la trama

I nobili Peluso da Torre Venerina, signori di Vigata, sono guidati dal patriarca, il marchese Filippo Pelluso (Tommaso Ragno). Un giorno arriva in paese il fascinoso farmacista Alfonso “Fofò” La Matina interpretato da Francesco Scianna. E’ figlio di un contadino esperto in erbe medicamentose. Appena giunto a Vigata, i componenti della famiglia Peluso cominciano misteriosamente a morire, uno dopo l’altro, come ne I dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Chi morso da una vipera, chi di crepacuore, chi avvelenato.

Gli attori

Francesco Scianna, il protagonista, ha raccontato di essere rimasto colpito sin da subito dal romanzo e di essersi ispirato a Charlie Chaplin per interpretare Alfonso Fofò La Matina, con l’intento di dare al personaggio quella vis comica, che è la cifra vincente della scrittura di Andrea Camilleri.

Donatella Finocchiaro ha spiegato: «Finalmente sono una donna di Camilleri. Questo libro è un capolavoro di scrittura magistralmente adattato, diretto e anche ben interpretato dai burattini che siamo noi, ma i personaggi erano cesellati alla perfezione. Nel film c’è l’emozione, il dramma, la morte e anche tanta comicità. Con Tommaso Ragno non mi sono trattenuta dalla risate, anche noi attori siamo rimasti ‘vittime’ di questa storia!».


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Io non mi arrendo con Beppe Fiorello su Rai 1 – trama, cast, finale

Sintesi della fiction Io non mi arrendo con Beppe Fiorello. Tratta dalla storia del poliziotto Roberto Mancini
Sveva Loriano

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Questa sera Rai 1 replica la miniserie tv Io non mi arrendo con Beppe Fiorello. La storia racconta le vicende del poliziotto Roberto Mancini (Marco Giordano nella fiction), impegnato a combattere l’ecomafia della terra dei fuochi.

Io non mi arrendo film attori

Io non mi arrendo – regia, protagonisti, dove è girato

La regia è di Enzo Monteleone. Protagonisti sono Beppe Fiorello e Massimo Popolizio che interpretano rispettivamente i ruoli dell’ispettore Marco Giordano e dell’avvocato Gaetano Russo. Nel cast anche Maddalena Crippa che dà il volto al personaggio del vice-questore Giordana Valente.

Le riprese si sono svolte in Italia, in particolare in Puglia nelle città di Bari e Brindisi. La produzione è della Picomedia in collaborazione con Iblafilm per Rai Fiction.

Io non mi arrendo film dove è girato

Io non mi arrendo – trama

La storia inizia a Fondi (LT) con Marco Giordano alle prese con Fusillo. Un cittadino finito nella mani di usurai che rischia di diventare un prestanome per dimezzare il suo debito. Durante un suo interrogatorio, l’ispettore conosce Maria Kaminski (Elena Tchepeleva) e per avvicinarla finge di essere l’addetto al rinnovo dei permessi di soggiorno.

L’avvocato Gaetano Russo (Massimo Popolizio) è una delle figure al centro di questa indagine di usura e lo vediamo inizialmente acquisire una terra in Campania per una cifra di tre milioni. I suoi intenti non sono assolutamente benevoli: vuole usare quel terreno per creare discariche di rifiuti tossici. La squadra ferma un camion convinto di sequestrare droga; quando invece trovano immondizia, non capiscono il reale intento del criminale.

Intanto continuano le intercettazioni telefoniche e le indagini svolte sul territorio campano mostrano un collegamento tra Russo e i rifiuti tossici. Seguendo un camion, Giordano e Mastropalo scoprono una discarica illegale a cielo aperto e inoltre incontrano Vincenzino, un ragazzo malato che li porta a scoprire altri luoghi dove in passato sono avvenuti gli stessi fatti.

La storia d’amore tra Marco e Maria prosegue a gonfie, prima con un romantico matrimonio all’interno di una grotta in Polonia e poi con l’arrivo di Martina, la loro primogenita. Impegnato in un faccia a faccia con Russo, però l’ispettore non riesce ad aiutare la moglie.

Le intercettazioni continuano e mettono in evidenza come l’avvocato Russo abbia delle coperture importanti nella pubblica amministrazione, nella politica e anche nella magistratura. L’omicidio di Ercolani, un complice non più gradito del legale, però complica un po’ il compito dei poliziotti che trovano un valido alleato in Vincenzino.

Spoiler finale prima puntata

Il Dottor Bonocore svela a Giordano come molti bambini nella cittadina siano affetti da tumore. Tutti sanno ma nessuno denuncia. Durante un incontro tra l’avvocato Russo e altri malviventi, per allargare il giro d’affari anche all’estero, a sorpresa si presenta anche il superiore dell’ispettore, la Dottoressa Valente. Questa scoperta è condivisa solo con la squadra; ecco svelato il motivo per cui la donna aveva proposto a Giordano una promozione ai servizi segreti.

Per riuscire ad ampliare il giro d’affari l’avvocato Russo chiede aiuto al boss della camorra Don Antonio. In un letto d’ospedale, dopo un incontro con Marco Giordano, Vincenzino muore, terminando così la sua agonia. Nell’ultima scena l’avvocato Russo e l’ispettore si “”sfidano” a parole in un tavolo di ristorante.

Io non mi arrendo film finale

Io non mi arrendo – cast completo

  • Giuseppe Fiorello: isp. Marco Giordano
  • Massimo Popolizio: avvocato Gaetano Russo
  • Elena Tchepeleva: Maria Kaminksi
  • Alessandro Riceci: Rino Mastropalo
  • Salvio Simeoli: Lucio Papa
  • Stefano Alessandroni: Alessio Bonfiglio
  • Mario Sgueglia: Michele Leone
  • Paolo Briguglia: PM Giovanni Cattaneo
  • Maddalena Crippa: vice-questore Giordana Valente
  • Antonio Milo: Sebastiano Ajello
  • Vincenzo Pirrotta: Antonio Pomarico
  • Giulia Salerno: Martina Giordano
  • Luigi D’Oriano: Vincenzino Abate
  • Bianca Maria D’Amato: madre di Vincenzino

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Alice Nevers 13 episodi A briglie sciolte e Chut su Giallo – trama, cast, finale

Altri due casi estremamente complicati per la serie in onda su Giallo e interpretata da un giudice istruttore donna.
Beatrice Martini

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Alice Nevers A briglie sciolte Giallo
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Giallo propone oggi gli episodi A briglie sciolte e Chut che fanno parte del ciclo Alice Nevers 13. L’appuntamento è in prima serata sul canale 38 del digitale terrestre.

La serie è una produzione francese le cui atmosfere oscillano tra il giallo e il poliziesco. È stata trasmessa sulla principale rete francese TF1 e la regia di tutti gli episodi della stagione in corso è affidata a Renée Manzor.

Tutte le puntate hanno come protagonisti casi giudiziari affrontati dal giudice istruttore Alice Nevers che opera in uno dei più importanti commissariati di Parigi. Accanto alla protagonista Alice Nevers a cui dà il volto l’attrice Marine Delterme c’è il fidato assistente Fred Marquand interpretato dall’attore Jean Michel Tinivelli.

Giallo propone settimanalmente due episodi della serie, ognuno della durata di 50 minuti. Ecco le anticipazioni sui due episodi conclusivi.

Alice Nevers A briglie sciolte trama

Alice Nevers 13 A briglie sciolte – trama

La trama raccontata nel primo episodio ha come protagonista Hervé Carpentier proprietario di una piccola stalla per cavalli. L’uomo improvvisamente viene ucciso nel centro di Parigi, colpito a morte da un dardo ipodermico.

Intanto nella piccola fattoria per cavalli ne è scomparso uno. Si tratta di Otello, l’animale preferito da sua figlia Cissy. Alice Nevers e la sua squadra arrivano sul posto per cercare di indagare e rendersi conto delle condizioni in cui si trova il cadavere dopo la morte.

La giudice si rende conto, dopo una serie di indagini, che la chiave per risolvere il caso sia proprio nella scomparsa di Otello. Allo stesso tempo Alice Nevers fa delle domande a suo padre chiedendogli una spiegazione sul cadavere che ha portato alla luce.

Alice Nevers 13 Chut trama

Episodio Chut – trama

La trama raccontata ruota intorno a Florence Rafin, una segretaria che lavorava presso uno studio medico. La donna è stata strangolata e poi gettata da un ponte su una chiatta di ghiaia. Alice Nevers e il suo assistente Marquand scoprono che la vittima era una seguace di Chut, una setta dedicata alla infedeltà coniugale.

Durante la loro indagine Alice e Marquand trovano in questo caso molte somiglianze con altri accaduti in passato.

Per quanto riguarda la vita privata Alice Nevers si avvicina al dottor Chahine, dopo aver scoperto che Marquand ha ospitato nella sua casa Leah, una poliziotta molto graziosa. Ma arriva un evento a turbare tutto. Il vice-sceriffo Marquand è stato appena ucciso. O almeno così sembra…

Alice Nevers 13 Chut attori

Alice Nevers 13 – il cast completo

Di seguito il cast della serie Alice Nevers 13 e i rispettivi personaggi interpretati dagli attori

  • Marine Delterme – Alice Nevers
  • Jean-Michel Tinivelli – Fred Marquand
  • Grégori Baquet – Ludo
  • Alexandre Varga – Mathieu Brémond
  • Georges Claisse – Anton Avenberg
  • Vincent Solignac – François Avenberg
  • Jean Dell – Lemonnier
  • Anne-Charlotte Pontabry – Laurence
  • Sandy Lobry – Betty
  • Sylvie Audcoeur – Christelle Avenberg
  • Arielle Sémenoff – Hélène Kimoff
  • Laurent Olmedo – Marco Bianchi

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